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I dati sull’industria mostrano un fatturato in rialzo ma la ripresa è debole

Sono relativi al mese di dicembre i dati comunicati questa settimana dall’ISTAT che dimostrano come il comparto industriale stia superando la recessione ma ancora non riesca a riprendersi

L’indice del fatturato misura l’andamento nel tempo dell’ammontare delle vendite delle imprese industriali, limitatamente alle attività economiche estrattive e manifatturiere. Sono escluse le industrie dell’energia elettrica e del gas.

L’indice degli ordinativi coglie la dinamica del valore delle commesse che le imprese ricevono dai clienti. Questo secondo indicatore si basa sulle informazioni fornite solo da una parte delle imprese che partecipano alla rilevazione del fatturato, riferendosi unicamente ai settori industriali che di norma lavorano su commessa. I dati provenienti dalle imprese, opportunamente aggregati, permettono il calcolo degli indici elementari riferiti al gruppo di attività economica.
Sono aumentati del 10% i fatturati del comparto e sono aumentati di quasi il 14% gli ordinativi alle industrie. Eppure ancora non basta per ritenersi al sicuro e recuperare i punti persi nel 2009. Il segretario nazionale della CISL, Luigi Sbarra, è preoccupato per la situazione in quanto il recupero non è lineare come dovrebbe: infatti la ripresa appare frenata nell’ultimo trimestre in quanto il sistema industriale italiano deve ristrutturarsi e riposizionarsi per cui è anche difficile riassorbire i lavoratori espulsi.  Inoltre, i settori più colpiti dalla crisi (tessile, alimentare, legno e mezzi di trasporto) hanno recuperato nel 2010 meno degli altri.
Analizzando più approfonditamente, gli indici del fatturato e degli ordinativi relativi al mese di dicembre hanno mostrato un cambiamento rispetto ai mesi precedenti del 2010, registrando come denunciato dalla Cisl una frenata: nel confronto con il mese precedente, rispettivamente un calo dello 0,3 per cento e un incremento del 5,4 per cento. Il fatturato è diminuito dello 0,2 per cento sul mercato interno e dello 0,4 per cento su quello estero; gli ordinativi nazionali hanno registrato un aumento del 5,9 per cento, quelli esteri del 4,6 per cento.
Nel confronto degli ultimi tre mesi (ottobre-dicembre) con i tre mesi immediatamente precedenti (luglio-settembre) la variazione congiunturale è stata pari a più 1,7 per cento per il fatturato ed è stata nulla per gli ordinativi.
Sarà il 2011 l’anno cruciale per la ripresa e dunque “la Cisl chiede il massimo impegno delle istituzioni nazionali e regionali per un’efficace azione di promozione dell’innovazione e di sostegno dei processi di ristrutturazione e di riqualificazione dei lavoratori a rischio occupazionale”. Queste le parole del segretario, ma tornando all’esame dei dati, stavolta considerando i vari rami dell’industria, emerge che c’è stata una variazione congiunturale positiva per l'energia (più 7,7 per cento) e variazioni negative per i beni strumentali (meno 3,0 per cento), per i beni di consumo (meno 0,7 per cento, con meno 1,9 per cento per quelli durevoli e meno 0,4 per cento per quelli non durevoli) e per i beni intermedi (meno 0,1 per cento).
L'indice del fatturato in dicembre ha segnato un aumento tendenziale del 31,7 per cento per l'energia, del 17,3 per cento per i beni intermedi e del 3,2 per cento per i beni di consumo (più 2,3 per cento per quelli durevoli e più 3,5 per cento per quelli non durevoli); è calato dell'1,4 per cento per i beni strumentali.
Per quanto riguarda gli ordinativi, gli incrementi più rilevanti hanno riguardato la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+ 32,5 per cento), la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+ 27,9 per cento) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche nonché quelle per uso domestico non elettriche (+ 26,7 per cento); da rilevare che una flessione è stata registrata nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (meno 21,7 per cento).

 

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