Etica Salute e benessere

La buona alimentazione, ovvero il cibo smart per la salute

ciliegie

Presentata a Tuttofood la ricerca del Censis sull’Intelligenza alimentare, ovvero sulle connessioni tra alimentazione, scienza, medicina e tecnologia

Mangiare smart (in modo intelligente) per stare in salute. Soprattutto grazie al progresso scientifico e all’uso della tecnologia, le scelte salutari ormai rappresentano la frontiera dello stile alimentare degli italiani i quali, secondo la ricerca del Censis presentata il 7 maggio a Tuttofood (il nuovo “format” della Fiera di Milano), ritengono, nel 77% dei casi, che in futuro si mangerà meglio grazie a scienza e tecnologia e che avere informazioni complete sugli ingredienti e la provenienza dei cibi che si acquistano sarebbe importante per guidare l’acquisto dei generi alimentari. Purtroppo per il 71% degli italiani sono proprio i media a parlare poco di questo aspetto e troppo del lato “gourmet”, con tanti programmi televisivi che si occupano più che altro di ricette molto più attente ai sapori forti che agli effetti sulla salute. Donna in Affari invece ormai da tempo parla di cibi salutari, di dieta sana e di come il progresso scientifico possa supportare nelle scelte alimentari gli italiani, rendendoli sempre più consapevoli; un impegno portato avanti dal nostro giornale anche grazie al programma televisivo BlueRoad andato in onda su decine di canali tv locali e regionali in tutta Italia.

I risultati dell’indagine Censis

Per il 77,3% degli italiani la scienza e le nuove tecnologie sono “una risorsa per la sicurezza, la qualità e l’impatto positivo sulla salute dei cibi”. Lo pensa il 72,8% di chi ha la licenza media, il 77,3% dei diplomati, il 79,2% dei laureati. Scienza e tecnologie per gli italiani non sono certo una minaccia bensì una risorsa essenziale per disporre di cibo salutare.
E d’altronde in un Paese come il nostro, che invecchia rapidamente, è giusto che salga l’attenzione alla prevenzione delle malattie tramite la buona alimentazione. Così, contrariamente all’andamento della programmazione televisiva “vecchio stampo”, sono gli italiani stessi a dire (66,7%) che in futuro l’attenzione delle persone sarà rivolta sempre di più all’impatto dei cibi sulla salute e meno al gusto.
Consumatori sempre più smart dunque, per i quali tracciabilità ed etichettatura hanno un grande valore, poiché mettono nelle condizioni di distinguere quello che fa bene da quello che fa male. E dovrebbe essere principalmente questo il ruolo dell’informazione, dei media. Ne è convinto il 71,4% degli italiani: quando parlano di alimentazione, tv, radio, giornali e testate web dovrebbero concentrarsi sui cibi che fanno bene e aiutano a vivere più a lungo e in buona salute. Dai media insomma ci si attende che aiutino le persone a scegliere i cibi salutari, che riducono i rischi di cronicità e di non autosufficienza, confutando fake news e falsi miti sugli alimenti. Perché per il 61,9% degli italiani oggi sui media circolano ancora troppe notizie sbagliate o parziali sul cibo.
Bisogna anche dire che il pubblico si ostina a leggere sempre gli stessi giornali, testate dai nomi ben noti, e a seguire sempre le stesse reti televisive. Cambiare la propria “dieta mediatica” e darsi uno sguardo più approfondito intorno potrebbe invece far bene, magari anche alla propria salute, chissà…

La presentazione del dossier Mangiare smart per stare in salute

I dati sopraesposti sono stati ricavati dal dossier del Censis «Mangiare smart per stare in salute. Il rapporto tra cibo, scienza e tecnologia visto dagli italiani», che è stato discusso il 7 maggio 2019 a Tuttofood durante l’evento di presentazione del nuovo format di Fiera Milano Media «Intelligenza Alimentare». Hanno partecipato all’incontro di presentazione: Elena Dogliotti, biologa nutrizionista della Fondazione Umberto Veronesi; Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità-School of Gerontology della University of Southern California; Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis; Marco Roveda, presidente di Lifegate; Livia Pomodoro, titolare della cattedra di Diritto al cibo dell’Unesco, e Carlo Antonelli, amministratore delegato di Fiera Milano Media.

Potrebbe interessarti