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Sicurezza delle donne, l’indagine Istat

L’indagine sulla violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia, realizzata dall’Istat è denominata Sicurezza delle donne

Divulgati i risultati del 2025 dell’indagine Istat Sicurezza delle donne, che rileva non solo le vittime di violenza maschile che hanno denunciato il proprio aguzzino ma anche le esperienze subite e mai denunciate alle autorità (“sommerso della violenza”). I risultati sono relativi a tutte le cittadine italiane.

Un’indagine prevista per Legge
“Sicurezza delle donne” è un’indagine frutto della collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) presso la Presidenza del Consiglio ed è prevista dalla Legge 53/2022, dalla Convenzione di Istanbul (2011) e dalla Direttiva (Ue) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

La (poca) sicurezza delle donne
I risultati dell’indagine evidenziano che circa 6 milioni e 400mila (il 31,9% della popolazione femminile) donne italiane dai 16 ai 75 anni di età hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Il 18,8% ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne. Il dato sempre sconcertante è che sono il 12,6% le donne vittime di violenza fisica o sessuale nell’ambito della coppia. Dai partner si subisce anche violenza psicologica (17,9%) e violenza economica (6,6%).

Cosa è cambiato?
Sostanzialmente nulla. Nel 2025, il numero di vittime di violenza fisica o sessuale nei cinque anni precedenti l’intervista è stabile rispetto allo stesso dato rilevato nel 2014. Ci sono però i importanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni) e dalle studentesse (che non modificano il dato medio). Il cambiamento positivo però è che si registra una diminuzione delle esperienze di violenza subite dal partner attuale, sia di natura fisica e sessuale sia psicologica ed economica. Questo grazie all’acquisizione di una maggior consapevolezza di ciò che è violenza da parte del partner.

Le denunce
Una maggiore consapevolezza si manifesta anche nell’aumento delle vittime che considerano un reato quanto hanno subito e di quelle che ricercano aiuto presso i Centri antiviolenza e i servizi specializzati, soprattutto per le violenze subite da parte dei partner. Rimangono però stabili i comportamenti di denuncia (10,5% le vittime che hanno denunciato la violenza subita da parte dei partner o ex partner negli ultimi cinque anni), diminuiscono le violenze che hanno comportato delle ferite e per cui si teme per l’incolumità della propria vita.

I tipi di violenza contro le donne
Secondo il report Istat “Sicurezza delle donne”, il 18,8% (circa 3 milioni e 764mila) delle donne ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali. Le violenze subite variano per livello di gravità: per quelle fisiche si va dalle minacce ai tentativi di strangolamento o soffocamento, mentre per quelle sessuali si passa dalle molestie con contatto fisico non voluto (19,2%) fino agli stupri o ai tentati stupri (5,7%).

I rapporti di coppia “a rischio”
Le donne subiscono violenza sia nella coppia (12,6% delle donne che hanno o hanno avuto partner) sia al di fuori della coppia (26,5% delle donne) da altri uomini – parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Ma sono soprattutto gli ex partner a risultare responsabili delle violenze fisiche o sessuali: ciò accade per il 18,9% delle donne che hanno un ex partner. Le donne attualmente in coppia invece hanno subito la violenza dal marito, convivente o fidanzato nel 2,8% dei casi. Considerando le donne che hanno sia un ex sia un partner attuale, lo 0,3% le ha subite da entrambi.

Sicurezza delle donne, tra violenze fisiche e minacce
L’11% delle donne di 16-75 anni sono state minacciate di essere colpite fisicamente, il 10,5% sono state spinte, strattonate, afferrate, è stato loro storto un braccio o sono stati loro tirati i capelli, il 5,6% è stata colpita con oggetti e altrettante sono state schiaffeggiate, prese a calci, pugni o morsi; meno diffuse le forme più gravi di violenza fisica come l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (1,6%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (1,6%).

Uno sguardo d’insieme
Circa 2 milioni 441mila donne hanno subito nel corso della vita violenze fisiche o minacce da parte di parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Si tratta del 12,2% delle donne dai 16 ai 75 anni di età. All’interno della coppia, 323.530 donne subiscono maltrattamenti fisici (il 2,2% delle donne attualmente con un partner), 146.271 violenze sessuali (l’1%), che sono stupri o tentati stupri in quasi 39mila casi.

Gli ex partner violenti
Sono circa 1 milione 720mila le donne che hanno subito violenza fisica da parte dell’ex partner, pari al 15,9% delle donne con un ex. Le violenze sessuali subite dagli ex sono quasi 950mila, pari all’8,7% delle donne che hanno avuto partner in passato. Per violenza da un ex partner si considera sia quella esercitata durante la relazione di coppia sia quella effettuata dopo la fine della relazione di coppia. Nella larga maggioranza dei casi (84,1%) le violenze degli ex partner si sono verificate durante la relazione di coppia e quasi la metà delle vittime lo hanno lasciato per questa ragione.

Lo stalking degli ex
Alle violenze fisiche e sessuali si aggiungono gli atti persecutori, lo stalking, prevalentemente attuati al momento o dopo la separazione dagli ex partner (14,7%) sia al di fuori della coppia, da parte di altri autori (9%). Lo stalking è definito dalla Legge come atti persecutori che si ripetono nel tempo e in grado di generare nella vittima ansia e timore al punto di condizionarne le abitudini. A questo si aggiungono la violenza psicologica (17,9%) e la violenza economica (6,6%).

Quando lo stupratore è il partner o l’ex
I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, con quote superiori al 50%, e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro o i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner (il 59,1% degli ex partner, il 4,7% del partner attuale), il 19,4% di un conoscente e il 10,9% di amici. Solo il 6,9% è stato opera di estranei alla vittima. I tentati stupri, oltre a quelli subiti da parte dell’ex (29,9%), sono perpetrati più da conoscenti (24,1%) e amici (13,4%).

Alcool e droga usati per stuprare
Nel 2025 è stata rilevata per la prima volta una forma di stupro che accade in contesti particolari: quando la vittima non è in grado di rifiutare o di opporre resistenza perché è stata drogata o è sotto l’effetto di alcool. Tale situazione riguarda l’1% delle donne ed è riconducibile in prevalenza a ex partner (38,9%), conoscenti (35,3%) e amici (23,4%).

La violenza sommersa
Analizzando i dati dell’indagine sulla Sicurezza delle donne, i ricercatori affermano che la violenza rilevata è ancora molto sommersa. Delle donne che hanno subito più violenze nella loro vita, solo il 13,3% (circa 537mila donne) ha denunciato almeno una delle violenze fisiche o sessuali che ha subìto. I livelli di denuncia sono molto bassi soprattutto per le violenze perpetrate dal partner attuale (circa 9.800 vittime, il 3,8% di quelle con partner), mentre sono le violenze dell’ex partner ad essere maggiormente denunciate, così come gli stupri, le forme più gravi della violenza sessuale.

L’escalation della violenza
La violenza di coppia si manifesta secondo una escalation, con la violenza sessuale come picco di gravità, ma è la durata nel tempo a far decidere di denunciare il partner. La probabilità di denuncia delle violenze subite dagli ex partner è direttamente proporzionale alla durata delle violenze e raggiunge il 40% se la violenza dura da più di 10 anni. Analogamente anche per il partner attuale si conferma questo andamento, fatta eccezione per le violenze che durano da molti anni per le quali il livello di denuncia è inferiore. E si tratta di forme di violenza particolarmente gravi, per le quali la donna si è sentita in pericolo di vita.

La paura di essere uccise
Considerando “la paura che la propria vita fosse in pericolo” come indicatore della gravità dell’episodio, emerge che questa condizione riguarda da un quinto a quasi la metà delle violenze: il 46,8% delle donne vittime di ex partner ha provato paura per la propria vita, con una quota che sale al 55,6% tra chi ha subito stupri o tentati stupri. Lo stesso avviene per il 21,3% di chi ha subito le violenze dal partner attuale e il 25,4 da uomini non partner, anche in questi casi con picchi in corrispondenza della violenza fisica e soprattutto degli stupri.

La sicurezza delle donne vista dalle vittime
Secondo il report Istat, rispetto al 2014 è diminuita la soddisfazione verso le forze dell’ordine (dal 48,7% al 38,2%) per le vittime che hanno denunciato la violenza subita dai partner. Molte ritengono che l’intervento potrebbe essere più efficace: il 55,1% auspica un’azione più decisa nei confronti del colpevole, il 37,7% chiede un aiuto immediato più concreto, il 21,3% vorrebbe ricevere maggiori informazioni e il 4,2% una maggiore tempestività. Il 29% desidererebbe che la denuncia fosse presa più seriamente e che fosse offerto un sostegno più attento e partecipe; il 23,4% chiede protezione e supporto per allontanarsi da casa, mentre il 44,6% ritiene necessario l’allontanamento del violento dalla propria abitazione. Tutte le donne concordano sull’importanza di essere indirizzate verso un Centro antiviolenza o una struttura di accoglienza, considerandolo un aiuto fondamentale che le Forze dell’ordine dovrebbero sempre garantire.

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