Scegliere le specie giuste nelle foreste europee è essenziale per combattere cambiamenti nocivi e il riscaldamento globale
Le foreste europee coprono oltre il 30% del territorio e, quindi, sono considerate alleate fondamentali nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, uno studio recente guidato dall’ETH di Zurigo e con la partecipazione del Cnr-Isafom di Perugia evidenzia che più alberi non equivalgono automaticamente a un clima più fresco. Infatti, l’effetto delle foreste dipende fortemente dal tipo di specie arboree e dalle caratteristiche locali. Di conseguenza, la gestione forestale diventa cruciale per migliorare la resilienza, la biodiversità e la capacità di mitigare il riscaldamento. Lo studio è pubblicato su Nature Communications (https://www.nature.com/articles/s41467-025-64580-y).
Composizione e gestione forestale
Il lavoro integra aspetti biogeochimici, come l’assorbimento di carbonio, con quelli biofisici, tra cui riflettività, evaporazione e scambi di calore, in modo da delineare strategie efficaci per l’adattamento al clima. Inoltre, i risultati mostrano che l’espansione di foreste di conifere può contribuire al riscaldamento locale, poiché la loro chioma scura assorbe più energia solare rispetto a pascoli o coltivazioni. Di conseguenza, il minor riflesso della radiazione solare riduce l’effetto rinfrescante legato all’evaporazione.

Scelta delle specie arboree
Secondo Alessio Collalti, responsabile del Laboratorio modellistica forestale del Cnr-Isafom, sostituire conifere con latifoglie come faggio o quercia può ridurre la temperatura media massima di luglio fino a 0,6 °C su larga scala. Inoltre, combinando la conversione con nuove piantagioni, il riscaldamento previsto di +0,3 °C può trasformarsi in un raffreddamento di –0,7 °C. Questo dimostra che la scelta delle specie arboree è fondamentale per ottimizzare il raffreddamento climatico e ridurre l’impatto delle ondate di calore su salute, agricoltura ed energia.
Implicazioni per le politiche climatiche
I risultati suggeriscono che iniziative come la piantagione di 3 miliardi di alberi nell’UE entro il 2030 devono andare oltre la quantità di alberi piantati. Pertanto, è necessario considerare attentamente quali specie piantare e dove, poiché non tutte le foreste apportano gli stessi benefici climatici. Inoltre, pianificazione a lungo termine, nuovi approcci gestionali e coordinamento tra politiche europee e nazionali sono essenziali per massimizzare resilienza e capacità di raffreddamento.
Conclusioni
In sintesi, la scelta delle specie arboree nelle foreste europee è determinante per combattere il cambiamento climatico. Infatti, le foreste agiscono come attori attivi del sistema climatico e, se gestite correttamente, possono amplificare il raffreddamento piuttosto che contribuire al riscaldamento globale.