Studenti e lavoro. Un futuro incerto?

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L’incertezza del futuro non è un limite grazie al Cinema d’Impresa. Dal progetto “abilitiAzione” di Blink e CSC emerge il nuovo modo di costruire il futuro partendo dalla sua incertezza grazie alla creazione di video

Il futuro visto dai giovani studenti è quello che interessa Blink, Officina di Comunicazione e CSC (Centro di Sperimentazione Cinematografica Milano), che insieme hanno dato vita al progetto “abilitAzione”, per una nuova prospettiva di costruzione della propria strada in un mondo del lavoro sempre più imprevedibile e mutevole.
Il progetto, che ha come direttore artistico Maurizio Nichetti, consiste nel creare video nel campo del Cinema d’Impresa e ha preso vita da uno studio effettuato da Blink, dal quale sono emersi dati significativi sulla percezione di efficacia delle strategie di formazione e orientamenti al lavoro proposte attualmente dal mondo accademico italiano. Il campione di questo studio è stato composto da 80 studenti di 10 atenei universitari del Nord-Ovest del nostro Paese. I risultati hanno mostrato che il 42% del campione ritiene inadeguata la formazione accademica attuale per l’ingesso nel mondo del lavoro, contro il 37% che invece la ritiene adeguata.
Il 45% degli studenti intervistati vede nella mancanza di strategie la difficoltà di realizzazione ed il 31% non sa come attuare ciò che sa fare.

Studenti incerti

Il dato che ha suscitato il maggior interesse e ha rappresentato il punto di partenza per la collaborazione tra Blink e CSC, è stata la percentuale del 68% dei giovani del campione che ha individuato nell’incertezza la principale differenza tra il mondo del lavoro che attendeva i loro genitori rispetto a quello che attende loro stessi oggi.
Proprio l’incertezza è il tema che si è voluto approfondire e rendere trampolino di lancio per un cambiamento di approccio al futuro ed ha costituito il primo passo del progetto “abilitiAzione”.
La fondatrice di Blink, Cristiana Giachetti ha dichiarato infatti: “La domanda che ci ponevamo è stata se siano i giovani ad essere inabili a costruire la propria professionalità o al contrario se sia la loro abilità ad essere discriminata dallo stesso sistema formativo, visto che sapere di avere un’abilità non si traduce d’emblée nel saperla agire, ancor di più in un mercato del lavoro sempre più flessibile, imprevedibile e veloce, in cui le regole precostituite mal si sposano con l’innovazione e dove è necessario sapersi confrontare con il principio di incertezza”.
Da qui, con il CSC, è stato organizzato un gruppo di lavoro di 13 studenti dello stesso CSC, 10 ragazzi e 3 ragazze, cui è stato chiesto di rappresentare il proprio rapporto con l’incertezza attraverso una metafora fotografica e descrittiva in cui la prospettiva corporea ha giocato un ruolo fondamentale nella trasmissione del vissuto interiore.

L’elaborazione del tema dell’incertezza, che gli ideatori del progetto hanno intitolato “l’incertezza accertata”, ha fatto emergere un quadro in cui i giovani usano l’incertezza per mettersi in gioco, non si bloccano pur con tutto il carico di dubbi e rischi che l’incertezza comporta e ne colgono l’opportunità.
Questa declinazione del progetto “abilitiAzione” è la prima di una serie di iniziative previste per il prossimo autunno, mirate a costruire una diversa interazione tra formazione e lavoro ed a una visione di futuro in cui l’ignoto ed il mutevole siano aspetti che spingono a superarsi ed a sviluppare capacità. Tutto ciò in pieno accordo con la mission del CSC che come dice Bartolomeo Corsini, direttore della sede Lombardia con Maurizio Nichetti, direttore artistico, è quella di formare “realizzatori di progetti video nel campo del Cinema d’Impresa, passando dall’insegnamento degli strumenti professionali a un’attività che viene definita di bottega finalizzata all’apprendimento del mestiere, per arrivare, al terzo anno, nel quale gli allievi maturano l’autonomia professionale con un loro saggio di diploma”.