Gli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro evidenziano la necessità di affiancare alle norme strumenti operativi concreti
Alla Camera dei Deputati si è svolta una delle giornate dedicate agli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro e Confagricoltura ha portato il proprio contributo attraverso il vicepresidente Sandro Gambuzza. Inoltre, l’incontro è stato ospitato nella Sala della Lupa e promosso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo. Infatti, l’organizzazione agricola ha sottolineato come il settore primario stia registrando da anni un trend calante degli infortuni, in particolare all’interno delle realtà più strutturate e professionalizzate.

I risultati e le criticità
Gambuzza ha ricordato che, secondo INAIL (fonte: https://www.inail.it), gli interventi formativi e l’attenzione alla sicurezza hanno prodotto effetti concreti sul campo. Tuttavia, ha osservato che il contrasto allo sfruttamento non può limitarsi alla sola repressione. Inoltre, ha ribadito che la Legge 199/2016 (testo completo su https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016-10-29;199) costituisce un presidio di civiltà, ma resta carente nella parte attuativa. Pertanto, Confagricoltura chiede strumenti in grado di favorire prevenzione, logistica e sostegno ai lavoratori stagionali.
Le urgenze del settore
Il vicepresidente ha evidenziato che il collocamento pubblico non riesce a rispondere alle esigenze delle imprese agricole durante le grandi campagne di raccolta. Inoltre, servizi come trasporto e alloggi rimangono insufficienti, soprattutto nelle aree rurali più isolate. Di conseguenza, il sistema rischia di alimentare indirettamente condizioni favorevoli all’intermediazione irregolare. Tuttavia, una sinergia stabile tra enti territoriali, terzo settore e aziende agricole può rappresentare la svolta attesa.

Proposte e prospettive
Confagricoltura ha anche espresso perplessità sul nuovo accordo Stato-Regioni relativo alla formazione obbligatoria. Inoltre, Gambuzza ha lamentato lo scarso coinvolgimento delle parti agricole in un passaggio così strategico. Infine, tra le proposte avanzate rientra l’esclusione degli investimenti per la sicurezza dai limiti del “de minimis”, così da incentivare nuove tecnologie e dispositivi a tutela dei lavoratori.