Osservatorio Trend Marche

Artigianato e piccole imprese. Nelle marche ripresa in arrivo ma il numero delle aziende continua a diminuire. Intervista esclusiva al direttore del Centro studi CNA Marche, Giovanni Dini

Presentati i dati 2017 dell’Osservatorio Trend Marche in cui emergono gli effetti del Sisma sul comparto produttivo dei territori del cratere e la grande capacità delle imprese in rosa di affrontare la crisi

Nelle Marche il 2017 si è chiuso con una certa positività: si parla di una timida ripresa per le imprese sotto i 20 dipendenti. Lo afferma Trend Marche, l’Osservatorio semestrale sull’artigianato e la piccola impresa realizzato da Cna, Confartigianato e Ubi Banca sui bilanci di un vasto e rappresentativo campione di imprese.

Insieme al Dr. Giovanni Dini Direttore del Centro Studi CNA Marche, approfondiamo lo studio dei dati

Qual è ad oggi lo stato di salute delle piccole e medie imprese marchigiane?
L’Osservatorio congiunturale Trend Marche, che considera dati rilevati presso le imprese con meno di 20 addetti, registra come tutti i settori della PMI siano in ripresa sotto il profilo del fatturato anche se nella media i ritmi di crescita sono ancora bassi, di poco superiori al 2%. La ripresa si è avviata da tempo ma è stata spesso incerta, soggetta a pause e ricadute. Il 2017 sancisce finalmente anche per le PMI delle Marche una ripresa generale anche se modesta. Il proseguire della diminuzione del numero di imprese attive nella regione che si registra nei primi 11 mesi dell’anno (857 in meno pari al -0,6% rispetto ai primi 11 mesi del 2016) conferma che la ripresa non riguarda tutta l’economia regionale; del resto, l’assottigliarsi del tessuto di imprese riguarda anche le altre regioni simili alle Marche per composizione economica: la Toscana registra nello stesso periodo -0,5% delle imprese attive, il Veneto -0,3%, l’Emilia-Romagna -0,8%.
I dati TrendMarche sui ricavi (definitivi per la prima parte del 2017 perché derivati da dichiarazioni fiscali; quelli complessivi saranno disponibili in primavera) dicono che hanno ripreso a crescere i ricavi delle manifatture (+2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima), del terziario (+1,5%) e anche del settore costruzioni (+6,2%), non tanto dell’edilizia, ancora ferma, quanto dell’impiantistica ad essa collegata (+22,2%). Si tratta degli effetti, in questo caso positivi, del dopo sisma, come mostra la crescita del fatturato delle costruzioni nella provincia di Macerata (+10,3%). Gli effetti negativi del sisma si osservano soprattutto per il terziario, che nella provincia più colpita (quella di Macerata) non riesce ad avvantaggiarsi degli effetti della ripresa economica come invece avviene per le altre province. Tra i settori manifatturieri più dinamici vi è la meccanica più avanzata, quella che produce e ripara macchinari e impianti, i cui fatturati crescono in media del 13%. Tra i settori dei servizi il miglior dato di crescita è registrato dalle riparazioni veicoli (+8,6%).

Per quanto riguarda le imprese artigiane, ci sono segnali di ripresa?
Le dinamiche descritte riguardano anche l’artigianato ma al diminuire delle dimensioni di impresa si riscontra un ulteriore abbassamento dei ritmi di crescita. Le imprese artigiane faticano più delle altre ad agganciare le nuove opportunità tecnologiche e di mercato e ciò si vede dalla dinamica demografica dei primi nove mesi del 2017 (i dati dell’intero anno non sono ancora disponibili) che mostra una diminuzione di quasi 900 imprese attive rispetto ai primi nove mesi dell’anno prima, il2% circa in meno, con punte del -4,6% nella provincia di Fermo e del -3,5% nella provincia di Ascoli Piceno (-0,9% per AN e MC, -1,3% per PU).

Fatturato in crescita ma le imprese attive sul territorio regionale sono sempre meno. Secondo le elaborazioni di Trend Marche su dati Infocamere, tra novembre 2016 e novembre 2017 sono scese da 151.683 a 150.826 (-857). Un calo delle imprese che colpisce soprattutto l’agricoltura (-657), le costruzioni (-293), il commercio (-220) e il manifatturiero (-209). La crescita dei servizi alla persona e alle imprese (+581) non basta a compensare il calo delle attività produttive.
Se si considerano gli ultimi otto anni, si registra un calo delle imprese marchigiane attive di 8.941 unità pari al 6,6 per cento del totale. Una selezione durissima, imposta dalla crisi, che ha lasciato in piedi le aziende più solide e perso per strada quelle meno strutturate e competitive

Quale settore produttivo lavora meglio rispetto ad altri?
La meccanica si conferma il comparto più dinamico del sistema di PMI delle Marche e, al suo interno, la meccanica più avanzata, quella dei macchinari e degli impianti. Nella prima metà del 2017, la meccanica di base mostra una pausa (-0,6% rispetto alla prima metà del 2016) nel processo di ripresa del fatturato che la caratterizza ormai da otto semestri consecutivi (quattro anni di crescita ininterrotta con la ripresa già avviata nel corso del 2013); nella prima metà del 2017 l’altra meccanica (quella più avanzata) cresce invece del +13,5% tornando a segnare, dopo la pausa del 2016, ritmi di crescita a due cifre come nel 2014-2015. La meccanica regionale è protagonista da tempo delle esportazioni marchigiane, primo settore per dimensioni e dinamica: benché le imprese più piccole raramente giungano a esportare direttamente, però esse risultano strettamente legate alle filiere più competitive (non solo della nostra regione) e concorrono pienamente a determinarne l’efficienza.

Per quanto riguarda le imprese in rosa, qual è la situazione ad oggi?
Le imprese al femminile della regione continuano a ridursi di numero e nel corso dei primi 9 mesi del 2017 la diminuzione di imprese attive femminili rispetto allo stesso periodo dell’anno prima supera le 500 unità. Tuttavia, questo processo riguarda tutte le imprese della regione e così le imprese in rosa non perdono rilievo in termini di incidenza percentuale sul complessivo tessuto di imprese. Questo indica la capacità delle imprese femminili di affrontare la crisi.

tabella
Il futuro delle imprese, anche quelle artigiane, è sul web ma una notevole crescita, con conseguente aumento del fatturato, potrebbe trovare margine con l’export e l’e-commerce. Bene anche infrastrutture, investimenti, turismo e manifatturiero, tutto Made in Marche.