Dalle Regioni Toscana

Fondi europei per la parità di genere

In occasione del convegno “Libere di scegliere: donne, competenze e opportunità in Toscana” si è parlato dei fondi europei per la parità di genere

Focus sui Fondi europei per la parità di genere, strumento di autonomia e libertà, nel convegno svoltosi a Firenze il 21 novembre 2025 durante la rassegna La Toscana delle Donne (https://latoscanadelledonne.it/). Un appuntamento dedicato alle opportunità offerte da: Fesr, Feasr, Feampa, Italia Francia Marittimo.

La Regione Toscana per la parità di genere
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in apertura di convegno ha ricordato i benefici di “una programmazione dei Fondi europei volta a dare concretezza al principio della parità di genere”. Ritenendo centrale tale tema, la Regione ha destinato alla promozione della parità di genere una quantità ingente di risorse, in particolare grazie al Fondo Sociale Europeo+ 2021-27. Il presidente Giani ha voluto sottolineare il messaggio che la libertà delle donne “passa attraverso competenze, servizi, opportunità e autonomia economica. È una condizione fondamentale per la crescita dell’intera comunità toscana”.

I divari di genere in Toscana
Cristina Manetti, ideatrice de La Toscana delle Donne e assessora alla parità di genere, si è detta consapevole che, nonostante quanto già fatto resti ancora molto lavoro da fare, come conferma la fotografia dei divari di genere in Toscana, la regione che pure presenta risultati migliori rispetto alla media nazionale: il tasso di occupazione femminile, al 63,7%, è ancora distante dal 70,8% UE; il divario occupazionale di genere è pari al 14,4%; le donne guadagnano mediamente 4.136 euro in meno degli uomini e solo il 17% delle laureate si orienta verso discipline Stem (contro il 29% degli uomini). Il lavoro di cura pesa per oltre il doppio sulle donne rispetto agli uomini e rimangono ostacoli nell’accesso ai ruoli apicali.

I fondi europei per la parità di genere
“Questi squilibri” ha spiegato Manetti “limitano la libertà di scelta e di crescita delle donne, hanno impatti diretti sulla loro autonomia economica e sulla partecipazione piena alla vita sociale e professionale; con i fondi europei cerchiamo di agire sostenendo l’imprenditoria femminile e lo scambio di buone pratiche e ci sono poi azioni dirette come quelle del Fondo Sociale Europeo Plus, che destina oltre 360 milioni ad azioni e interventi per sostenere la parità di genere”.

Gli incentivi per l’occupazione femminile
In particolare, il FSE+ 2021 destina oltre 50,6 milioni all’attuazione di specifiche misure a sostegno della parità, tra cui incentivi all’occupazione di donne; servizi di orientamento al lavoro; misure di welfare aziendale per le imprese; misure innovative di conciliazione vita lavoro per le lavoratrici autonome. “Grazie a questa rete di strumenti” specifica Manetti, “la Toscana ha già attivato 33 misure nell’ambito del PR FSE+ 2021-2027, molte delle quali rivolte direttamente alle donne o con ricadute significative sulla parità di genere”.

Il focus sui fondi europei per la parità di genere
Occupazione femminile in primo piano Fondo Sociale Europeo+, come evidenziato nell’intervento di Elena Calistri (Autorità di gestione del Fondo Sociale Europeo di Regione Toscana) che mobilita oltre 360 milioni di euro per favorire l’occupazione femminile, promuovere la conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, sostenere la cultura delle pari opportunità. Le tre priorità sono: occupazione, istruzione e formazione, inclusione sociale. Ad esempio: misure per l’accessibilità ai servizi per l’infanzia (nidi gratis e nidi di qualità); promozione della cultura di parità nei Progetti Educativi Zonali contro la dispersione scolastica; percorsi integrati per favorire l’autonomia delle donne vittime di violenza o di tratta; Borse di studio per le studentesse nell’ambito delle discipline STEM; assistenza domiciliare per ridurre il carico di cura femminile.

I bandi per l’imprenditoria femminile
L’intervento di Angelita Luciani (Autorità di gestione del Fondo europeo di sviluppo regionale e coordinamento Aree interne della Regione Toscana) ha approfondito l’argomento del FESR, che sostiene l’imprenditoria femminile e favorisce la creazione di spazi lavorativi innovativi, infrastrutture e servizi che mirano a rendere compatibile la carriera con la vita privata. Con gli ultimi bandi del PR FESR 2021-2027 sono stati ad oggi finanziati 213 progetti presentati da imprese femminili, per investimenti complessivi pari a 22,7 milioni di euro e un totale di oltre 10,6 milioni di contributo concesso. Inoltre, attraverso il fondo di garanzia per le PMI sono stati garantiti finanziamenti per 37,5 milioni di euro, sostenendo oltre 690 imprese femminile, di cui 271 nuove imprese. Di prossima apertura ulteriori bandi.

I programmi europei interregionali
Da Filippo Giabbani (Autorità di gestione Programma Interreg Italia-Grancia Marittimo) il punto sui programmi Interreg, che consentono scelte di apertura e libertà attraverso la cooperazione transfrontaliera. Il Progetto Femmes Libres (dal francese donne libere), finanziato dal Programma Interreg Italia – Francia Marittimo, ha una dotazione finanziaria di 1.373.372,10 euro di cui 1.098.697,68 euro di Fondo FESR. Tale progetto è nato per supportare le donne vittime di violenza di genere, offrendo loro un percorso verso l’autonomia economica e personale: si rivolge a donne in situazioni di vulnerabilità, proponendo soluzioni abitative sicure e percorsi di inserimento lavorativo.

Acquacoltura sostenibile. I fondi europei per la parità di genere
Marco Ferretti (Fondo Europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura) ha invece parlato del FEAMPA, che promuove le attività di acquacoltura sostenibile, anche grazie al rafforzamento della competitività delle imprese del settore, applicando premialità di genere nella selezione degli interventi. Il settore ittico è tradizionalmente a forte presenza maschile, le donne svolgono un ruolo soprattutto nelle attività a terra complementari alla pesca: vendita del pescato, amministrazione delle imprese, gestione dei servizi, trasformazione e commercializzazione del prodotto, oltre alle mansioni legate alla ristorazione e all’ospitalità per i turisti (attraverso servizi offerti dai pescatori).

I fondi europei per la parità di genere in agricoltura
Il Feasr – come illustrato da Sabina Borgoni – incoraggia l’imprenditoria femminile nel settore agricolo. Le associazioni delle imprenditrici evidenziano soprattutto la carenza di servizi socio sanitari e per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Per agevolare il ruolo delle donne in agricoltura occorre agire su questi ambiti di intervento utilizzando anche gli strumenti della programmazione UE 2028-34. Ne è un esempio la proposta di rifinanziare i servizi di sostituzione nelle aziende agricole per supportare l’imprenditrice in caso di malattia, ferie o prestazione di assistenza e per migliorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

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