Assegnati altri 150 milioni di euro per l’anno accademico 2025/2026 destinati alle borse di studio per studenti universitari
Le Regioni hanno espresso parere positivo durante la Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2025, sul decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca per aggiungere 150 milioni di euro ai 600 milioni già stanziati da destinare alle borse di studio per studenti universitari.
I nuovi fondi
L’assenso espresso in Conferenza Stato-Regioni permette di ripartire tra le Regioni le risorse aggiuntive per l’anno accademico 2025/2026 connesse all’ultima revisione del PNRR, approvata lo scorso novembre. Con questo intervento, che si aggiunge allo stanziamento di quasi 600 milioni di euro già disposto lo scorso ottobre, si rafforza il sostegno agli studenti universitari per favorire l’accesso e il completamento dei percorsi formativi.
Il Decreto della Ministra Bernini
Nell’ambito della revisione del PNRR il MUR ha ottenuto ulteriori risorse per le borse di studio universitarie per l’a.a. 2025/2026. Il decreto di riparto è stato formalizzato dal Ministero e attende pubblicazione ufficiale. “Le borse di studio sono un investimento concreto sul futuro del Paese. Rafforzano un sistema che sostiene gli studenti meritevoli, promuove l’equità e contribuisce a rendere l’università sempre più accessibile e inclusiva” ha dichiarato al riguardo la Ministra Anna Maria Bernini.
Il diritto allo studio
Il diritto allo studio è sancito dall’articolo 34 della Costituzione italiana: “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Le borse di studio servono dunque a compensare la mancanza di risorse economiche, coprendo (in tutto o in parte) tasse universitarie, eventuali necessità di alloggio, mensa, libri e materiale didattico, spese di trasporto. Le borse di studio per gli studenti universitari contribuiscono a ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, permettendo a chi proviene da famiglie a basso reddito di scegliere l’università in base al merito e alle aspirazioni, non solo alle possibilità economiche.
L’impegno delle Regioni
Per le Regioni il tema del finanziamento resta centrale nell’attuazione delle politiche per il diritto allo studio: da qui la richiesta al Governo di assicurare ulteriori risorse sia per l’anno accademico in corso sia per il successivo, quando non sarà più possibile ricorrere ai fondi PNRR. “Ringrazio il ministro Bernini per il lavoro sinergico che abbiamo svolto in questi mesi che oggi ci permette di accrescere ulteriormente l’entità delle risorse a favore del diritto allo studio” ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. “È importante continuare su questa strada, come si sta facendo in questa Legge di Bilancio che prevede un incremento importante di 250 milioni di euro. Bisogna assicurare continuità a questo genere di interventi strategici per il futuro dei nostri ragazzi”.