Lavoro Opportunità

Intervista esclusiva a Maria Pierdicchi

Da sempre impegnata sul fronte dell’equità di genere, conosciamo meglio Maria Pierdicchi, neopresidente di ecoDa.

Maria Pierdicchi ha una solida esperienza nei settori della corporate governance, della finanza e della leadership consiliare. Attualmente è consigliere non esecutivo presso UniCredit Group, dove presiede il Comitato Parti Correlate e partecipa ai Comitati Rischi e Governance. È inoltre Presidente di Eccellenze d’Impresa e, dal 2022, membro del consiglio di ecoDa – la Confederazione Europea delle Associazioni di Amministratori di società (European Confederation of Directors’ Associations), di cui ora è Presidente, grazie alla presidenza di Nedcommunity, dal 2019 al 2022. Una carriera in ruoli senior come Amministratore Delegato di Standard & Poor’s Italia, Consigliere non esecutivo di Autogrill e Luxottica, e membro del Consiglio di amministrazione di AIDEXA Holding.

Negli ultimi anni Maria Pierdicchi si è concentrata maggiormente sulla governance, ma è sempre in prima fila quando la chiamano per parlare di parità di genere perché – dice – “è fondamentale continuare a portare avanti la causa. Aiuto colleghe, amiche e soprattutto le giovani ogni volta che posso. È anche giusto, però, lasciare spazio a un cambio generazionale: non si può fare tutto e alcune battaglie le ho già combattute”.

Maria Pierdicchi, a chi ancora non la conosce, come si descriverebbe?
Sono veneta (ma di origini marchigiane – ndr), cresciuta con valori solidi, che ha costruito la propria carriera a Milano, con alcune esperienze all’estero. Sono professionale, seria, dai forti ideali. Ho sempre fatto scelte professionali basandomi sui miei valori: l’equità, l’integrità, la meritocrazia, l’indipendenza di pensiero. Ho lavorato per anni come manager, ma oggi opero come professionista indipendente, mettendo a frutto l’esperienza maturata anche nei Consigli di amministrazione, nelle associazioni e negli enti con cui collaboro.

Come si diventa Maria Pierdicchi?
Con studio, impegno, curiosità e capacità di mettersi in gioco. Ho sempre colto le opportunità che mi permettevano di crescere, cambiare ruolo, acquisire nuove competenze. Ho spaziato dalle banche alle aziende, dalla Borsa a Standard & Poor’s, portando avanti contemporaneamente molte attività non profit. Ho fatto anche scelte difficili, a volte rinunciando allo status, ma ottenendo grandi opportunità. Serve resilienza: sono stata capace di gestire crisi complesse, come il crollo del mercato, la crisi del Real estate, la crisi dei mutui subprime e quella del debito sovrano. In quei momenti, sviluppi la capacità di risolvere problemi, restando focalizzati specialmente guidando le persone.

Maria Pierdicchi, quali sono state le sfide più grandi come donna in ruoli apicali?
Nel mondo finanziario ero spesso l’unica donna. Le organizzazioni per cui lavoravo avevano valori inclusivi, ma il contesto esterno restava molto maschile. In questi casi è fondamentale affermare la propria competenza, separare il piano personale da quello professionale e scegliere ambienti meritocratici. Anche nei momenti difficili bisogna affidarsi a mentori, colleghi, advisor, e non temere il cambiamento. E soprattutto: non avere paura di prendere rischi. Senza rischi, non si cresce.

Maria Pierdicchi, come ha conciliato carriera e vita privata?
È stato faticoso, ma non impossibile. Ho scelto percorsi che mi potessero permettere un certo equilibrio economico e mi sono circondata di persone fidate. Mio marito ed io abbiamo sempre condiviso tutto, supportandoci a vicenda. Tuttavia, non si può negare: è un percorso che richiede sacrifici, soprattutto quando si hanno ruoli di grande responsabilità. Oggi vedo che i giovani sono meno propensi a sacrificare il tempo personale, e li capisco. Ma a grandi responsabilità corrispondono anche impegni inderogabili.

Cosa fa Maria Pierdicchi per le donne?
Ho sempre promosso la cultura del merito e la presenza femminile nei contesti lavorativi. Ho fondato, con altri colleghi, Valore D, un’iniziativa che ha avuto un grande impatto nelle aziende italiane. Ho parlato in tanti contesti, accademici e no, sostenendo con forza la leadership femminile. Nel mio quotidiano, cerco sempre di aiutare le più giovani. Cerco di dare loro strumenti per orientarsi e fare le giuste esperienze. È una missione personale che continuo a portare avanti, anche se oggi le energie non sono sempre le stesse. Ma dopo anni in cui l’Italia sembrava ferma, oggi qualcosa si muove. Non è ancora abbastanza, ma vedo progressi.

Maria Pierdicchi, quale ritiene sia il suo valore aggiunto?
La serietà, la passione, il rispetto per gli altri e l’affidabilità. Penso che le persone con cui ho lavorato mi considerino una professionista solida, capace di portare risultati e di collaborare in modo costruttivo. Ho sempre detto “no” a proposte che non ritenevo coerenti con i miei valori, e credo che anche questo sia un segno di professionalità. Sono molto orientata ai risultati, preferisco fare piuttosto che raccontare. Forse promuovo meno me stessa, ma di più quello che realizzo. Questo è il mio stile, e mi ci riconosco.

Maria Pierdicchi, donne nei Consigli di amministrazione: a che punto siamo?
Siamo a un buon livello grazie alla legge sulle quote, che ha avuto un grande impatto. Oggi le donne sono presenti nei CDA, e spesso sono molto preparate. Il mio sogno sarebbe vedere tutto questo proseguire anche senza l’obbligo di legge, ma temo che non sia ancora il momento. La maggior parte del potere resta in mano agli uomini e le presidenti donne sono ancora poche. Dobbiamo lavorare di più sui ruoli manageriali, dove la crescita femminile è ancora troppo lenta.

Qual è il futuro per Maria Pierdicchi?
Oggi sono più selettiva. Mi dedico a progetti che mi appassionano e in cui so di poter dare un contributo. Uno dei miei impegni attuali è con ecoDa, l’Associazione Europea degli Amministratori Non Esecutivi, un incarico pro bono che mi permette di lavorare su tematiche di governance a livello europeo. L’obiettivo è rafforzare la governance europea, contribuendo all’uniformità e alla qualità delle decisioni strategiche nei diversi paesi. Credo profondamente che una buona governance sia non solo uno strumento etico, ma anche una leva per la competitività dell’Europa. Collaboro anche con l’International Women Forum, un’iniziativa internazionale che promuove la sorellanza e la leadership femminile in tutti gli ambiti. Dalla finanza, all’arte, all’architettura e professioni diverse. È un altro spazio in cui cerco di dare il mio contributo per costruire un futuro più equo e inclusivo.

 

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