Andamento del mercato del lavoro e del welfare italiano nel Rapporto annuale Inps, il caso dell’occupazione in Veneto

Presentato a Venezia, all’università Ca’ Foscari, il XXIV Rapporto annuale dell’Inps con un focus sull’occupazione in Veneto.

L’evento
L’evento si è tenuto l’11 dicembre 2025. Dopo l’introduzione di Agar Brugiavini, del Dipartimento di economia, Università Ca’ Foscari, hanno portato i saluti istituzionali Giacomo Pasini, direttore del Dipartimento di economia dell’Università Ca’ Foscari, e Filippo Pagano, direttore regionale INPS Veneto. “Il rapporto annuale oltre a raccontare e analizzare gli andamenti del mercato del lavoro e del welfare italiano, fornisce tramite approfondimenti elementi di valutazione delle politiche pubbliche che consentono al legislatore di effettuare scelte supportate da elementi scientifici”, ha dichiarato Gianfranco Santoro, direttore centrale Studi e ricerche. Sono poi seguiti gli interventi di Maria De Paola, Direzione centrale Studi e ricerche INPS e Ylenia Brilli, del Dipartimento di economia, Università Ca’ Foscari.

L’occupazione in Veneto
Riguardo al focus sulla situazione lavorativa, i dati del rapporto indicano che in Veneto, nel 2024, il tasso di occupazione è stato di 8 punti superiore rispetto alla media nazionale (70,2 vs 62,2). Crescono gli assicurati del 4,9% tra cui i giovani under 35, cresciuti dell’11% dal 2019. Al 31 dicembre 2024, in Veneto, i pensionati INPS erano 1.284.118, di cui il 51% donne. Nel 2024, sono stati liquidati 119.319 nuovi trattamenti.

Il presidente dell’Inps Gabriele Fava

L’intervento del presidente dell’Inps
Il presidente INPS Gabriele Fava, nel suo intervento conclusivo, ha dichiarato: “il Rapporto annuale non è un documento tecnico. È il ritratto del Paese in un istante preciso della sua storia e allo stesso tempo la domanda più esigente che possiamo porci: quale responsabilità abbiamo verso le generazioni che verranno? Il lavoro sta attraversando una trasformazione profonda. Cambiano le competenze, cambiano le organizzazioni, cambiano i modi di produrre. Ora la sfida è allargare la partecipazione. Perché senza più giovani, più donne, più permanenza attiva da parte di chi ha superato i sessant’anni ma conserva un patrimonio di esperienza prezioso, nessun sistema può reggere davvero nel lungo periodo”.

Coinvolgere i giovani
Fava ha continuato specificando che per questi motivi l’istituto ha rimesso al centro il tema del patto generazionale: “stiamo costruendo un linguaggio nuovo, in cui la previdenza non è un argomento lontano, ma una parte del proprio percorso di vita. È così che si forma una cultura della responsabilità condivisa. Il Rapporto annuale non chiude un ciclo. Ne apre uno nuovo. Ci ricorda che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un equilibrio delicato tra equità, responsabilità, lavoro e futuro. E ci chiede di continuare a costruire un sistema che sia solido, generativo, capace di garantire a ogni cittadino la stessa promessa: nessuno resta indietro”.

L’Inps del Veneto
A chiusura dell’evento Filippo Pagano, direttore regionale INPS Veneto, ha affermato: “la giornata di oggi a Ca’ Foscari ha rappresentato un’occasione importante di analisi, confronto e riflessione. È stato possibile mettere in relazione l’attività quotidiana di servizio pubblico svolto dagli uffici INPS del Veneto, con i dati statistici sottesi, fondamentali per l’analisi scientifica propria del sistema universitario, e utili per le scelte politiche, anche a livello locale. INPS Veneto è parte di una rete composita, costituita senz’altro anche da Ca’ Foscari, per affrontare e vincere le sfide del futuro. Ringrazio il presidente Fava per aver scelto Venezia e Ca’ Foscari per svolgere questo approfondimento”.

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