Il nuovo rapporto IO SONO CULTURA 2025 conferma la centralità della cultura nel sistema produttivo italiano
Il panorama della cultura italiana registra nel 2024 un valore aggiunto pari a 112,6 miliardi di euro, mentre l’occupazione raggiunge 1,5 milioni di addetti, come indicato dal rapporto annuale di Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte (link citati nel testo originale). Tuttavia il contributo complessivo di cultura e creatività supera i soli confini settoriali, generando indirettamente circa 302,9 miliardi di euro, equivalenti al 15,5% della ricchezza nazionale. Pertanto il comparto dei software e videogiochi si conferma il principale generatore di valore con 17,7 miliardi di euro, mentre Lombardia e Lazio risultano le regioni più ricche, pur con Sardegna e Calabria protagoniste delle crescite più marcate.

Leadership territoriale
Milano emerge come prima provincia italiana per valore aggiunto e occupazione culturale, mentre Roma, Torino, Firenze, Monza-Brianza, Trieste e Bologna completano la top ten. Tuttavia il Mezzogiorno mostra una ripresa significativa, con aumenti superiori alla media nazionale sia per valore aggiunto sia per occupazione. Si rafforza così il ruolo strategico della cultura nei processi di sviluppo territoriale.
Dichiarazioni istituzionali
Ermete Realacci sottolinea come cultura e bellezza rappresentino un autentico asset competitivo per il made in Italy. Ricorda inoltre l’importanza del contributo culturale alla transizione verde e digitale. Tuttavia Andrea Prete evidenzia il forte mismatch tra domanda e offerta di competenze, poiché oltre una posizione su due risulta difficile da reperire, rafforzando pertanto la necessità di investimenti in formazione e politiche attive. Inoltre Valeria Brambilla ribadisce l’importanza di misurare l’impatto culturale, poiché esso supera i soli confini economici, contribuendo alla coesione sociale e all’innovazione.

Il valore del rapporto
Il rapporto IO SONO CULTURA 2025 conferma l’identità culturale italiana come leva competitiva e come strumento per affrontare le sfide future. Tuttavia la filiera culturale appare sempre più integrata con tecnologia, creatività e manifattura, mentre continua a generare valore per cittadini, imprese e territori. Pertanto la quindicesima edizione del rapporto ribadisce come la cultura rimanga uno dei motori più solidi dell’economia italiana.