Dolciumi italiani natalizi

torrone artigianale alle noci dolciumi italiani natalizi(1)

Una rilevazione di Confartigianato mostra che i dolciumi italiani durante le feste natalizie hanno avuto un boom nell’esportazione

Dolciumi italiani da record sotto le feste di Natale: + 5,8% rispetto all’anno precedente. 598 milioni di euro di esportazione di dolciumi italiani: il Made in Italy è ricercato soprattutto dai francesi, che acquistano un quinto di tutto l’export nostrano e gli statunitensi, che quest’anno hanno richiesto quasi un terzo in più (+31,4%) di dolciumi natalizi prediligendo quelli artigianali.

I dolciumi italiani natalizi della tradizione artigiana sono al top delle preferenze sui mercati esteri. Li richiedono soprattutto dagli Stati Uniti, dove panettoni e altri dolci natalizi Made in Italy nell’arco di un anno sono stati acquistati per un valore di 31,6 milioni di euro. Forse merito dei nostri italiani all’estero o delle buone politiche di visibilità che sanno affrontare alcune imprese italiane. La promozione di un prodotto è molto facile soprattutto grazie al web: un sito online è visibile in tutto il mondo e se si sa quali vengono visitati dall’estero (Donna in Affari – permetteteci di dirlo – è fra questi) allora basta pubblicizzare il proprio dolce su quel sito con una spesa irrisoria per accedere a un mercato internazionale che vale centinaia di milioni di euro. Basti pensare che tra panettoni, pandoro, cioccolata e varie prelibatezze nostrane le vendite nel mondo ammontano nell’ultimo anno a 598,3 milioni di euro.

E Confartigianato ha redatto una classifica dei Paesi esteri più “golosi” di prodotti alimentari italiani per le feste di fine anno: in testa c’è la Francia, al secondo posto pari Germania e al terzo Gran Bretagna. I francesi hanno acquistato dolciumi italiani natalizi per 122,3 milioni di euro, e si tratta del 20,4% del nostro intero export di questi prodotti, più di un quinto. I tedeschi hanno voluto dolciumi italiani natalizi per 108,7 milioni di euro (18,2% del totale esportato) e gli inglesi (i britannici) per fine anno ne hanno voluti per 58,6 milioni di euro (9,8% del totale).

Ma il boom di crescita dell’export nel 2017 si registra come dicevamo negli Stati Uniti, che hanno comprato il 31,4% di dolci in più rispetto al 2016. Seguono il Belgio con il 24,2% in più, la Polonia con il +15,1% e la Svizzera (+13,9%).

Nella classifica delle regioni italiane con il maggiore aumento di export alimentare la Lombardia fa la parte del leone con il +11% nel primo semestre 2017. Seguono l’Emilia Romagna (+7,2%), il Piemonte (+6,6%) e il Veneto (+5,8%).
Lodi guida la classifica delle province italiane dove nel 2017 è cresciuto di più l’export di prodotti alimentari, addirittura +83,9%. Seguono Siena (+33,3%), Cremona (+24,8%), Mantova (+19,5), Ravenna (+18,7%).

tabella export dolciumi italiani natalizi 2017

Secondo il rapporto di Confartigianato l’aumento dell’export di specialità natalizie è in linea con il record storico di vendite all’estero di prodotti alimentari made in Italy registrato tra luglio 2016 e giugno 2017: ben 32,2 miliardi, con un balzo del 6% rilevato nel periodo gennaio-agosto 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le vendite dei dolciumi italiani nel nostro Paese

È innegabile comunque che le festività natalizie stimolino anche gli acquisti dei nostri connazionali: a dicembre Confartigianato può stimare già un consumo di prodotti alimentari delle famiglie italiane pari a 14,6 miliardi, vale a dire 2,6 miliardi in più rispetto al consumo medio mensile.
Per i prodotti artigianali, il valore dei consumi a dicembre ammonta a 6,2 miliardi.

“È merito degli ‘artigiani del cibo’ se i nostri prodotti alimentari piacciono tanto in Italia e nel mondo – ha dichiarato il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti. “È sempre più apprezzata la qualità tipica delle nostre 90.055 imprese artigiane del settore alimentare, di cui 43.063 imprese specializzate nella pasticceria, che danno lavoro ad oltre 155mila addetti. Un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato”.

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato a far crescere la passione di italiani e stranieri per i nostri prodotti della buona tavola è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. L’Italia è al primo posto nell’Unione Europea per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 294, vale a dire un quinto (21,2%) del totale dei prodotti di qualità europei.