Il 2024 segna un cambio di passo per la finanza alternativa in Italia. Bond imprese e venture capital crescono
Nel 2024, bond imprese hanno rappresentato un canale cruciale per la raccolta di capitali, dimostrando una crescita di attenzione per la finanza alternativa. Infatti, il flusso lordo delle emissioni obbligazionarie ha superato i 90 miliardi di euro, secondo il Centro studi di Unimpresa. Tuttavia, oltre due terzi di queste emissioni sono stati collocati da pochi grandi gruppi, mentre è diminuita la partecipazione delle imprese esordienti. La preferenza per titoli con scadenza inferiore ai 12 mesi è più che raddoppiata, con un forte ricorso alle cambiali finanziarie. Sebbene ciò segnali flessibilità, denota anche cautela nella pianificazione a lungo termine.
Mercato azionario in calo
Parallelamente, il mercato azionario italiano ha mostrato segnali di debolezza. Nel 2024, solo 20 nuove società sono state ammesse in borsa, contro 27 delisting, con una perdita complessiva di capitalizzazione di oltre 100 miliardi tra il 2021 e il 2024. Mentre alcune PMI cercano sbocchi alternativi, il mercato non riesce ancora a garantire un ambiente favorevole alla loro crescita. Per questa ragione, si guarda sempre più alla finanza alternativa, che include strumenti come i bond imprese e il capitale di rischio.
Espansione del venture capital
Nonostante le difficoltà del mercato azionario, il 2024 ha segnato un’importante crescita per il venture capital. Infatti, sono stati investiti oltre 8 miliardi in circa 400 aziende, con un importo medio di oltre 20 milioni per operazione. Negli ultimi 10 anni, il settore ha visto un’espansione significativa, ma rimane ancora indietro rispetto ai principali paesi europei. Le ragioni sono molteplici: poche startup innovative, operatori di piccola scala e difficoltà nella fase di disinvestimento.

Riforme per favorire il mercato
Nel 2025, la Commissione europea ha lanciato nuove proposte per rafforzare il settore, e l’Italia ha avviato una riforma del Testo unico della finanza, da concludere entro marzo 2026. Il pacchetto normativo mira a semplificare le regole, promuovere incentivi fiscali e ampliare gli strumenti a disposizione delle imprese. Bond imprese e venture capital potranno così diventare leve fondamentali per sostenere le PMI, oggi spesso escluse dal credito bancario.
Un sistema da riequilibrare
«Occorre costruire un ecosistema finanziario pluralista», afferma Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa. Secondo lei, la sfida non riguarda solo la competitività economica, ma anche la tenuta democratica del sistema produttivo. Per questo, è essenziale garantire strumenti finanziari diversificati, dove ogni impresa, piccola o grande, possa realizzare le proprie ambizioni, grazie anche ai bond imprese.