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Flashmob organizzato dal Giusto Mezzo

Come preannunciato, si è tenuto il 23 gennaio il Flashmob organizzato dal Giusto Mezzo per chiedere di destinare maggiori risorse alle misure per la parità di genere

Il Recovery plan non destina abbastanza alle misure per l’effettiva parità di genere e per chiedere di destinare ulteriori risorse le donne si mobilitano attraverso il web e scendono in piazza di persona nelle città italiane per partecipare al flashmob organizzato dal Giusto Mezzo.

a Torino

Perché un flashmob organizzato dal Giusto Mezzo
Come preannunciato con un nostro articolo (http://www.donnainaffari.it/2021/01/giusto-mezzo-protesta-su-recovery-fund/), il movimento spontaneo Il Giusto Mezzo, che si ispira alla campagna europea #HalfOfIt e che ha già raccolto oltre 50.000 firme per destinare metà del Next Generation EU alle donne, ha portato in piazza le donne per chiedere al Governo un impegno reale sulla parità di genere nell’ambito del Next Generation EU. Per questa richiesta sul Recovery Plan, allo scopo di modificarne la bozza, il Giusto Mezzo ha mobilitato centinaia di persone in presenza e migliaia online con il flashmob per dire “Non ci basta”.

a Milano

Le richieste presentate in occasione del flashmob organizzato dal Giusto Mezzo
4 miliardi in più per gli asili nido affinché ogni bambino abbia un posto; servizi di cura e assistenza per disabili e anziani; legge sulla parità salariale; allargamento delle tutele della maternità a lavoratrici e i lavoratori autonome/i; accesso a credito e finanziamenti alle imprese femminili; appalti trasparenti a chi garantisce la parità di genere; 5 mesi di congedo di paternità obbligatorio a fronte dei 10 giorni attuali; valutazione di impatto di genere, ex ante ed ex post, di tutti gli investimenti previsti. Sono queste le richieste che il Giusto Mezzo ha presentato, osservando che nella pur migliorata bozza del documento Next Generation Eu redatta dal Governo, la parità di genere viene indicata come premessa trasversale, ma senza l’allocazione di adeguate risorse economiche e l’indicazione di progetti precisi per liberare le donne dal lavoro di cura.

a Palermo

Il commento delle partecipanti al flashmob organizzato dal Giusto Mezzo
“Meno del 50% delle donne ha un ruolo attivo nel mondo del lavoro. Già prima della pandemia i numeri erano allarmanti, ora sono drammatici” dicono le attiviste del Giusto Mezzo. “È chiaro che l’Italia ha bisogno di costruttrici e di costruttrici di imprese: persone e percorsi anche semplici, per rimettersi in piedi. C’è bisogno di donne perché, anche se porteranno singolarmente fatturati ‘normali’, saranno portatrici di un valore culturale e sociale che vale molto di più.”

a Roma

La partecipazione al questionario per Roma
Ricordiamo che proprio in quest’ottica il nostro giornale ha predisposto un questionario, che ogni donna che lavora (come dipendente o come dirigente, come autonoma o come professionista, come imprenditrice o anche occasionalmente) può compilare in forma anonima al seguente link: https://forms.gle/RcZSrY8HLARvAP6MA. Tale questionario è destinato alle donne romane affinché si possa iniziare almeno da questa città – che è la più popolosa, con più donne lavoratrici e imprenditrici, nonché la capitale d’Italia dove si trovano tutte le principali istituzioni nazionali – a fornire indicazioni sui fabbisogni reali delle lavoratrici grazie ai loro suggerimenti diretti. Partendo da Roma Capitale come città simbolo si possono sviluppare a livello territoriale anche negli altri centri abitati italiani delle best practices che le istituzioni locali potranno seguire. Per saperne di più su questo progetto potete leggere il nostro articolo:  http://www.donnainaffari.it/2021/01/progetto-donne-in-affari-a-roma/.

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