Lavoro Normative

Buoni pasto soglia esentasse

Lo studio TEHA Group dimostra come l’aumento della soglia esentasse dei buoni pasto da 8 a 10 euro possa sostenere i consumi

In un contesto caratterizzato da inflazione crescente, l’adeguamento della soglia esentasse buoni pasto da 8 a 10 euro emerge come leva di politica economica efficace. Infatti, la ricerca condotta da TEHA Group in collaborazione con Edenred Italia sottolinea come questo provvedimento potrebbe sostenere circa 3,5 milioni di lavoratori, generando benefici concreti per le famiglie e per lo Stato. Inoltre, lo studio evidenzia che la misura è in grado di conciliare l’interesse dei cittadini con la sostenibilità dei conti pubblici.

 

 

Benefici fiscali per lo Stato

Secondo lo studio, il costo stimato per le casse pubbliche sarebbe compreso tra 75 e 90 milioni di euro. Tuttavia, l’incremento dei consumi produrrebbe un ritorno di gettito IVA tra 170 e 200 milioni di euro. Di conseguenza, il beneficio netto finale oscillerebbe tra 95 e 110 milioni di euro, dimostrando come la soglia esentasse buoni pasto possa tradursi in un saldo positivo. Pertanto, il meccanismo rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare le entrate statali senza penalizzare i lavoratori.

Un precedente positivo

La credibilità del modello economico si fonda anche su esperienze passate. Nel 2015, infatti, l’aumento della soglia per i buoni elettronici da 5,29 a 7 euro generò un effetto misurabile. Infatti, a fronte di un costo complessivo di 58,5 milioni di euro, lo Stato registrò un extra gettito IVA pari a 248 milioni di euro. In altre parole, l’intervento garantì un ritorno di tre euro per ogni euro investito, mostrando come la soglia esentasse buoni pasto possa avere un impatto duraturo.

Proiezioni fino al 2028

Guardando al futuro, lo studio prevede che un aumento graduale della soglia fino a 11 euro entro il 2028 spingerebbe il contributo del settore al PIL nazionale dallo 0,75% del 2023 allo 0,94%. Inoltre, i posti di lavoro sostenuti crescerebbero da 220.000 a 275.000. Pertanto, l’adeguamento della soglia esentasse buoni pasto non è solo una misura di breve periodo, ma anche uno strumento capace di stimolare occupazione e crescita economica.

 

 

Un sostegno concreto

Per le imprese, avere buoni pasto più adeguati significa investire nel welfare aziendale e migliorare l’attrattività verso i talenti. Per i lavoratori, soprattutto del ceto medio, l’aumento della soglia esentasse buoni pasto rappresenta un aiuto reale in un momento segnato dall’inflazione. Infine, per gli esercenti, la misura si traduce in maggiori entrate e in una clientela più ampia, rafforzando l’intero ecosistema economico.

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