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FONDI A ROTAZIONE PER IMPRENDITORIA FEMMINILE

Simonetta Tregnago - PRESIDENTE COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONE VENETOA TU PER TU CON SIMONETTA TREGNAGO, PRESIDENTE COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONE VENETO

I fondi di rotazione per l'imprenditoria femminile sono un'innovazione della Regione Veneto, prima in Italia ad ideare questa nuova forma di credito dedicata ad imprese guidate da donne.Possono beneficiare degli interventi agevolati, infatti, le Piccole e Medie imprese, od i loro consorzi, a gestione prevalentemente femminile, operanti sul territorio regionale.

Simonetta Tregnago, presidente della commissione pari opportunità della Regione, ci racconta in cosa consistono in concreto tali fondi.

“L'idea è nata grazie all'impegno dell'assessore regionale alle pari opportunità, Maria Luisa Coppola e non ho notizia di altre regioni in cui siano attivi. I finanziamenti, a fondo perduto, vanno a coprire per intero gli interessi dei prestiti bancari e vengono erogati direttamente degli istituti di credito aderenti all'iniziativa”.

fondi_a_rotazione_veneto

Dunque chi volesse accedere ai fondi di rotazione non deve venire in Regione, ma chiedere alla propria banca?

“Esattamente. Sarà poi la banca a inoltrare alla Regione la domanda. In questo modo si velocizzano i tempi, eliminando le lungaggini burocratiche. L'obiettivo è quello di favorire l'imprenditoria femminile, eliminando i costi determinati dagli interessi bancari, che vengono coperti dal fondo. Inoltre un progetto finanziato dalla Regione è una garanzia per la banca, che è così invogliata a concedere il prestito”

Quali sono i requisiti richiesti per accedere al credo?

“Essere un'impresa a gestione esclusivamente o prevalentemente femminile, ovvero con almeno due terzi dei soci donne, cittadine italiane, residenti in Veneto con un capitale sociale per almeno il 51% di proprietà di donne. I requisiti devono sussistere al momento della costituzione dell’impresa, se di nuova costituzione, o da almeno sei mesi anteriori alla richiesta di agevolazione, se già esistente, e devono essere mantenuti per cinque anni dalla concessione dell’agevolazione.

Perché c'è bisogno di aiuti specifici all'imprenditoria femminile?

Perché per le donne è sempre tutto più difficile. E' un fatto, che accedere al credito è molto più faticoso per imprese al femminile, vengono percepite, a torto, come meno affidabili. Le donne imprenditrici sono ancora considerate un'anomalia, mentre è vero il contrario. Quando è una donna a capo di un'impresa, tutto funziona meglio.

Recenti ricerche hanno dimostrato come le imprese guidate da donne abbiano resistito meglio alla crisi. Come mai, secondo lei?

Le donne sono più prudenti, non si lanciano in investimenti a rischio. Hanno una visione più a lungo termine, sono capaci di progettualità. Queste sono proprio differenze fisiologiche rispetto alla mente maschile. Le donne si sentono più legate all'azienda, più responsabilizzate, la gestiscono con la stessa dedizione che riservano al nido domestico.

Negli ultimi tempi si vedono sempre più spesso donne in posti di comando, penso ad Emma Marcegaglia, prima donna a capo di Confindustria, o a Susanna Camusso, primo segretario donna della CGIL, è un segnale di cambiamento?

“Sicuramente sì, è fondamentale per le giovani avere questi modelli in cui identificarsi. Se si vede una donna in un ruolo di potere, si avrà la percezione che sia possibile arrivarci. Bisogna scardinare questa idea, ancora troppo radicata, che le donne possano ricoprire solo ruoli subalterni, o al massimo, fare le veline. Mi domando quando riusciremo ad avere una donna alla giuda del governo

Lei è donna, politica, imprenditrice e madre, come si possono conciliare tutti questi impegni?

“Con grande fatica, lo ammetto, ma sono guidata da una passione al di là di ogni comprensione. L'impegno politico è praticamente non retribuito, ho solo un rimborso spese, è davvero tempo rubato al lavoro e alla famiglia, ma lo vivo come un dovere morale. La politica, quella vera, è una forma di volontariato. Basta con questa politica degli affari, serve una politica che sia al servizio degli altri

Come assessorato alle pari opportunità avete presentato, nei giorni scorsi, alla Fiera Job&Orienta di Verona, il risultato della ricerca “Violenza sulle donne:i giovani come la pensano”. Cosa è emerso?

“La percezione della necessità di contrastare il fenomeno della violenza sulle donne è presente tra i giovani, ma è presa un po' alla leggera.

E' molto importante per noi capire cosa pensano i giovani, sono la cartina tornasole dei mutamenti nel sentire comune e purtroppo resiste ancora lo stereotipo dell'uomo forte, contrapposto alla donna dolce e docile. Sono posizioni, spesso di comodo, dettate da pregiudizi antichi. Piano piano però la società sta cambiando, a piccoli passi; ad esempio i ragazzi sono più consapevoli della necessità di aiutare nelle faccende domestiche di quanto lo fossero i loro padri o nonni”.

Elisa Innocenti

Donna in Affari è una testata giornalistica
Registrazione Tribunale di Roma nr. 198 del 22/4/2010
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