Scuola. I nuovi esami di maturità

nuovi esami di maturità 2019

Cambiano gli esami di maturità e il MIUR emana una circolare per supportare gli insegnanti che dovranno esaminare gli alunni e preparare le tracce delle prove scritte

Il nuovo esame di Stato che si svolgerà al termine della scuola secondaria di secondo grado entrerà in vigore da quest’anno scolastico e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha emanato una circolare esplicativa rivolta agli insegnanti e ai dirigenti delle scuole che dovranno essere preparati ad affrontare il nuovo corso degli esami di maturità. Non sono solo gli studenti infatti a dover capire le nuove regole ma soprattutto i docenti che dovranno saperle applicare correttamente.

I requisiti di accesso all’Esame di maturità

Tutto cambia. Non valgono più come requisiti di accesso né la prova Invalsi, né le ore di alternanza scuola-lavoro. Per poter essere ammessi alle prove di maturità bisognerà avere:
– frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto,
– il 6 in ciascuna disciplina,
– la sufficienza nel comportamento.
Potrà esserci qualche eccezione se il consiglio di classe delibererà l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto (motivando la propria decisione).

I nuovi esami di maturità: come cambieranno le prove scritte

Le prove scritte diminuiranno (due invece di tre) e ci saranno griglie di valutazione nazionali per la loro correzione e valutazione. Per preparare le tracce della prima prova scritta e per elaborare le griglie è stato elaborato un documento di lavoro – scaricabile da questa pagina internet – a cura di una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni.

La prima prova scritta: italiano
La prima prova scritta, quella di italiano, servirà ad accertare la padronanza della nostra lingua e le capacità espressive e critiche degli studenti. Si tratterà di un elaborato basato sulla scelta tra 7 tracce.
Gli esaminandi dovranno dimostrare le proprie conoscenze linguistiche nei diversi ambiti a seconda del loro ciclo di studi. I temi potranno così riguardare l’arte, la letteratura, la filosofia, le scienze, la storia, la società, l’economia o la tecnologia.
I ragazzi e le ragazze dovranno superare, per questo primo esame, tre prove (invece delle attuali quattro). Vediamole:
Prova A
La scelta sarà tra due tracce – ovvero due autori – invece di una com’è stato finora) e si tratterà di analizzare un testo. Verranno proposti testi letterari scritti a partire dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri.
Prova B
La scelta sarà fra tre tracce e si tratterà di analizzare un testo o un estratto interpretandolo e commentandolo con proprie argomentazioni.
Prova C
La scelta sarà tra due tracce e gli studenti dovranno produrre una riflessione critica di carattere argomentativo su temi di attualità. Si tratta del classico “tema” ma per facilitare il compito degli esaminandi potrà esserci un breve testo di appoggio che fornirà utili spunti di riflessione.
Questo primo esame scritto si terrà il 19 giugno 2019 e alle commissioni saranno fornite delle griglie nazionali di valutazione cui attenersi. Scopo della nuova regola è quello di permettere agli studenti di essere valutati in modo più equo ed omogeneo.

La seconda prova scritta: disciplina caratterizzante il percorso di studi
La seconda prova scritta si terrà il 20 giugno 2019 e riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Gli studenti sapranno di quale materia si tratta a gennaio 2019, dunque in anticipo rispetto agli anni passati.
Anche in questo caso la novità è la previsione delle griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa.

Come si calcola il punteggio dell’esame

Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico, che varrà fino a 40 punti e ci si aggiungono gli altri punti in base alla valutazione della commissione. Ciò significa che, per arrivare a 100 che è il punteggio massimo (per l’esame invece il punteggio massimo è 60), la commissione potrà disporre fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio.
Il punteggio minimo per superare l’esame di maturità resta fissato in 60 punti ma si darà dunque più peso al percorso di studi, poiché il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100 (attualmente il suo valore è di soli 25 punti).
Anche qui potranno esserci delle eccezioni: la Commissione d’esame infatti può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, nel caso che il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Le parole del Ministro Marco Bussetti

Nel presentare le novità dell’esame di maturità, il Ministro Marco Bussetti ha dichiarato: “Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo esame. Quella di oggi è una circolare con le prime indicazioni operative. Ci saranno poi momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie. Quando un esame cambia, bisogna stare al fianco della scuola e di chi quella prova deve superarla per fornire tutti i chiarimenti che servono. Lo faremo con altre indicazioni, video esplicativi, interventi di esperti. Vogliamo che ogni novità sia accompagnata da azioni specifiche di supporto. E ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social”.