Ottenuto il riconoscimento dall’Unesco: la Cucina italiana è Patrimonio dell’Umanità. Le ripercussioni positive sulla nostra economia
“La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”. Così ha commentato il riconoscimento dell’Unesco il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Quasi tre anni di attesa
La richiesta era stata presentata in data 23 marzo 2023. A lanciare la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO erano stati il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Ministero della Cultura, con promotrici e partner l’Accademia Italiana di Cucina (1953), la Fondazione Casa Artusi (2007) e la Rivista La Cucina Italiana (1929). Dopo una serie di eventi per supportare la candidatura, era arrivata, il 10 novembre, la valutazione tecnica dell’Advisory Body dell’Unesco. Una valutazione positiva ma ancora non definitiva.
L’iter
L’Advisory Body – Composto da 12 membri (6 esperti e 6 ONG) – è l’organo degli esperti mondiali UNESCO ed è stato questo a consigliare, dopo la sua valutazione tecnica, l’iscrizione della cucina italiana nella Lista dei Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Primo fondamentale parere sottoposto poi alla decisione finale, di tipo politico, assunta dal Comitato intergovernativo dell’Unesco riunitasi in India a Nuova Delhi dall’8 dicembre.
10 dicembre 2025, la decisione finale
Presa dal Comitato intergovernativo UNESCO a Nuova Delhi, la decisione ha preso in considerazione il fatto che la candidatura non riguarda un singolo piatto o una ricetta, ma un modello culturale condiviso, fatto di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e rispetto delle stagioni e dei territori. “Questo riconoscimento” ha sottolineato il Ministro Lollobrigida “celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione”.
La valutazione tecnica
Il dossier che era stato presentato era intitolato “La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” e il primo parere tecnico positivo dell’UNESCO diceva che “il dossier è ben fatto ed è coerente con gli obiettivi dell’UNESCO” e fa emergere il contributo della cucina italiana allo sviluppo sostenibile, in particolare promuovendo l’uguaglianza di genere e la coesione sociale. La pratica della cucina italiana viene ritenuta intrinsecamente inclusiva, caratterizzata da ruoli interscambiabili che permettono a chiunque di partecipare, superando barriere culturali e generazionali. Inoltre, l’aderenza a principi come il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse la rende un modello di sostenibilità ambientale.
La valorizzazione dei nostri prodotti
Lollobrigida, commentando la decisione finale ha aggiunto che questo riconoscimento “è motivo di orgoglio ma anche di consapevolezza dell’ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità”.
I numeri della cucina italiana
Nel 2024 la cucina italiana ha raggiunto un valore complessivo di 251 miliardi di euro, con una crescita del 4,5% su base annua. Rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio, con particolare rilevanza negli Stati Uniti e in Cina, che insieme coprono oltre il 65% dei consumi globali di cucina italiana. Inoltre, c’è il valore aggiunto agricoltura italiana: oltre 44 miliardi di euro, con un aumento del 2% rispetto al 2023. In Italia il valore alla produzione agroalimentare raggiunge 20,7 miliardi di euro nel 2024 (+3,5% annuo), con una crescita del 25% dal 2020 e un peso del 19% sull’agroalimentare nazionale. Il comparto del cibo cresce per il quarto anno consecutivo (+7,7%), superando i 9,7 miliardi; il vino imbottigliato si mantiene stabile a 11 miliardi.
L’export
Le esportazioni DOP IGP superano per la prima volta i 12 miliardi (+8,2% sul 2023), con valori record: 5,15 miliardi per il cibo (+12,7%) e oltre 7 miliardi per il vino. In forte aumento formaggi, ortofrutta, cereali e oli di oliva; il vino cresce del +5,2% e raggiunge 7,19 miliardi, pari all’88% dell’export vinicolo italiano. L’export cresce del +5,9% nei Paesi UE e del +10,4% nei Paesi extra UE; gli Stati Uniti restano il primo mercato, con il 22% del totale. I risultati sono resi possibili dal lavoro di 328 Consorzi di tutela e 184.000 operatori, per oltre 864.000 occupati (+1,6% sul 2023).
Il commento di Confagricoltura
L’annuncio dell’ottenimento del riconoscimento per la cucina italiana è giunto durante l’assemblea di Confagricoltura, il 10 dicembre. In tale occasione il presidente Giansanti ha dichiarato: “Un riconoscimento atteso, ma non scontato, che è motivo di orgoglio e di celebrazione per tutti gli italiani. Un riconoscimento che va pure a noi agricoltori che garantiamo la produzione primaria. Ora più che mai dobbiamo fare squadra con tutta la filiera agroalimentare, che ha già ottenuto risultati straordinari, grazie anche all’impegno delle nostre istituzioni, e che può dare ancora di più se supportata da una visione ambiziosa”.
Turismo Enogastronomico
Il Rapporto Turismo Enogastronomico Italiano – Edizione 2024 Qualivita certifica un valore di 40,1 miliardi di euro con una crescita del +12% rispetto al 2023 e del +49% rispetto al 2016. “Il successo delle nostre eccellenze culinarie risiede in un apparato vincente e inossidabile in cui tutti gli elementi operano in sinergia” ha dichiarato la Ministra del Turismo Daniela Santanché: “il suo cuore è la convivialità e il valore sociale, che lega famiglie e comunità e che si unisce indissolubilmente alla ricchezza dei nostri territori, promuovendo la tutela dei prodotti locali. È proprio questa armonia tra società, territorio e qualità a costituire un vero e proprio fattore distintivo di qualità per l’intero sistema Italia e un potente strumento di promozione”.
La cucina italiana, un asset strategico
Nell’esprimere la sua soddisfazione per il raggiungimento dell’obiettivo storico, Santanché ha spiegato che si tratta del “riconoscimento mondiale di un modello culturale che è parte integrante della nostra identità nazionale e, allo stesso tempo, un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano”. La tradizione enogastronomica italiana è rimasta viva e autentica perché è stata preservata l’eredità culturale tra generazioni, dalla tradizione casalinga all’alta ristorazione. “La nostra offerta enogastronomica è già un pilastro imprescindibile dell’industria turistica. Il turismo legato a questo segmento è la motivazione principale per la scelta dell’Italia come meta di villeggiatura e la prima voce di spesa dei viaggiatori, con un valore che nei primi quattro mesi del 2025 ha già toccato i 9 miliardi di euro”.
Le prospettive di crescita
Le associazioni di categoria stimano che il riconoscimento UNESCO della cucina italiana potrebbe determinare, nell’arco di due anni, un incremento dei flussi turistici fino all’8%, pari a circa 18 milioni di pernottamenti aggiuntivi. Secondo Enit, il turismo genererà un contributo al PIL pari a 237,4 miliardi di euro entro la fine del 2025, con una crescita stimata fino a 282,6 miliardi di euro entro il prossimo decennio. Già nei primi 7 mesi del 2025 l’Italia è seconda in Europa per presenze internazionali (151,8 milioni) e per totale soggiorni (268,4 milioni) ma bisogna rilevare che questo è un anno giubilare. Ma per Confersercenti con la cucina italiana proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, l’impatto sulle presenze turistiche sarebbe immediato: Incrementi tra il +6% e +8% nei primi anni; crescita più moderata tra il +2% e +3% nei cinque anni successivi. In totale circa 18 milioni di presenze turistiche in più in due anni.
Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale mondiale
Per tutte le associazioni e le organizzazioni, private e pubbliche, il riconoscimento agirà da moltiplicatore per turismo, economia e immagine del Paese. “La cucina italiana” ha detto Santanché “è ora riconosciuta come ambasciatrice della Nazione nel mondo, un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare, promuovere e valorizzare ancora di più”.