SEN in azione: la strategia energetica nazionale per il prossimo decennio

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Pubblicato il Decreto dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico che sancisce quale sarà per i prossimi 10 anni la nostra strategia energetica nazionale

Il Piano decennale del Governo italiano per gestire il cambiamento del sistema energetico è stato varato. Con D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata adottata la Strategia Energetica Nazionale 2017, risultato di un processo articolato che ha coinvolto tutta la popolazione italiana grazie a una imponente consultazione pubblica.
Prima di definire la strategia sono stati ascoltati organismi pubblici, operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas, esperti del settore energetico; sono state svolte due audizioni parlamentari e diverse riunioni con i gruppi parlamentari, le Amministrazioni dello Stato e le Regioni.
Alla consultazione pubblica hanno partecipato oltre 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini ed esponenti del mondo universitario che hanno formulato osservazioni e proposte per un totale di 838 contributi tematici, presentati nel corso di un’audizione parlamentare dalle Commissioni congiunte Attività produttive e Ambiente della Camera e Industria e Territorio del Senato.

L’Italia prima in energia sostenibile

Non si può dire che gli italiani – anche grazie a tutti noi della stampa – siano rimasti sprovvisti di informazioni al riguardo. Ma ciò di cui possiamo andare fieri è che proprio grazie a questa conoscenza, al coinvolgimento dei cittadini su questi temi sensibili (ambiente, energia sostenibile, cambiamenti climatici, ecc.) abbiamo raggiunto in anticipo gli obiettivi europei per quanto riguarda l’utilizzo delle energie rinnovabili. Infatti, l’Italia ha una percentuale già dal 2015 del 17,5% di energie rinnovabili sui consumi totali di energia mentre il target del 17% stabilito dall’UE era da raggiungere nel 2020.
Inoltre, i progressi tecnologici in questo ambito ci hanno permesso di conciliare contenimento dei prezzi dell’energia e sostenibilità ambientale.
Ma ora la Strategia energetica nazionale prevede ulteriori passi in avanti.

La strategia energetica nazionale per migliorare ancora

Grazie alla SEN appena varata, saremo più competitivi perché, continuando a ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa, daremo un vantaggio alle imprese italiane. Inoltre – poiché il maggior impatto ambientale concernente l’aumento di CO2 nell’aria è dovuto alla produzione di energia da carbone – riusciremo a raggiungere con più facilità gli obiettivi di de-carbonizzazione definiti in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21 (il Forum sull’innovazione sostenibile tenutosi a Parigi nel 2015). Infine, grazie alla SEN si potrà migliorare sempre più la sicurezza di approvvigionamento e si rafforzerà l’indipendenza energetica dell’Italia.

Gli obiettivi previsti dalla strategia energetica nazionale

Riduzione dei consumi finali di energia da 118 a 108 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) al 2030. Aumento della quota di rinnovabili sui consumi complessivi portandola al 28%. In particolare, la quota di rinnovabili sul consumo elettrico dovrà essere nel 2030 pari al 55%, per usi termici dovrà essere del 30% (al 2030, mentre nel 2015 era del 19,2%) e per i trasporti dovrà essere del 21% (al 2030, mentre nel 2015 era solo del 6,4%).

In base alla SEN (Strategia energetica nazionale), si dovrà contenere la differenza di costo tra il gas italiano e quello del Nord Europa (che nel 2016 è stato pari a circa 2 euro a megawattora) nonché tra i prezzi dell’elettrici italiana e la media europea (che nel 2015 era stato di circa 35 euro/MWh per famiglia media e al 25% per le imprese).

Nel 2030 si dovrà finalmente cessare la produzione di energia elettrica da carbone, dando una forte accelerazione alla sua riduzione entro il 2025. E ci si dovrà evolvere verso le bioraffinerie, usando biocarburanti sostenibili nei trasporti pesanti e marittimi al posto dei derivati dal petrolio.
Traguardo da raggiungere nel 2050 sarà quello della decarbonizzazione, e di questo speriamo siano consapevoli gli anziani proprietari di appartamenti nelle città, che nelle riunioni condominiali si rifiutano di eliminare i riscaldamenti a carbone “perché il carbone costa poco”.
Verranno raddoppiati a questo scopo gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico dell’energia pulita, portandoli dai 222 milioni del 2013 ai 444 milioni previsti per il 2021. E si promuoverà la mobilità sostenibile ma anche quella condivisa.

Cosa fare per raggiungere gli obiettivi

La SEN 2017 prevede azioni di semplificazione e razionalizzazione della regolamentazione per garantire la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti necessari alla transizione energetica, senza tuttavia indebolire la normativa ambientale e di tutela del paesaggio e del territorio né il grado di partecipazione alle scelte strategiche.
Grazie all’evoluzione tecnologica e ad una attenta regolazione – spiegano i Ministeri – è possibile cogliere l’opportunità di fare efficienza e produrre energia da rinnovabili a costi sostenibili. Per questo la SEN segue un approccio basato prevalentemente su fattori abilitanti e misure di sostegno che mettano in competizione le tecnologie e stimolino continui miglioramento sul lato dell’efficienza.

La tutela del paesaggio

Deve esserci compatibilità tra obiettivi energetici e tutela del paesaggio. Per questo le fonti rinnovabili preferite saranno quelle con maggiore potenziale residuo sfruttabile, cioè eolico e fotovoltaico. Per le centrali energetiche verrà data priorità all’uso di aree industriali dismesse, capannoni e tetti, oltre che ai recuperi di efficienza degli impianti esistenti. E si procederà, in accordo con le Regioni e le amministrazioni che tutelano il paesaggio, alla individuazione di aree non altrimenti valorizzabili, da destinare alla produzione energetica rinnovabile.

Gli effetti occupazionali

Sostituire fonti fossili con fonti rinnovabili genera un bilancio netto positivo anche in termini occupazionali, ma – aggiungono i Ministeri – si tratta di un fenomeno che va monitorato e governato, intervenendo tempestivamente per riqualificare i lavoratori spiazzati dalle nuove tecnologie e formare nuove professionalità, per generare opportunità di lavoro e di crescita.

Gli investimenti

Gli investimenti aggiuntivi previsti dalla presente SEN sono pari a 175 miliardi (al 2030) così ripartiti:
· 30 miliardi per reti e infrastrutture gas e elettrico
· 35 miliardi per fonti rinnovabili
· 110 miliardi per l’efficienza energetica
Oltre l’80% degli investimenti è quindi diretto ad incrementare la sostenibilità del sistema energetico, in settori ad elevato impatto occupazionale ed innovazione tecnologica.

Sarà necessario infine integrare le politiche energetiche con quelle di altri settori e con quelle regionali, per avere un approccio coerente in tutta Italia ma soprattutto per cogliere possibili sinergie ed offrire opportunità di sviluppare nuove filiere produttive 4.0.
A tal scopo verrà istituita una Cabina di regia, per il monitoraggio dell’attuazione della SEN, costituita dai Ministeri dello sviluppo economico e dell’Ambiente, con la partecipazione dei Ministeri dell’economia, dei trasporti e dei beni culturali, con una rappresentanza delle Regioni e con periodico coinvolgimento degli enti locali, degli stakeholders e delle parti sociali.