Assemblea Confcooperative Roma

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Un patto per la legalità, trasparenza e cooperazione

Legalità, trasparenza, cooperazione e giovani. Sono le parole che hanno guidato i lavori dell’assemblea provinciale di Confcooperative Roma, nel corso della quale è stato eletto il nuovo presidente, Marco Marcocci, attivo nella cooperazione in ambito socio-sanitario. All’assemblea del 22 febbraio hanno partecipato Maurizio Gardini, Presidente Nazionale di Confcooperative, la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, l’Assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Rita Visini e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Maurizio Gardini ha definito il percorso di Confcooperative un tragitto ricco di valori per dare speranza alla città di Roma e alle periferie. I progetti “Non ti scordar di me junior” e “Non ti scordar di me senior” sono nati proprio per valorizzare le periferie, aiutare gli anziani, sostenere le persone bisognose ed offrire una rete di assistenza capillare sul territorio. La cooperazione – ha aggiunto – ricerca l’inclusione ed è uno strumento al servizio dei soci e dei bisogni delle comunità.
“Bisogna essere capaci di innovarsi, di leggere le esigenze a cui saper dare risposte. Una risorsa da mettere a disposizione del bene comune” ha sostenuto Gardini.

Nel suo intervento, Virginia Raggi ha definito positivo il rinnovamento delle cooperative dopo la pesante eredità segnata da mafia capitale, ripercossasi su tutti cittadini romani. Ora – ha aggiunto – occorre tenere saldo l’obiettivo della legalità e l’Amministrazione è favorevole a sostenere le cooperative in questa sfida.
Le cooperative – ha sottolineato – negli ultimi quattro anni hanno avuto la forza di rompere quella continuità per rinascere con uno spirito di solidarietà e mutualismo, marchio che le contraddistingue. Scopo del cambiamento è riconsegnare ai cittadini un’Amministrazione che eroghi servizi di qualità. Lo slogan della giornata, “Insieme”, difende il legame che deve ricrearsi tra istituzioni, organizzazioni, cooperative, cittadini e soggetti che gestiscono la res pubblica.
La prima cosa – ha commentato la sindaca Raggi – è ricostruire una visione comune, un senso civico per rinsaldare il legame di fiducia spezzato. La mission è mettere al centro la persona, il benessere degli individui e non gli interessi economici, ha concluso la sindaca Virginia Raggi.

Concooperative Roma

Andrea Fora, commissario di confcooperative Roma, ha dichiarato chiuso il periodo di commissariamento durato oltre tre anni. I cooperatori e le cooperatrici oggi intraprendono una fase di responsabilità con una struttura organizzativa giovane, per costruire un nuovo progetto di cooperazione. La città metropolitana – ha commentato – è la seconda provincia italiana per numero di cooperative, la prima per numero di occupati, la quarta per fatturato, la prima per numero di cooperative costituite nel corso dell’anno. Un tessuto imprenditoriale composto da 440 imprese che danno lavoro a 35.000 persone con un fatturato di 1,8 miliardi di euro. Compito di confcooperative è essere percettori di bisogni, rafforzare i valori sul territorio per tornare ad abitare le periferie e stringere un patto di fiducia con i cittadini e le istituzioni.
A Roma – ha ricordato Fora – sono presenti 83mila cooperatori che offrono servizi di welfare, dai servizi sanitari al sostegno agli anziani, disabili, e alle strutture che faticano a stare sul territorio.

Fora ha proposto una politica cooperativa trasparente, dalla qualità di affidamento dei progetti alla possibilità di utilizzare lo strumento delle clausole sociali per tutelare le fasce deboli, con l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. È inoltre necessario – ha aggiunto – rilanciare le imprese con il sindacato dei lavoratori, rimettere al centro il tema dell’occupazione attraverso l’innovazione, la produttività, la qualità e la sostenibilità.

Il patto con i Sindacati

Nel corso della giornata è stato siglato un protocollo di intesa con i sindacati confederati per rilanciare le relazioni industriali tra Confcooperative Roma e Lazio, Cgil, Cisl e Uil. Alle relazioni con il sindacato, Fora ha chiesto un serio impegno per far nascere nuove imprese, abolire i contratti pirata, sostenere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, e rilanciare l’occupazione in forma cooperativa per le imprese in crisi (workers by out).
Il commissario ha anche sollecitato i sindacati a sostenere i contratti di solidarietà per le imprese che presentano esuberi, e valorizzare l’impresa cooperativa per estendere la contrattazione integrativa.
È inoltre necessario – ha sottolineato – salvaguardare l’universalismo delle prestazioni socio-sanitarie ma, accanto al servizio sanitario nazionale, deve essere messo in campo un terzo pilastro: quello della sussidiarietà. Confcooperative vuole inoltre incentivare l’impresa economica urbanistica, sviluppare una città smart e sostenere una comunità abitativa che guardi ai bisogni della mutualità, coinvolgendo i cittadini in servizi più vivibili, condomini, quartieri e aree metropolitane.

Fora ha concluso il proprio intervento rivolgendo un pensiero ai giovani e al ricambio generazionale. Per sostenere questa “staffetta” è stato avviato un incubatore di impresa giovanile con diverse Università di Roma per dar vita a Coop up. Oltre 100 giovani hanno avviato una start-up in cooperativa in settori innovativi per concretizzare una politica dedicata ai cooperatori e alle famiglie, facilitando l’accesso ad un sistema di vantaggi per migliorare la vita del cooperatore fornendo uno strumento di appartenenza e comunicazione.

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I dati della Camera di Commercio di Roma

Lorenzo Tagliavanti ha sostenuto che la Capitale ha trascorso un periodo buio dal lato economico e sociale e oggi si trova a fare scelte strategiche per costruire un futuro migliore. La crisi – ha commentato – ha demolito i tre pilastri in cui si reggeva la ricchezza dei romani. La contrazione della domanda interna, la riduzione dei consumi alimentari in alcune fasce della popolazione, il blocco dei finanziamenti pubblici e la caduta di oltre il 40% del settore delle costruzioni hanno portato alla deriva intere filiere economiche.
La capacità di produrre ricchezza – ha aggiunto – ha subito un calo del 7% in generale e oltre il 10% in termini pro-capite. Roma, tra il 2007 e il 2016, ha reagito aumentando gli occupati di 190mila unità, con un conseguente incremento di 70mila imprese, senza un aumento diretto della ricchezza prodotta. A seguito di questa condizione, sono sorte le imprese di necessità, soggetti deboli che hanno deciso di mettersi in proprio. Quelli che hanno perso un posto di lavoro, ma che avevano le competenze, si sono associati per costituire una nuova impresa. Anche le donne sono state protagoniste di una vera e propria rinascita, assumendo responsabilità maggiori in ambito familiare. I giovani, a seguito del blocco dei concorsi pubblici, hanno optato per aprire insieme attività in settori innovativi. Ed infine gli immigrati hanno costituito oltre 37mila imprese. Tutto ciò – ha concluso Tagliavanti – è nato nella periferia romana, dimostrando grande vitalità e capacità di reagire alla crisi rispetto ai quartieri centrali.
Politiche sociali regionali

L’Assessore alle Politiche sociali, Rita Visini, ha dichiarato che “la Regione Lazio ha messo a disposizione 1 milione e 800mila euro per il rilancio, lo sviluppo e l’internazionalizzazione del mondo cooperativo. Il ruolo che le cooperative hanno avuto nella costruzione del nuovo welfare regionale è stato fondamentale; per questo la regione Lazio nella legge 328 sulle politiche sociali (diventata legge 11 del 2016), ha messo al centro di queste politiche attori che tempo fa non esistevano, come il privato sociale, insieme alle Asl e ai sindacati”.
Territori, Terzo settore e mondo della cooperazione entreranno a pieno titolo nel sistema del welfare per rispondere ai bisogni dei più deboli. La costruzione del bene comune – ha concluso Visini – è prerogativa di tutti per dare speranza alla città dell’uomo.