Calabria: equo compenso è legge

Pubblicata sul Bur della Calabria la Legge regionale 25/18 per il contrasto all’evasione fiscale che detta nuove regole in materia di tutela delle prestazioni professionali, in primis l’equo compenso

In Calabria l’equo compenso è legge. È stato pubblicato infatti sul BURC N. 83 del 6 agosto 2018 la LR 25/2018 (che alleghiamo in fondo all’articolo) “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”. Tra le disposizioni contenute c’è quella sull’equo compenso dei liberi professionisti.

L’Ordine dei geologi informa in una nota i suoi iscritti che la nuova normativa prevede che il privato che intenda effettuare lavori di ristrutturazione di edifici o di edificazione deve dimostrare di aver già pagato il professionista per poter ottenere il rilascio dell’autorizzazione dall’Ente comunale, provinciale o regionale. Ad esempio – ha spiegato l’Ordine dei geologi – per ottenere il rilascio del nulla osta sismico, il richiedente dovrà dimostrare di aver saldato le spettanze professionali di tutti i tecnici intervenuti nella progettazione; idem per quanto riguarda la concessione per la captazione di acque sotterranee mediante pozzi, etc.  mediante il modulo riportato in allegato.

L’Ordine dei Consulenti del lavoro punta l’attenzione sul fatto che la nuova legge regionale stabilisce che “la presentazione dell’istanza autorizzativa o di istanza ad intervento a norma di legge dovrà essere corredata da una ‘lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente’. Viene in sostanza richiesta la dimostrazione di avere saldato la necessaria prestazione professionale”.

Lo stesso presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “con questo importante provvedimento anche la Calabria segue l’esempio virtuoso delle Regioni che hanno introdotto disposizioni normative sull’equo compenso a favore della categoria dei professionisti, promuovendo la dignità economica e sociale di lavoratrici e lavoratori autonomi e a tutela, soprattutto, dei tanti giovani che incontrano le maggiori difficoltà nel farsi strada nel mondo del lavoro professionale. Il fatto che sempre più istituzioni si impegnino per rendere l’equo compenso un principio basilare del nostro ordinamento dimostra il valore della battaglia portata avanti dal Comitato Unitario delle Professionisti e dalla Rete delle Professioni Tecniche. Continueremo dunque con determinazione il cammino intrapreso con l’obiettivo di rendere l’equo compenso del professionista la quotidianità e non l’eccezione. La lotta contro la richiesta di prestazioni professionali a costo zero prosegue”.