In Italia, il 25 novembre assume un volto concreto: iniziative istituzionali, simbolismi urbani e una forte chiamata alla prevenzione
Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, ricorrenza simbolo per ricordare che la violenza di genere non è un problema isolato, ma una frattura profonda nella società. In Italia, questa data viene celebrata non solo con parole, ma con azioni concrete. Il Ministero della Salute rilancia i dati preoccupanti: secondo l’ISTAT, oltre il 31 % delle donne ha subito nella vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
La violenza non riguarda solo il privato: come evidenzia il Ministero, serve un approccio multidisciplinare per offrire protezione fisica, supporto legale, psicologico, sanitario ed economico alle vittime.

Il colore dell’impegno: simboli che parlano nelle città
Una delle campagne internazionali più visibili è “Orange the World”, lanciata da UN Women, e anche in Italia il 25 novembre le città si tingono di arancione per far sentire chi non può più parlare.
A Torino, ad esempio, la Mole Antonelliana sarà illuminata di arancione in segno di solidarietà.
In parallelo, l’amministrazione promuove un convegno pubblico su “Violenza di genere nelle famiglie”, con esperti giuridici, psicologi e operatori sociali che discutono strumenti di prevenzione. La città partecipa anche alla campagna “Posto Occupato”: si posizionerà simbolicamente una sedia vuota in luoghi centrali per ricordare le donne vittime dei femminicidi.
Eventi sul territorio: dal dialogo alle installazioni
Diversi comuni italiani propongono iniziative culturali e di sensibilizzazione:
- A Castelfranco Emilia si tiene la rassegna “La violenza è una cosa da uomini”. Il 25 novembre culmina con un triangolare di basket giovanile («Una stoppata alla violenza») e un reading di brani sul tema del contrasto alla violenza, presso le panchine rosse della città.
- A La Valletta Brianza, viene inaugurata la mostra fotografica “Io non scendo”, tratta dal libro di Laura Leonelli, che racconta le storie delle donne vittime di violenza e invita a riflettere sul cambiamento culturale.
- A Savigliano, l’associazione “Mai+Sole” organizza un momento simbolico con l’installazione di scarpe rosse – richiamo forte alle vittime – e la posa di una targa su una “panchina rossa” all’ingresso dell’ospedale.
Istituzioni in prima linea: messaggi e responsabilità
Il Ministero della Salute, con la Sottosegretaria Sandra Zampa, sottolinea che la violenza sulle donne è un’emergenza di sanità pubblica.
Le sue parole lanciano un messaggio chiaro. Non basta l’indignazione, servono modelli di intervento coordinati fra istituzioni, sanità, forze dell’ordine e società civile.
Anche l’UNESCO Italia rilancia il tema dell’uguaglianza di genere. In evidenza come la cultura e l’educazione siano leve fondamentali per cambiare mentalità e ridurre il fenomeno della violenza.

Verso un impegno duraturo: il senso profondo della giornata
La Giornata del 25 novembre non è solo una ricorrenza simbolica, ma un’opportunità per riflettere su quanto ancora rimanga da fare. Gli eventi nelle città, l’illuminazione simbolica, i convegni, le mostre contribuiscono a rompere il silenzio. Bisogna ricordare che la violenza non deve essere ignorata.
È anche un invito all’azione: rafforzare i centri antiviolenza, educare le nuove generazioni alla parità, sostenere le vittime con risorse concrete. Solo così la giornata potrà tradursi in un cambiamento reale e duraturo.