ESOF 2020 – Euroscience Open Forum 2020

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Trieste al 2020, capitale europea dell’Euroscience Open Forum. Entrano nel vivo i lavori paneuropei su scienza, tecnologia, società e politica per prepararsi a ESOF 2020

Il 29 novembre al MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) è stato presentato ESOF2020, il forum che rappresenta la manifestazione più rilevante a cadenza biennale paneuropea sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica che dal 4 al 10 luglio 2020 si svolgerà a Trieste. Il capoluogo giuliano, eletto ufficialmente capitale della scienza dalla Commissione dell’Euroscience il 10 luglio scorso, conta il 37,1% degli addetti alla ricerca su 1.000 lavoratori, rapporto unico al mondo.

L’Italia della scienza

L’Italia, unico Paese europeo che vede prescelta per la seconda volta, dopo dieci anni, una propria città come capitale europea, conferma l’alta qualità della formazione universitaria e della ricerca scientifica. Il riconoscimento nasce dall’interazione tra Università, Enti di Ricerca nazionali, MIUR, Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), dei Beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT), con l’impegno dell’Amministrazione Regionale del Friuli Venezia Giulia.

L’Italia, nonostante gli scarsi investimenti, dà un segnale forte per la ricerca italiana, considerata prima al mondo insieme al Canada e alla Gran Bretagna. L’obbiettivo di ESOF2020 è creare il più grande laboratorio di idee e proposte in vista della kermesse scientifica europea tra poco meno di tre anni, ha commentato Luigi Nicolais, consigliere della Ministra per gli Affari scientifici, in occasione della presentazione del Forum.

Il capoluogo giuliano, per Gianluigi Consoli, dirigente del MIUR per il coordinamento della ricerca aerospaziale, si conferma un luogo ricco di attività per la presenza dell’Istituto Nazionale di astrofisica, il sincrotrone di Elettra, il Centro internazionale di fisica teorica, l’Accademia mondiale delle scienze e il Centro Internazionale di Ingegneria genetica e biotecnologia. È soprattutto un hub del dialogo per i Paesi dell’est-Europa, e l’Italia è il grande punto di forza – ha spiegato Consoli durante la presentazione di ESOF 2020. “Se si guarda alle iniziative nate intorno all’Industria 4.0 ci rendiamo conto quanto le tecnologie avanzano velocemente, spesso sottovalutando il ruolo sociale dei cambiamenti tecnologici. Cambia il ruolo sociale, il modo di comunicare, e gli argomenti trattati in ESOF 2020 (Big Data, internet delle cose, scienze cognitive) sono studiati in modo sinergico” ha concluso Consoli.

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Il Friuli Venezia Giulia e la Ricerca scientifica e tecnologica

Loredana Panariti, assessora alla Ricerca del Friuli Venezia Giulia, ha ricordato che la regione è prima per percentuale di ricercatori ad alto profilo e a breve sarà stanziato oltre 1 milione di euro in aggiunta ai 250mila euro già erogati per il fondo destinato alla ricerca. Il territorio si caratterizza per la rilevante presenza di prestigiose istituzioni scientifiche, strutture per la ricerca applicata, enti di formazione nazionali e internazionali che operano in tutti i campi delle scienze. Questi enti conducono scoperte di rilievo sul territorio grazie alla cooperazione dei fondi nazionali, regionali, comunitari e internazionali per costruire un eco-sistema formato da istituzioni e centri di ricerca. In questo ecosistema si inseriscono elementi recenti e passati. Tra quelli recenti – ha ricordato l’assessora – c’è l’accordo del 2016 tra Friuli Venezia Giulia, gli enti di ricerca, il MIUR e il MAECI (Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale) che prevede la valorizzazione del sistema scientifico e una rete che mette insieme soggetti a livello nazionale e internazionale con una attenzione particolare a tutta l’area Balcanica.

La scelta di Trieste capitale dell’Euroscience 2020

Tra gli elementi del passato, la Fondazione per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT) ha adottato lo slogan “Science for freedom, freedom for science”. Il tema della libertà è fondamentale perché parte di queste attività si svolgeranno riconfermando il patto di poter intraprendere la libertà della scienza per ricercatori e studenti provenienti da Paesi differenti per lingua, cultura e religione. Trieste costruirà un percorso della conoscenza all’insegna del benessere e della fiducia delle diverse popolazioni.

Stefano Fantoni, presidente della Fondazione Internazionale di Trieste, sostiene che l’assegnazione di ESOF 2020, valorizza il “Sistema Trieste” grazie alla costruzione di una piattaforma che favorisce maggiore visibilità e collaborazioni scientifiche in una regione che vuole essere protagonista nell’economia e nella società della conoscenza, concetto su cui l’Unione europea ha costruito uno dei suoi tratti identitari.

Altro punto cruciale dell’evento è la realizzazione di un Science Centre di livello internazionale che dovrebbe sorgere nella cornice del Porto Vecchio di Trieste, sede prevista per ESOF. È prevista infatti la costruzione di ben 5 auditorium, una piazza, sale conferenze, zone uffici, musei e un’area ristoro con locali e ristoranti. Il piano urbanistico porterà l’antico scalo a riappropriarsi del suo ruolo di fulcro cittadino, regalando a Trieste un nuovo cuore.

Enrico Padula, consigliere degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha aggiunto che il capoluogo giuliano ha saputo tradurre con la forza locale una proposta ad alto contenuto scientifico.
Il Ministero degli Affari Esteri è impegnato con le rappresentanze diplomatiche all’estero coinvolgendole fino al 2020. All’interno del Ministero è nata una direzione specifica, l’International Science Diplomacy, che ha il compito di individuare dal lato politico, economico e scientifico, la proiezione dell’Italia in una dimensione internazionale, nello specifico la nostra proiezione nell’area balcanica e in generale verso l’Est-Europa.

“Trieste è il crocevia della scienza mondiale”, a sostenerlo è stato Fernando Quevedo, direttore del Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam” – ICTP di Trieste. Non è un caso che il titolo di città della scienza sia stato assegnato a Trieste, sede di tre organizzazioni internazionali con la più alta percentuale di studenti stranieri 9%, di cui il 4% ricercatori e dottorandi.
La scienza – secondo il fisico – mette in condizione le generazioni future di governare le sfide future, è una “palestra di pensiero critico”, si pone come strumento di sviluppo economico, sociale e culturale, inclusivo ed eticamente responsabile. “Penso all’Africa che ha enormi risorse naturali ma per mancanza di profili professionali medico-scientifici non può permettersi di sfruttare appieno le risorse a disposizione. Colmare il divario tra il Nord e il Sud del mondo è la chiave per garantire uno sviluppo sostenibile dei paesi più poveri permettendogli di affrontare sfide legate alle risorse energetiche e aggredire i fenomeni migratori. Il pensiero scientifico, diceva Salam, è uno dei patrimoni comuni dell’umanità e questo è il solo messaggio che deve guidare ESOF2020”, ha concluso il direttore di fisica teorica.

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Il CNR per ESOF 2020

Massimo Inguscio, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) pensa che la spinta dello scienziato sia guardare nella vetrina degli altri e il CNR partecipa non solo con il suo “core business” ma perché è in grado di fare un’azione ad alto impatto sociale a tutto campo. Il CNR a Trieste ha oltre 100 ricercatori e vari istituti, come il dipartimento delle scienze fisiche ospitato presso il sincrotrone, l’Istituto di struttura della materia e l’Istituto di scienze marine.
L’interazione del CNR con le università è storica – ha affermato Inguscio – per la presenza della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste) dell’ICTP (International Centre for Theoretical Physics) e dell’AREA Science Park dove la scienza è messa a disposizione delle imprese di medio e piccole dimensione. Il CNR è presente con il Centro Abdus Salam per il training di ricercatori e studenti provenienti dai paesi emergenti ed è attiva sullo studio degli ambienti marini con la stazione di monitoraggio, PALOMA, nel golfo di Trieste. Piattaforma e laboratorio Oceanografico nel Mare Adriatico che studia i cambiamenti climatici e gli scambi di CO2. Un altro aspetto della ricerca del CNR riguarda l’alternanza scuola-lavoro. Il Consiglio Nazionale ha messo a punto un programma di successo insieme a ISMAR, l’Istituto di scienze marine di Trieste, per studiare le dinamiche delle correnti oceaniche, i processi di trasporto ad esse associati e le proprietà chimico-fisiche delle acque marine.

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Per Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Trieste rappresenta una opportunità nel panorama mondiale e la forza di ESOF è sfruttare le capacità di Trieste per costruire un rapporto stretto tra le realtà scientifiche che sono nella città.
Stefano Fantoni, presidente della FIT (Fondazione Internazionale Trieste) e Champion di ESOF2020, ha commentato che scopo del meeting è trattare la ricerca e l’innovazione scientifica in maniera libera, inclusiva e non vincolata.

Dal 15 gennaio 2018 scienziati, ricercatori, cittadini e industriali avranno la possibilità di presentare proposte per partecipare a ESOF 2020. La Call for ideas è indirizzata all’area del Triveneto per abbracciare tutto l’Est Europa e le proposte saranno selezionate a partire dal 2018 fino alla settimana di apertura dell’ESOF.