Disegnatore industriale la figura professionale più richiesta

disegnatore industriale - Lingotto fiere

Diffusi i dati dell’indagine “L’impatto della quarta rivoluzione sulla domanda di professioni” in occasione del Festival del Lavoro 2017 che mette al primo posto il disegnatore industriale come professione ad alta qualificazione più richiesta

I dati regionali del Piemonte relativi alle professioni più o meno richieste dal mercato del lavoro sono stati diffusi in occasione del Festival del Lavoro che si tiene dal 28 al 30 settembre 2017 al Lingotto Fiere di Torino.

Il titolo della ricerca è “L’impatto della quarta rivoluzione sulla domanda di professioni” e prende lo spunto dal fatto che, con l’avvento dell’Industria 4.0, si può diffondere il timore di perdere il lavoro ed essere sostituiti dalle macchine, come avvenne per la prima rivoluzione industriale nell’Ottocento. Le nuove invenzioni altamente tecnologiche possono dunque spaventare come nei tempi andati ma in realtà l’unica paura che si dovrebbe avere è quella di non saper cavalcare il cambiamento non formandosi. La formazione permanente continua oggigiorno è la chiave per affrontare le nuove sfide professionali. E come spiegano gli estensori della ricerca, la vera sfida non passa dalla difesa del proprio impiego, ma dalla trasformazione delle competenze. In pratica: se l’ambiente si rinnova, noi dobbiamo rinnovarci con esso.

Disegnatore industriale e esperto informatico

È l’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro a rimarcare quali professionalità possono rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro, grazie a un’indagine sugli effetti della rivoluzione tecnologica sull’occupazione e sulla società. L’indagine ha utilizzato di dati sulle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro (CICO) del Ministero del Lavoro, e ha distinto fra le professioni “vincenti” e “perdenti”, con posti di lavoro in diminuzione.
Si è così scoperto che in Piemonte il mestiere vincente è quello del disegnatore industriale, al primo posto tra quelli altamente qualificati più richiesti. Tra il 2012 e il 2016 il saldo totale che interessa questa professione è pari a +3.400 unità lavorative.
Ma attenzione: si tratta di un primato vinto non solo in questa Regione, ma anche in tutto il territorio nazionale grazie all’aumento della produttività industriale e alla capacità di saper utilizzare la tecnologia a proprio vantaggio. Dunque la professione industriale ad alta qualificazione più richiesta in tutta Italia è proprio quella di disegnatore industriale. Seguita – come sempre ha evidenziato il nostro giornale – da quella di analisti e progettisti di software. Un campo questo che purtroppo in Italia ci trova impreparati seppur darebbe lavoro a tante persone. E infatti in Piemonte sono aumentate le assunzioni proprio di questi esperti informatici, ma anche le professioni sanitarie riabilitative, nel quinquennio considerato, hanno registrato un aumento dell’occupazione pari a 1.700 unità di lavoro.

La continua richiesta, da parte di aziende, Istituzioni e Pubblica amministrazione di disporre di strutture informatiche sempre più avanzate, veloci e sicure ha determinato la crescita della richiesta di professionisti informatici; mentre l’innalzamento dell’aspettativa di vita ha sicuramente contribuito a far crescere l’interesse per la cura della persona e per i servizi ad essa collegati, con il conseguente incremento della richiesta di professionisti della riabilitazione, tra i quali fisioterapisti, logopedisti, ortottisti.

Professioni ricercate in Piemonte

A seguire nella classifica regionale i tecnici del marketing (+1.600 unità), le professioni tecniche della prevenzione e i tecnici esperti in applicazioni (+1.200 unità), i programmatori e i tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale (+1.100 unità).
Si collocano solo al 9° posto, invece, i docenti d’asilo (+1.000 unità) seguiti dagli ingegneri energetici e meccanici (+900 unità).

Professioni in crisi in Piemonte

Tra le dieci professioni in crisi nel Piemonte spiccano nel periodo 2012-2016 i cosiddetti “colletti bianchi”, ovvero: segretari amministrativi, archivisti, tecnici degli affari generali, che hanno registrato una perdita pari a 3.600 unità.
A seguire, i contabili ed i tecnici statistici, che hanno perso rispettivamente 2.600 e 1.900 unità lavorative, i tecnici per la trasmissione radio-televisiva e per le telecomunicazioni con 1.500 unità in meno ed i tecnici del lavoro bancario con -1.100 unità.
A metà classifica si collocano a pari merito le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche nonché gli istruttori di tecniche in campo artistico (-1.000 unità), seguiti dai consiglieri dell’orientamento e da ricercatori e tecnici laureati in scienze della vita e della salute (entrambi con -800 unità).
All’ultimo posto gli istruttori di discipline sportive non agonistiche (-700 unità).
La crisi di queste professioni altamente qualificate non è dovuta soltanto all’avanzare della tecnologia – spiegano gli analisti – ma anche ad altri fattori, quali il passaggio da un lavoro dipendente ad un’attività autonoma e la mancanza di investimenti in formazione e ricerca, che hanno comportato per alcune di esse un calo della domanda alle dipendenze dell’impresa. “È indubbio, quindi, che la chiave per affrontare al meglio i cambiamenti che nasceranno da lavoro e industria 4.0 sia da ricercare nel capitale umano. Investendo in formazione continua e nell’aggiornamento delle competenze professionali si può rispondere in modo adeguato alle richieste del mercato del lavoro”.