La rete dei Centri europei dei consumatori (ECC-Net) lancia la campagna contro gli annunci trappola online sui social network. Attenti alle aziende senza scrupoli

 

Un annuncio pubblicitario sui canali social costa poco ed è allettante per molte aziende ma i consumatori faticano a comprendere se c’è un trabocchetto. Quasi ogni giorno, sui social network, i consumatori europei si imbattono così in annunci pubblicitari mirati che presentano offerte un po’ troppo invitanti. Secondo lo studio del 2019 della Commissione Eupea (survey on “scams and fraud experienced by consumers”) il 56% dei consumatori europei e il 58% di quelli italiani sono incappati in simili meccanismi negli ultimi due anni. La più comune trappola social consiste nell’indurre il consumatore a sottoscrivere abbonamenti o ad acquistare beni che poi risultano contraffatti, indisponibili o del tutto inesistenti. I social in genere – come spiega la ECC-Net – costituiscono infatti dei mezzi rapidi ed efficaci per raggiungere i consumatori e presentare loro offerte irresistibili e, per alcune società senza scrupoli, sono ghiotte occasioni per proporre abbonamenti trappola, sottrarre denaro o dati personali con il phishing.

Il nuovo sistema di allerta europeo
I diritti dei consumatori godono oggi di una migliore tutela grazie al nuovo meccanismo di segnalazioni esterne recentemente adottato dalla Commissione Europea con la revisione del regolamento CPC (Consumer Protection Cooperation Network). Tale meccanismo ha notevolmente accresciuto l’efficacia della cooperazione transfrontaliera tra le varie autorità nazionali di enforcement.
La rete dei Centri Europei Consumatori, con i suoi trenta punti di contatto in trenta differenti Paesi, ricopre un ruolo di fondamentale importanza quale interlocutore privilegiato delle autorità facenti parte del meccanismo di allerta.

Imparare a distinguere i soggetti attivi più seri
Purtroppo i consumatori non riescono facilmente a distinguere la differenza tra una pubblicità proposta con la formula classica del pagamento dello spazio, in base a un regolare accordo con una testata giornalistica registrata, per il quale vengono pagate le tasse ed è tutto alla luce del sole, con tanto di responsabilità della direzione e riferimento alle normative in vigore (compreso il Testo unico della deontologia giornalistica) e un banner/annuncio pubblicato all’improvviso e che non si sa bene da dove arrivi. Non tutti hanno studiato scienze della comunicazione all’università e possono sapere che in realtà “il mezzo è il messaggio”, ovvero che bisogna guardare innanzitutto a dove viene pubblicato un annuncio per capirne la reale valenza e portata e affidabilità.

Naturalmente non tutti gli annunci pubblicitari sui social sono trappole o hanno un secondo fine, la forte economicità (che non permette ai giornali di competere) attrae anche le aziende oneste e questo rende ancor più difficile per i consumatori distinguere le tipologie di annunci.

Gli annunci – e le prove – scompaiono senza lasciare alcuna traccia
Uno dei suggerimenti che la rete ECC-Net  fornisce è quello di  fare uno screenshot con il proprio telefono prima di cliccare sull’allettante annuncio. Successivamente infatti potrebbe risultare molto difficile reperire tracce della trappola in cui si è incappati, poiché l’annuncio sparisce un istante dopo il click. “Uno dei maggiori problemi che riscontriamo è rappresentato dal fatto che i consumatori che si rivolgono al nostro Centro per assistenza, sono sprovvisti di qualsiasi prova o traccia dell’annuncio” afferma Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, “di conseguenza non abbiamo concreti elementi probanti da opporre al professionista o da fornire all’Antitrust e alla polizia postale se non il numero di reclami ricevuti. Ecco perché abbiamo deciso di focalizzare la campagna informativa su tale aspetti affinché trappole di tal genere non restino impunite e non proliferino ulteriormente”.

Quando il social viene usato per adescare i consumatori
I social rappresentano spesso i canali ideali per adescare i consumatori con delle offerte troppo vantaggiose per essere reali. “Quando scorriamo le bacheche dei nostri social, siamo spesso di fretta, disattenti o impegnati a fare altro nello stesso momento. Ciò fa sì che dimentichiamo totalmente di fermarci a riflettere e di osservare criticamente l’offerta che ci viene presentata” continua Maria Pisanò spiegando che così i consumatori diventano vittime di sottili stimoli psicologici che li inducono ad agire impulsivamente, senza riflettere, come accade per i concorsi a premi o per prove gratuite che appaiono particolarmente vantaggiose.

La campagna della Rete dei Centri europei dei consumatori
Durante il mese di febbraio 2020 la rete ECC-Net affronterà l’argomento degli annunci trappola nell’ambito della campagna celebrativa del quindicesimo anno della propria attività, avviata nel mese di gennaio e che coprirà l’intero anno, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei consumatori su dodici tematiche chiave in materia di consumo. Questo mese tocca quindi agli annunci trappola, per i quali in tutta l’Unione Europea, ma anche nel Regno Unito, Norvegia e Islanda, la rete dei Centri Europei Consumatori ECC-Net assiste gratuitamente i consumatori vittime.
“Dobbiamo attivarci in ogni modo possibile per impedire ad aziende fraudolente di sfruttare i social network come rapido canale di accesso ai consumatori e che questi continuino ad essere vittime delle loro trappole. Il primo fondamentale passo da compiere è smascherare i truffatori e possiamo farlo solo con l’aiuto dei consumatori” conclude Maria Pisanò.

Per informazioni: http://ecc-netitalia.it/

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