Bando Pre-Seed per le start-up del Lazio

premiazione bando Pre-Seed

Prorogata al 30 settembre 2018 la scadenza del bando Pre-Seed per la creazione e il consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione della conoscenza. Si tratta di contributi a fondo perduto fino al 100% di copertura delle spese

La Regione Lazio, mediante il bando Pre-Seed, intende supportare la creazione e il consolidamento di start-up innovative ad alto contenuto di conoscenza nonché le iniziative di spin off della ricerca. L’iniziativa punta infatti anche a rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e le imprese allo scopo di farne volano di crescita economica e di occupazione, in special modo se giovanile e nei settori ad alta tecnologia.

La dotazione del bando di 4 milioni di euro, a valere sul POR FESR Lazio 2014-2020. Si tratta di due tipologie di intervento:
1) sostegno alle iniziative di spin-off della ricerca
2) sostegno alle startup innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza più in generale.
Di conseguenza una riserva di 2,5 milioni di euro è destinata inizialmente al sostegno degli spin-off della ricerca, mentre sono a disposizione fin da subito 1,5 milioni di euro a sostegno delle start-up innovative.
Nell’ambito di ognuna delle due tipologie di intervento è prevista una riserva di 1 milione di euro destinata alle richieste che coinvolgono investitori terzi e indipendenti. Decorsi sei mesi dalla data di apertura dello sportello, le risorse eventualmente residue saranno rese disponibili indistintamente per le due tipologie di intervento.

I destinatari del bando Pre-seed

Start-up innovative (ex DL 179/2012) costituite dopo la data di pubblicazione dell’avviso.
Le imprese beneficiarie devono costituirsi prima della firma dell’atto di impegno e, al più tardi al momento della richiesta della prima erogazione, devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese italiano dedicata alle start-up innovative e avere sede operativa nel Lazio.
Specifiche condizioni consentono di qualificare, ai fini del bando, la start-up innovativa come Spin-off della ricerca.

Quando una start-up innovativa è qualificabile come spin-off della ricerca

Perché una startup innovativa ammissibile sia qualificabile come “spin-off della ricerca” ai fini dell’agevolazione, almeno uno dei soci deve essere “socio innovatore”, ovvero una persona fisica che, oltre a sottoscrivere una quota nel capitale della startup innovativa, abbia entrambi i seguenti requisiti:
– titolo di studio equivalente al livello 6 ISCED (dottorato di ricerca, master universitario di secondo livello, ecc.) oppure aver svolto, nell’arco dei 6 anni precedenti, attività di ricerca per un periodo equivalente ad almeno 36 mesi a tempo pieno;
– impegno a dedicare almeno metà del proprio tempo lavorativo all’avviamento del progetto durante il primo anno di attività della start-up innovativa.
Inoltre, perché la start-up innovativa ammissibile sia qualificabile come “spin-off della ricerca” ai fini dell’agevolazione, il progetto di avviamento presentato deve valorizzare gli esiti dell’attività di ricerca realizzata e risultante dal curriculum vitae di almeno uno dei “soci innovatori”, che è responsabile del legittimo utilizzo dei risultati della ricerca su cui si fonda il progetto di avviamento.

I contributi del bando Pre-Seed

Il contributo concesso è a fondo perduto e può coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Nel caso di spin-off della ricerca è commisurato anche agli apporti di tempo lavorativo da parte di uno o più “soci innovatori” della start-up innovativa.
Per le start-up innovative il contributo concedibile ha un limite pari al 100% dell’apporto di capitale fornito dai soci, entro un minimo di 10.000 euro e un massimo di 30.000 euro. In presenza di investitori terzi e indipendenti (investitori professionali, business angels, raccolta tramite equity crowdfunding) che apportino capitale in misura pari ad almeno 10.000 euro, il contributo massimo concedibile è pari a 40.000 euro.
Per quanto riguarda gli Spin-off della ricerca il contributo concedibile ha come limite la somma del valore dell’apporto di tempo lavorativo fornito dai “soci innovatori” nel primo anno e del valore dell’apporto di capitale. L’apporto di tempo lavorativo deve rappresentare almeno il 50% del totale degli apporti validi. Il contributo agli spin-off della ricerca è concedibile entro un minimo di 10.000 euro e un massimo di 100.000 euro.

Progetti ammissibili

L’ambito di operatività dei progetti deve riferirsi alle filiere individuate nella Smart Specialisation Strategy e ai settori ad alta intensità di conoscenza (KIA). I progetti devono riguardare l’avviamento di attività imprenditoriali con beni e servizi prodotti nel Lazio aventi le seguenti caratteristiche:
– essere basati su una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione del progetto sebbene da consolidare in taluni aspetti più operativi, che soddisfi esigenze che rendano il progetto scalabile, anche sui mercati internazionali;
– avere dei soci e/o un team dotati di capacità tecniche e gestionali che assicurino il proprio impegno allo sviluppo del progetto anche in termini di apporto tecnologico e lavorativo;
– prevedere un Piano di attività a un anno che renda credibile che il progetto entro tale termine risulti di interesse per gli operatori nel mercato del capitale di rischio dedicato alle start-up (cd. early stage).

Per maggiori informazioni sulle spese ammissibili e sulle modalità di presentazione della domanda si può scaricare il bando completo alla seguente pagina.

La proroga del bando Pre-Seed

Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, ha spiegato i motivi della proroga del bando Pre-Seed con le seguenti parole: “negli ultimi 2 mesi abbiamo ricevuto 71 nuove domande per il bando ‘Pre-seed’, che si aggiungono alle 128 che già contavamo ai primi di maggio. Quasi 200 domande in tutto quindi, tra 51 progetti di Spin-off della ricerca e 148 Start-up innovative ad alto contenuto di conoscenza. Numerose le domande ancora al vaglio della commissione di valutazione, ma l’ammontare dei contributi concessi ai progetti già giudicati idonei è di oltre 2.400.000 euro. Dati che sono il segno della vitalità della nostra scena start-up e della capacità del mondo dell’Università di generare progetti di impresa che trovano in questo bando un efficace strumento di sostegno. Per questo abbiamo deciso di prorogare la scadenza del bando fino al 30 settembre. Più tempo perché le buone idee prendano la forma di domande di finanziamento, quindi. E sono convinto che ci sarà una bella risposta sul punto”.