Ambiente Imprenditoria

Piano Nazionale Integrato Energia e Clima

Pubblicato il testo definitivo del PNIEC, predisposto dal MiSE in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Il PNIEC è stato inviato alla Commissione Europea

 

Dopo la partecipazione alle consultazioni pubbliche cui hanno partecipato durante il 2019 imprese e cittadini (http://www.donnainaffari.it/2019/04/piano-italiano-energia-e-clima-2030/) i Ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno pubblicato il testo definitivo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che recepisce le novità contenute nel Decreto Legge sul Clima nonché quelle sugli investimenti per il Green New Deal previste nella Legge di Bilancio 2020. Si è così completato il percorso avviato nel dicembre del 2018 e sono stati stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile, delineando per ciascuno di essi le misure che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento.

“L’obiettivo dell’Italia” ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli “è quello di contribuire in maniera decisiva alla realizzazione di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale dell’Unione europea, attraverso l’individuazione di misure condivise che siano in grado di accompagnare anche la transizione in atto nel mondo produttivo verso il Green New Deal”.

Questo dovrebbe dunque rappresentare l’inizio di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale del nostro Paese, che intende raggiungere – e superare – gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea per quanto riguarda efficienza e sicurezza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili, mercato unico dell’energia e competitività. Basilare che al centro della transizione energetica il cittadino e le piccole e medie imprese, sia in quanto destinatari delle politiche sul clima e l’ambiente sia in quanto parti attive delle stesse. È intento del Governo italiana creare una società in cui i benefici per le persone siano correlati a quelli per l’ambiente, seguendo un’ottica di economia circolare, con energie pulite come “alleate per una riconversione industriale ed ecologica del nostro Paese”.

Ricordiamo che il Piano nazionale integrato Energia e Clima si struttura sulle seguenti 5 linee di intervento:

  • Decarbonizzazione
  • Efficienza
  • Sicurezza energetica
  • Sviluppo del mercato interno dell’energia
  • Ricerca, innovazione e competitività

Gli obiettivi da raggiungere sono l’abbassamento del 56% di emissioni nel settore della grande industria e del 35% nel terziario, trasporti terrestre e civile e il raggiungimento del 30% di utilizzo di energie rinnovabili.

L’attuazione del Piano sarà assicurata dai decreti legislativi di recepimento delle direttive europee in materia di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di mercati dell’elettricità e del gas, che saranno emanati nel corso del 2020.

Sintesi del Piano Energia e Clima

Da tempo l’Italia ricorre a strumenti che migliorino insieme sicurezza energetica, tutela dell’ambiente e accessibilità dei costi dell’energia, contribuendo agli obiettivi europei in materia di energia e ambiente, essendo consapevole dei potenziali benefici insiti nella diffusione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, connessi alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, al miglioramento della sicurezza energetica e alle opportunità economiche e occupazionali per le famiglie e per il sistema produttivo. Ora ha fatto un passo in avanti e lasciare che l’evoluzione sia guidata dalla costante attenzione all’efficienza, considerando che i costi di alcune tecnologie rinnovabili si sono ormai molto ridotti, soprattutto il fotovoltaico.

L’Italia condivide pertanto l’orientamento comunitario teso a rafforzare l’impegno per la decarbonizzazione dell’economia e intende promuovere un Green New Deal, inteso come un patto verde con le imprese e i cittadini, che consideri l’ambiente come motore economico del Paese.

Decarbonizzazione

Il Governo chiarisce che si presterà la dovuta attenzione per assicurare la compatibilità tra gli obiettivi energetici e climatici e gli obiettivi di tutela del paesaggio, di qualità dell’aria e dei corpi idrici, di salvaguardia della biodiversità e di tutela del suolo. Gli interventi necessari per la crescente decarbonizzazione del sistema richiedono impianti e infrastrutture che possono avere impatti ambientali. Se, per un verso, alcuni di tali impatti possono essere attenuati – ad esempio promuovendo la diffusione del fotovoltaico su superfici già costruite o comunque non idonee ad altri usi – per altro verso la stabilità del sistema energetico richiede anche, almeno per il medio termine, una serie di infrastrutture fisiche per la cui realizzazione occorrerà promuovere forme di dialogo e condivisione con i territori.  Per questa ragione sono già stati coinvolti vari interlocutori grazie alla consultazione pubblica e alla Valutazione Ambientale Strategica, effettuate sulla proposta di piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima inviato alla Commissione europea alla fine del 2018.

L’ampia adesione di cittadini e imprese agli strumenti di promozione della generazione distribuita e dell’efficienza energetica fanno ritenere che le politiche di sostegno su questi temi potranno continuare, ponendo grande attenzione alla minimizzazione degli oneri.

L’innovazione delle politiche per la decarbonizzazione del settore energetico, sviluppata con contestuale attenzione agli altri temi su cui sussiste sensibilità di cittadini e imprese, ha un adeguato consenso, come emerge appunto dalla consultazione pubblica effettuata.

La trasformazione dell’economia

Il Piano Energia e Clima intende concorrere a un’ampia trasformazione dell’economia, nella quale la decarbonizzazione, l’economia circolare, l’efficienza e l’uso razionale ed equo delle risorse naturali rappresentino contemporanemente obiettivi e strumenti per un‘economia più rispettosa delle persone e dell’ambiente, con adeguata attenzione all’accessibilità dei prezzi e alla sicurezza degli approvvigionamenti e delle forniture. L’Italia, quindi, condivide l’approccio “olistico” proposto dal Regolamento Governance, che mira a una strategia organica e sinergica sulle cinque dimensione dell’energia.

Gli obiettivi generali perseguiti dall’Italia

Come si legge sul Piano stesso, l’Italia intende perseguire i seguenti obiettivi:

  • accelerare il percorso di decarbonizzazione, considerando il 2030 come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico entro il 2050 e integrando la variabile ambiente nelle altre politiche pubbliche;
  • mettere il cittadino e le imprese (in particolare piccole e medie) al centro, in modo che siano protagonisti e beneficiari della trasformazione energetica e non solo soggetti finanziatori delle politiche attive; ciò significa promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile, ma anche massima regolazione e massima trasparenza del segmento della vendita, in modo che il consumatore possa trarre benefici da un mercato concorrenziale;
  • favorire l’evoluzione del sistema energetico, in particolare nel settore elettrico, da un assetto centralizzato a uno distribuito basato prevalentemente sulle fonti rinnovabili;
  • adottare misure che migliorino la capacità delle stesse rinnovabili di contribuire alla sicurezza e, nel contempo, favorire assetti, infrastrutture e regole di mercato che, a loro volta contribuiscano all’integrazione delle rinnovabili;
  • continuare a garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti convenzionali, perseguendo la sicurezza e la continuità della fornitura, con la consapevolezza del progressivo calo di fabbisogno di tali fonti convenzionali, sia per la crescita delle rinnovabili che per l’efficienza energetica;
  • promuovere l’efficienza energetica in tutti i settori, come strumento per la tutela dell’ambiente, il miglioramento della sicurezza energetica e la riduzione della spesa energetica per famiglie e imprese;
  • promuovere l’elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e nei trasporti, come strumento per migliorare anche la qualità dell’aria e dell’ambiente;
  • accompagnare l’evoluzione del sistema energetico con attività di ricerca e innovazione che, in coerenza con gli orientamenti europei e con le necessità della decarbonizzazione profonda, sviluppino soluzioni idonee a promuovere la sostenibilità, la sicurezza, la continuità e l’economicità di forniture basate in modo crescente su energia rinnovabile in tutti i settori d’uso e favoriscano il riorientamento del sistema produttivo verso processi e prodotti a basso impatto di emissioni di carbonio che trovino opportunità anche nella domanda indotta da altre misure di sostegno;
  • adottare, anche tenendo conto delle conclusioni del processo di Valutazione Ambientale Strategica e del connesso monitoraggio ambientale, misure e accorgimenti che riducano i potenziali impatti negativi della trasformazione energetica su altri obiettivi parimenti rilevanti, quali la qualità dell’aria e dei corpi idrici, il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio;
  • continuare il processo di integrazione del sistema energetico nazionale in quello dell’Unione.

 

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