La Bioingegneria è la scienza delle donne

Laura

Le nuove opportunità in ambito scientifico: la bioingegneria scienza delle donne. Conferenza organizzata da Fidapa

Recenti studi presentati dalla National Science Foundation dimostrano che la presenza delle donne nei settori scientifici e nell’ingegneria è alquanto bassa. Nel mondo le donne impegnate in ambito scientifico sono solo il 29%. In Italia, secondo l’Ocse, la percentuale di donne occupate in ruoli tecnico-scientifici è tra le più basse d’Europa.
Opportunità e risorse, all’insegna della creatività e dell’innovazione, arrivano dalla Bioingegneria. Si tratta di una branca dell’Ingegneria il cui numero di donne ha equiparato – spesso superato di qualche unità – quello degli uomini. “Non a caso, l’ex ministro Maria Chiara Carrozza, attualmente presidente del Gruppo Nazionale di Bioingegneria, rappresenta il primo e al momento unico caso di Rettore donna”. Ad affermarlo è l’Ing. Laura Burattini, assistente universitaria presso l’Università Politecnica delle Marche.

La Bioingegneria nasce alla fine degli Anni ‘80. Originariamente veniva definita come lo studio di un organo di un sistema vivente, principalmente l’uomo, attraverso tecniche tipiche dell’ingegneria, quali l’elettronica, la meccanica, l’informatica ecc. Oggi, la Bioingegneria comprende anche lo studio di tutto ciò che è in relazione con l’essere vivente, e abbraccia dunque non soltanto l’ambito della salute, ma anche quello del benessere.
Sempre secondo Burattini “la Bioingegneria dovrebbe essere un campo a cui i giovani si rivolgono più per creare lavoro che per cercarlo.”

Laurearsi in Bioingegneria

I corsi di laurea in Bioingegneria sono sparsi su tutto il territorio Italiano, Ancona compresa. Forniscono le conoscenze necessarie alla base di qualsiasi forma di creatività e innovazione, generalmente svolte da “ricercatori” accademici e non. L’innovazione viene poi trasformata in tecnologia e proposta al mercato tramite spin off e start-up che producono applicazioni computerizzate quali CaRiSMA per l’ automonitoraggio del rischio cardiovascolare durante l’attività sportiva, e CTG Analyzer, che permette un’analisi oggettiva e automatica dei tracciati cardiotocografici per la determinazione dello stato di salute di un feto.

L’ingegneria non è più solo un affare maschile, ma è una questione di competenza. Nell’immediato futuro, servono e serviranno ingegneri bravi. Avere più donne al lavoro, secondo il presidente dell’INPS Tito Boeri, rende più sostenibile il sistema di protezione sociale.

Tanti dunque gli spunti emersi durante la conferenza della Fidapa dorica svoltasi ad Ancona il 29 gennaio 2018. La conferenza, dal titolo “Bioingegneria al femminile: creatività, tecnologia e innovazione” si è inserita nell’ambito delle iniziative collegate al tema nazionale FIDAPA 2017-2019 “La creatività femminile, la cultura dell’innovazione: motori di diverso sviluppo socio-economico”.