Architetta, dirigente e presidente nazionale dell’AIDIA, Associazione italiana donne ingegnere e architette. Conosciamo meglio Anna Vella.
Alle persone che ancora non la conoscono, l’architetta Anna Vella si racconta come una persona determinata, curiosa della vita, appassionata del suo lavoro come dirigente dell’Amministrazione comunale di Bari. Le piace confrontarsi, sia culturalmente che professionalmente. Anna Vella tiene più volte a ricordare il suo amore per lo sport e per i viaggi, essendo una donna dinamica e sempre in movimento.
Come si diventa Anna Vella?
Mi sono laureata in Architettura all’Università di Firenze, perché all’epoca a Bari non c’era ancora una facoltà dedicata. Dopo la laurea, ho conseguito l’abilitazione e sono rientrata a Bari per motivi familiari, iscrivendomi all’Ordine provinciale e per cinque anni ho svolto la libera professione. All’inizio della mia carriera ho collaborato con vari studi professionali che realizzavano lavori prevalentemente nel campo della progettazione di appartamenti e negozi.
Nel frattempo, ho partecipato a un concorso pubblico al Comune di Bari, pur non essendo ancora laureata al momento dell’iscrizione. Superai il concorso e, sebbene inizialmente titubante, ho deciso di accettare l’incarico. Da lì è iniziata una nuova fase lavorativa nel settore delle opere pubbliche: progettazione urbana, scuole, mercati e piazze. Mi appassionai profondamente a questo ambito. Dopo un breve periodo di lavoro presso l’Amministrazione comunale di Brindisi, sono tornata a Bari con la qualifica di funzionario, dove mi sono dedicata anche alla pianificazione urbanistica. Ho iniziato a collaborare con la Soprintendenza, ufficio periferico del Ministero della Cultura, occupandomi di paesaggio, patrimonio architettonico e archeologico.
Negli ultimi quattro anni di attività in Soprintendenza, ho ricoperto il ruolo di Direttrice del Castello del Monte, situato nei pressi della città di Andria, nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Questo sito, parte del patrimonio UNESCO, è uno dei monumenti più visitati della Puglia. Oltre a curare i lavori di restauro architettonico, mi sono occupata della valorizzazione culturale e della gestione del compendio monumentale.
Dal 2017, in seguito al superamento di un concorso di livello dirigenziale, coordino l’Ufficio di Piano e gestisco l’Urban Center del Comune di Bari.
Anna Vella, perché una ragazza oggi dovrebbe scegliere di studiare Architettura?
L’architettura è una disciplina creativa, che richiede capacità di sintesi e coordinamento di aspetti multidisciplinari. A differenza dell’ingegneria – che è comunque una strada percorsa anche da molte donne – l’architettura attrae un numero maggiore di studentesse. Forse perché permette una maggiore espressione della sensibilità estetica e della capacità di gestione complessa, qualità spesso ben sviluppate nelle donne. Le donne, infatti, sono spesso multitasking: riescono a conciliare funzionalità e bellezza, operatività e visione, sia nel piccolo (un oggetto di design o una casa) che nel grande (una città o un territorio). Eppure, nonostante siano numerose e spesso ottengano voti più alti negli studi, faticano ancora ad accedere a ruoli apicali, sia nel pubblico che nel privato.
Anna Vella, parliamo di AIDIA. Quali sono le sue priorità come Presidente?
L’AIDIA – Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette – ha diverse finalità, dalla valorizzazione del pensiero e del lavoro delle professioniste, all’organizzazione di convegni e corsi di formazione, alla promozione della tutela professionale, tra queste attività è dedicata un’attenzione particolare alla promozione delle materie STEAM (aggiungendo la “A” di Architettura/Arte) per le giovani studentesse, il sostegno alle professioniste e l’impegno per la sostenibilità e la rigenerazione urbana. La nostra organizzazione è strutturata in commissioni e gruppi di lavoro orientati a obiettivi specifici. Io sono stata eletta presidente a novembre 2024, e il mio mandato è iniziato a gennaio 2025: dura due anni, prorogabili di altri due.
Anna Vella e l’impegno per le materie STEAM
Per quanto riguarda le STEAM, lavoriamo sin dalle scuole elementari. La sezione AIDIA di Milano ha pubblicato un libro illustrato, “Il mio lavoro è una favola”, per raccontare le esperienze professionali delle donne ai più piccoli. Nelle scuole superiori, organizziamo percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PTCO), visite in cantiere, incontri con aziende, e persino le Olimpiadi STEAM – promosse dalla sezione di Lecco – dedicate alle studentesse. Inoltre, con gli Ordini professionali realizziamo corsi di formazione, seminari, incontri, valorizzando le competenze femminili nel settore tecnico. Divulghiamo le opere delle professioniste, quasi invisibili, come la recente pubblicazione della Sezione di Roma “Atlante delle Donne in Architettura – Roma 1920-1975”.
Anna Vella, sostenibilità e rigenerazione urbana: una questione di genere
Una delle attività più rilevanti ha riguardato il disegno di legge sulla rigenerazione urbana, proposto dall’VIII Commissione del Senato della Repubblica (Ambiente, transizione Ecologica, energia, lavori pubblici, innovazione tecnologica). Come AIDIA, abbiamo studiato il testo in profondità e presentato osservazioni articolo per articolo, con l’obiettivo di introdurre una visione di genere nella pianificazione urbana e divulgarla ai promotori della proposta legislativa. Questa visione include aspetti cruciali: accessibilità, sicurezza urbana, inclusività, partecipazione e servizi adeguati e di prossimità negli spazi pubblici. Abbiamo istituito un gruppo di lavoro sulla pianificazione di genere, con l’obiettivo di definire linee guida da proporre alle Amministrazioni pubbliche che rendano le città più eque e sostenibili anche dal punto di vista femminile.
Cosa c’è dietro l’angolo per Anna Vella?.
Per quanto riguarda AIDIA, stiamo organizzando la seconda edizione del Premio “AIDIA per un mondo che cambia”, rivolto alle professioniste che si siano distinte nei campi della rigenerazione urbana, innovazione digitale, sostenibilità ambientale e leadership. Abbiamo anche attivato protocolli d’intesa con altre associazioni, come FIDAPA e Italia Nostra, e stiamo lavorando a una rete europea con associazioni di Berlino e Parigi. Infine, guardiamo con interesse all’applicazione dell’intelligenza artificiale nella professione e nella pianificazione urbana. La sfida è inserire dati corretti negli algoritmi e fare in modo da addestrare le realtà tecnologiche per ottenere risultati più equi e sostenibili, sempre con una visione inclusiva e di genere.
E sul piano personale? C’è una sfida che vuole condividere con noi?
Conciliare il mio impegno professionale con la vita privata non è semplice, ma ci tengo a mantenere uno stile di vita sano, pratico sport e mi prendo cura della mia salute, riservando tempo anche agli affetti familiari. La vera sfida oggi per me è duplice, nel lavoro professionale con il team dei colleghi dell’Ufficio stiamo pianificando lo sviluppo urbano della città, tra strategie ecologiche e sostenibilità, valorizzando le caratteristiche del territorio, mentre come presidente AIDIA, è internazionalizzare l’associazione, confrontandoci con altre realtà professionali nel mondo, per migliorare e crescere insieme.