Spesometro e difficoltà operative di applicazione. Rischi per le imprese

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Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro ha segnalato all’Agenzia delle Entrate discrasie e difficoltà operative per l’applicazione dello Spesometro, richiedendo un intervento risolutivo immediato

Gli adempimenti fiscali non danno tregua, come tutte le imprenditrici e gli imprenditori sanno bene, e ora ci si trova con una serie di difficoltà legate allo spesometro, l’invio delle fatture pagate ed emesse tra gennaio e giugno 2017. Nonostante il termine per l’invio telematico dei dati delle fatture Iva sia stato prorogato dal Ministero dell’Economia e finanza al 28 settembre, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro segnala che la procedura presenta alcune criticità che non consentono agli intermediari abilitati alla trasmissione di rispettare l’obbligo.
A rendere difficoltoso l’invio dei dati – spiega in una lettera inviata all’Agenzia delle Entrate – è il sistema telematico del Fisco (Entratel), che non riconosce le fatture emesse con più numerazioni e, di conseguenza, fa risultare errati i totali, creando numerose discrasie con la procedura adottata dalle principali software house. Per quanto riguarda, invece, le forniture multicliente o fornitore, che coinvolgono centinaia di soggetti, è stato fatto notare che il programma non consente né la modifica, né l’annullamento di una fattura da correggere né il rinvio della stessa collegata alla fornitura principale. Così, per impedire che il sistema cambi il nominativo del cliente e tutte le fatture legate alla fornitura base, è necessario annullare ogni singola fattura, non essendo possibile procedere con l’annullamento totale delle forniture multicliente.

Il sistema operativo digitale non è quindi pronto – cosa che spesso succede in Italia, tanto è vero che la mancanza di abilità tecnologiche in campo telematico è una delle grandi questioni irrisolte della formazione giovanile e, di conseguenza, del lavoro giovanile in Italia. Sono migliaia i posti di lavoro che restano scoperti per mancanza di requisiti professionali in ambito informatico e la PA non fa eccezione.

Tra le criticità segnalate all’Agenzia anche l’assenza di istruzioni operative nel caso in cui i file validati con segnalazione si riferiscano a partite Iva cessate all’anagrafe tributaria al momento della trasmissione dei dati. Si è in attesa di sapere, infatti, se è necessario rinviare il file o mantenere lo stesso valido. Così come si aspetta di conoscere se, in caso di file scartato per qualche incongruenza, lo stesso vada rinviato per intero o solo per quanto riguarda la parte errata.

Tutti questi interrogativi sono stati inviati all’Agenzia delle Entrate e si attendono risposte celeri per permettere ai contribuenti e ai Consulenti del lavoro di rispettare la scadenza senza incorrere in sanzioni dovute ad irregolarità che derivano da fatti oggettivi non dipendenti dalla loro volontà.
Si spera che l’Agenzia delle Entrate dia quindi un seguito – senza le solite lungaggini burocratiche solo per decidere chi deve dare una risposta – e soprattutto attui un immediato “intervento risolutivo ed esplicativo mirato alla soluzione delle cause ostative alla regolare trasmissione dei dati”. Come richiesto dall’Ordine dei consulenti del lavoro. A beneficio di tutte le imprenditrici e gli imprenditori contribuenti.