Lavoro Opportunità

Formazione lavoro, aziende protagoniste

Avere aziende protagoniste di formazione per il lavoro è un obiettivo ancora lontano dagli standard europei

Aziende protagoniste nella formazione lavorativa rappresentano oggi un tema centrale per la crescita occupazionale, ma in Italia i dati restano critici. Infatti, solo il 35,7% degli adulti tra i 25 e i 64 anni partecipa a percorsi formativi, ben undici punti sotto la media europea. Inoltre, anche tra i giovani la distanza dall’Europa è evidente: il 70% contro il 79,8% dell’UE.

Nel frattempo, i disoccupati risultano i più penalizzati, con appena l’11,9% coinvolto in percorsi legati al lavoro, rispetto al 28,9% in Francia. Dunque, emerge una carenza strutturale, che coinvolge tanto la domanda quanto l’offerta di formazione.

 

 

 

Un sistema ancora disomogeneo

Molti lavoratori dichiarano di non avere bisogno di formarsi, ma spesso le ragioni sono più complesse. Difatti, il 20,3% di chi non si forma vorrebbe farlo, ma incontra ostacoli economici, organizzativi o familiari. In Italia la formazione è percepita come responsabilità individuale, anziché diritto condiviso con datori di lavoro e istituzioni pubbliche.

Di conseguenza, le disparità si acuiscono, soprattutto tra uomini e donne, e si accontentano soluzioni informali o parziali.

Imprese italiane in prima linea

Nonostante ciò, le imprese italiane dimostrano impegno crescente. Infatti, le aziende protagoniste in formazione sono in realtà il 76,8% ed investono risorse proprie nei percorsi formativi. Questo dato sale all’81,4% tra le microimprese, mentre i Fondi interprofessionali restano poco utilizzati (15,4%).

Purtroppo, la complessità burocratica e la frammentarietà del sistema scoraggiano l’uso di strumenti pubblici e comunitari, rallentando l’accesso a opportunità strutturate.

Serve una strategia nazionale

Durante l’Assemblea Pubblica di Assolavoro Formazione, Agostino Di Maio ha ribadito che “la formazione è il vero volano per il futuro”. Tuttavia, ha anche sottolineato l’urgenza di superare le criticità del programma Gol e di costruire nuove politiche attive più efficaci.

Inoltre, secondo l’ultima ricerca di Assolavoro DataLab, il mercato della formazione vale oltre 3,2 miliardi di euro, ma resta polarizzato: solo il 6% delle imprese genera quasi il 70% del valore. È quindi necessario un cambio di passo, che parta dalla definizione di una strategia unitaria, semplificata e inclusiva.

 

 

 

Un investimento che crea valore

Attualmente, il 68,9% delle imprese con più di dieci dipendenti ha attivato percorsi di formazione continua, un dato superiore alla media UE. Tuttavia, la partecipazione effettiva dei lavoratori resta insufficiente.

La formazione lavoro può generare fino a sette volte il valore investito, specialmente per i giovani. Per questo, conclude Di Maio, serve un’alleanza forte tra pubblico e privato, capace di rendere la formazione un’opportunità reale per tutti.

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