Diritti Imprenditoria Lavoro

La gentilezza sul luogo di lavoro

Le relazioni tra colleghi e la leadership traggono benefici da un ambiente di lavoro in cui la gentilezza è applicata come modello organizzativo

La gentilezza applicata alle relazioni lavorative fa aumentare la produttività e rende piacevole recarsi sul posto di lavoro. Una buona leadership non può non considerarla.

Gli studi sulla gentilezza
In occasione della Giornata mondiale della gentilezza, il 13 novembre, gli psicologi di Stimulus Italia by TELUS Health hanno elaborato da diversi studi cinque consigli per applicarla sul luogo di lavoro. Sono diversi infatti gli studi che indicano che comportarsi in modo gentile aiuta a stare bene e instaura un circolo virtuoso a favore delle relazioni sociali. Secondo quanto rilevato dall’esperienza di Stimulus Italia by TELUS Health, sul luogo di lavoro la gentilezza è una leva da non sottovalutare, per il benessere individuale e per il clima organizzativo del team, ma anche perché può incidere sui risultati professionali.

Le cinque pratiche per indurre alla gentilezza
Martina Cassani, psicoterapeuta e Senior Consultant in Stimulus Italia by TELUS Health, ha individuato cinque pratiche per introdurre comportamenti gentili nei contesti professionali. Vediamoli:

  1. Dare una spinta gentile: il nudging come leva di benessere

Il nudging è una “spinta gentile” che orienta le scelte delle persone in modo naturale e non impositivo. Applicato ai contesti di lavoro, consente di promuovere comportamenti salutari e collaborativi senza ricorrere a obblighi o regole rigide. Alcuni esempi concreti:

  • Rendere visibili le buone pratiche di benessere;
  • Proporre micro-formazioni sullo stress o sull’intelligenza emotiva, brevi e integrate nel flusso lavorativo quotidiano;
  • Favorire comportamenti collaborativi, come ad esempio disporre sedie e spazi comuni in modo da incentivare la conversazione tra colleghi.

In questo modo, la gentilezza si traduce in scelte più consapevoli e in un clima di lavoro positivo, che favorisce partecipazione, collaborazione e cura reciproca.

  1. Comunicare in modo gentile (e ridurre i conflitti)

La comunicazione gentile non si misura da come si parla, ma da ciò che si vuole trasmettere. Significa saper ascoltare, dare spazio ai punti di vista, scegliere parole che costruiscono invece di dividere. Promuovere nei team una comunicazione chiara, consapevole, empatica e assertiva riduce i conflitti e aumenta la fiducia. Anche nei momenti di confronto o di difficoltà, una parola scelta con cura può fare la differenza tra distanza e collaborazione.

  1. Dare e chiedere supporto

Il supporto sociale è uno dei principali fattori di protezione contro stress e disimpegno. Essere gentili significa saper offrire aiuto, ma anche sentirsi liberi di chiederlo. Creare spazi di ascolto, programmi di peer support o reti di Wellbeing Ambassador consente di diffondere una cultura del sostegno reciproco, in cui il benessere diventa una responsabilità condivisa.

  1. Gestire (e insegnare a gestire) le emozioni

La gentilezza nasce anche dalla competenza emotiva. Saper discriminare ed accogliere le proprie emozioni e quelle degli altri è un gesto di attenzione che rende il lavoro più umano e le relazioni più autentiche. Quando impariamo a riconoscere ciò che proviamo, diventa più facile affrontare tensioni, cambiamenti e momenti di stress con apertura ed equilibrio. Promuovere incontri o brevi percorsi sull’intelligenza emotiva aiuta le persone a sviluppare consapevolezza, empatia e capacità di autoregolazione. Un ambiente emotivamente consapevole è anche più inclusivo e la diversità diventa una risorsa di autenticità e connessione.

  1. Coltivare una leadership attenta

Essere leader gentili non significa essere indulgenti, ma saper unire fermezza e attenzione. Una leadership gentile si fonda sull’ascolto, sulla fiducia e sulla valorizzazione dei talenti. I leader attenti non controllano, ma accompagnano; non evitano i conflitti, ma li affrontano con rispetto. Attraverso piccoli gesti (una parola di riconoscimento, un momento di confronto, un feedback costruttivo) contribuiscono a creare un senso di appartenenza e di benessere diffuso.

La gentilezza come elemento fondante del successo condiviso
Spiega Martina Cassani: “la gentilezza non è solo un gesto individuale, ma anche una competenza organizzativa che può orientare comportamenti, migliorare la comunicazione e rafforzare la coesione all’interno dei team. Di fatto, è una forma di intelligenza collettiva che favorisce benessere e performance. La gentilezza può essere un elemento fondante della cultura e del successo condiviso”.

L’immagine di copertina è stata realizzata con l’ausilio della IA

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