Campagna antiviolenza Etica

25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Bebe Bio campagna 25 novembre contro violenza su donne

Una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo delicato tema, che pone la questione etica dell’educazione familiare innanzitutto. Si preparano al 25 novembre associazioni, aziende, società civile in generale

Come sapete il nostro giornale ha scelto di dedicare una sezione all’etica con una categoria fissa per la campagna antiviolenza. Non diamo notizie circa gli eventi criminosi bensì su quanto si fa per tentare di evitarli. Inutile ripetere che, se ormai quasi quotidianamente una donna subisce violenza fisica o psicologica, generalmente da un suo partner od ex partner, il problema è socio-culturale. Si comincia con un maltrattamento e si può finire anche nel peggiore dei modi con il femminicidio, e parliamo di centinaia di casi. Secondo i dati Istat sono quasi 7 milioni le donne che hanno subito una forma di violenza. E, nonostante gli sforzi – evidentemente vani – il fenomeno non accenna a diminuire. Perché?

Il fenomeno socio-culturale trae origine da una mentalità retriva in cui la donna deve essere sottomessa all’uomo. Si tratta di una sorta di educazione subliminale che si offre ai propri figli con il proprio comportamento all’interno della casa e che prosegue all’interno delle aule scolastiche fra compagni. Basti pensare che per il 25 novembre dello scorso anno il portale Squola.net ha intervistato ben 7.000 ragazzi sui rapporti con i propri partner. Ne è emerso un dato allarmante: le adolescenti ritengono la gelosia e la violenza psicologica e perfino fisica una prova d’amore.
Tra i giovanissimi, uno su cinque (il 20% di chi ha accettato di rispondere, immaginiamo chi non ha voluto dire nulla) ha alzato le mani su una ragazza e più di un ragazzo su tre racconta di aver insultato pesantemente una coetanea durante un litigio. Le ragazze accettano questi episodi e perdonano i loro coetanei, il 3% addirittura li giustificano ma, se si trattasse solo di scenate di gelosia (l’avanguardia della violenza psicologica e fisica secondo tutte le ricerche effettuate nei casi di violenza domestica); la soglia di tolleranza sarebbe più alta dal momento che – vecchia cantilena – pensano di poter cambiare il carattere del proprio partner (42%) o – udite udite – sono convinte che si tratti di una prova d’amore.
E prova d’amore per le adolescenti è anche il lasciarsi dire come vestirsi, quando e con chi uscire, come truccarsi nonché fare un rapporto dettagliato di cosa si è fatto durante tutta la giornata, quando non si stava con il proprio partner.
Se poi la ragazza decide di lasciare il proprio fidanzatino, la violenza appare in tutto il suo fulgore: il 33% dei maschi si vendicherebbe con atti vandalici sugli oggetti della ex, il 17% la picchierebbe, un altro 17% metterebbe su internet video e foto intime. E quando si parla di adolescenti si parla di veri ragazzini, anche di undici anni, poiché a quella età già si fa sexting, ovvero questi che consideriamo ancora bambini, si scambiano video e foto pornografiche via internet. Fidandosi del proprio compagno. Gran parte di questi video vengono invece divulgati agli amichetti e finiscono col fare il giro del web, correndo il rischio di cadere nelle mani dei pedofili.

I genitori dovrebbero dunque iniziare a far passare messaggi positivi all’interno delle proprie mura domestiche. Nessun maltrattamento, nessun insulto alla propria compagna, niente scenate di gelosia, nessuna violenza psicologica, nessuna forma di sopraffazione dell’uomo nei confronti della donna. Dare un esempio positivo significa tenere al riparo dalla violenza anche i propri figli, far loro capire che certe cose non fanno parte della normalità, che non è così che si comporta chi è sano di mente. Per far sì che non siano costretti a vivere in un mondo malato.

Le campagne per il 25 novembre 2018

Per combattere questa piaga della società italiana intanto come ogni anno si moltiplicano le iniziative in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Una è quella di Sorgenia, dal titolo #sempre25novembre, alla quale hanno aderito molti sportivi, tra cui la campionessa paralimpica mondiale di scherma Bebe Vio (vero nome Beatrice Maria Adelaide Marzia Vio). La campagna di sensibilizzazione ha preso il via già il 10 novembre con un video e un post in cui Bebe lancia l’iniziativa invitando tutti a pubblicare una propria foto con il numero 25 e l’hashtag #sempre25novembre. Per ogni immagine ricevuta, Sorgenia devolverà un euro a La Grande Casa, cooperativa sociale da sempre focalizzata sull’accoglienza e l’accompagnamento di donne e bambini in uscita da situazioni di violenza e disagio.
Dal 18 al 25 novembre la campagna sarà anche sulle principali emittenti radiofoniche con due messaggi tesi a sottolineare come un giorno solo non sia, né possa essere, sufficiente per parlare di questo fenomeno. Alcuni degli atleti e dei personaggi che hanno aderito all’iniziativa sono Filippo Lanza, Mirta Merlino, Carlo Molfetta, Rachele Sangiuliano, Miriam Sylla, Giovanbattista Venditti, Roberta Vinci, Elenoire Casalegno, Ilaria D’Amico, Davide Devenuto, Barbara Pedrotti, Serena Rossi, Marco Tardelli, Chicco Testa e Ringo.

“Sorriso Diverso delle Donne” è il titolo dell’iniziativa che si terrà a Roma il 20 novembre presso il padiglione 90 del Parco Santa Maria della Pietà: si tratta di una rassegna di cortometraggi a tema e di una tavola rotonda contro la violenza sulle donne. Un evento appartenente al più ampio progetto di comunicazione sociale promosso dall’Associazione UCL ed organizzato da Tulipani di Seta Nera con l’obiettivo di impiegare il cinema corto come canale di riflessione, senza trascurare la potenza del sorriso quale strumento per fronteggiare le difficoltà, per imparare a non perdersi d’animo. 5 cortometraggi dedicati al tema delle violenza sulle donne, nel mese che ospita la Giornata mondiale: “Manicure” di Francesco Natale, “Mia” di David Cinnella, “Donne&libertà” di Jo Squillo, “Apri le labbra” di Eleonora Ivone e “A heart in the drawer” di Roberto Leoni.
Per quanto concerne la tavola rotonda ci saranno come ospiti: Giusy Versace, XII commissione affari sociali della Camera dei Deputati; Jo Squillo, presentatrice e regista; Daniela Scarpetta, ispettrice della Polizia di Stato, criminologa, pedagogista familiare e psicologa dell’emergenza; Paola Dei, psicologa dell’arte e autrice del saggio “Le forme della violenza. Cinema e dintorni”; Eleonora Ivone, regista e attrice; Gaia De Laurentiis, attrice e conduttrice.

Abbiamo intanto citato questi due eventi ma in tutta Italia se ne tengono a decina per questa occasione. Nei prossimi giorni potremo pubblicare qualche altra informazione al riguardo ma il concetto iniziale comunque resta invariato: guardate al vostro comportamento in casa. La più importante iniziativa la potete prendere voi.

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