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Accordo UE Mercosur, le preoccupazioni delle imprenditrici

L’approvazione dell’accordo UE Mercosur, di libero scambio tra mercati europei e sudamericani mette in apprensione le imprenditrici

L’accordo UE Mercosur è un accordo politico di partnership commerciale raggiunto il 6 dicembre 2024 dopo oltre 25 anni di negoziati, quando è stato definito il testo finale. Al momento l’accordo è stato annunciato e approvato a livello politico tra le parti, ma deve ancora essere formalmente firmato e poi ratificato dai Parlamenti coinvolti prima di entrare in vigore.

Il Mercosur
Il Mercado Comùn del Sur (Mercato Comune del Sud), in sigla Mercosur, è un blocco commerciale (un po’ come il nostro “vecchio” Mercato Comune Europeo, MEC) che alcuni Paesi sudamericani hanno formato nel 1991 per promuovere l’integrazione economica, la liberalizzazione degli scambi e la cooperazione. L’obiettivo di questi Paesi (in particolare Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e Bolivia, in attesa di ratifica) è quello di abbattere tariffe e barriere commerciali e coordinare alcune politiche economiche e commerciali.

L’Accordo UE Mercosur
L’accordo tra Unione Europea mira ad allargare l’area di mercato internazionale “senza barriere” creando una grande area di libero scambio intervenendo sulla riduzione e la progressiva eliminazione di dazi e barriere commerciali tra i Paesi UE e quelli del Mercosur. Prevede infatti l’eliminazione della maggior parte dei dazi su beni industriali (automobili, macchinari, prodotti farmaceutici) e un aumento delle quote di importazione per alcuni prodotti agricoli. Include anche norme su servizi, investimenti, proprietà intellettuale, regolamenti commerciali, standard di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile.

Pro e contro dell’accordo UE Mercosur
Con l’entrata in vigore dell’accordo si creerebbe una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, con centinaia di milioni di persone coinvolte e un grande volume di scambi commerciali. Naturalmente gli scambi tra Europa e Sud America aumenterebbero, con l’abbassamento dei prezzi per i consumatori e la creazione di nuove opportunità per le imprese. L’accordo UE Mercosur è però controverso perché un settore in particolare, quello dell’agricoltura, teme la concorrenza sui prezzi e gli impatti negativi sugli standard ambientali e sanitari, diversi tra Europa e SudAmerica.

Cosa prevede l’accordo per l’agricoltura
L’accordo UE Mercosur apre opportunità di esportazione per gli agricoltori europei, ma riconosce che ci sia anche bisogno di meccanismi di tutela per i comparti più vulnerabili (carne, pollame, riso, zucchero). Per questo ci sono stati intensi negoziati per bilanciare competitività e protezione del mercato interno. Vediamo i principali contenuti dell’accordo per quanto riguarda il settore agricolo:

I dazi
La forte riduzione dei dazi o la loro completa eliminazione su molti prodotti agricoli europei esportati nel Mercosur è il principale provvedimento previsto dall’accorso UE Mercosur. In questo modo si aumenterebbe l’accesso a quei mercati per i prodotti tipici europei, come il vino, l’olio di oliva, i formaggi, ecc. portando ad aumentare le esportazioni agricole dell’UE di quasi il 50% rispetto a oggi.

I prodotti a rischio
Per alcuni prodotti particolari, considerati “sensibili”, l’accordo UE Mercosur non prevede un totale libero accesso. Parliamo di prodotti come la carne bovina, il pollame, lo zucchero, il riso per i quali sono state previste precise quote tariffarie: per la carne bovina ad esempio l’export è limitato a circa 99.000 tonellate con dazio ridotto a 7,5%.

Misure di tutela per l’agricoltura UE
Nell’accordo sono state previste delle clausole di salvaguardia, ovvero dei meccanismi per proteggere i produttori europei se le importazioni aumentano oltre una certa soglia o se fanno scendere i prezzi interni oltre l’8/10%, nel qual caso la Commissione UE può sospendere temporaneamente i vantaggi tariffari per quei prodotti. Ciò perché la Commissione UE si è impegnata a monitorare costantemente l’andamento delle importazioni di prodotti agricoli sensibili.

Perché gli agricoltori sono preoccupati
Nonostante le protezioni, molte organizzazioni agricole e sindacati temono che i prodotti Mercosur a basso costo (soprattutto bovini e pollame) possano mettere compromettere i prezzi dei mercati interni, riducendo i redditi. Inoltre, temono una concorrenza “sleale” in quanto i prodotti UE sono sottoposti a regole più stringenti (su standard ambientali, sicurezza alimentare e benessere animale) rispetto ai Paesi Mercosur. Queste preoccupazioni hanno alimentato proteste di agricoltori in diversi Paesi UE (come Grecia, Francia, Irlanda) contro l’accordo.

Possibili impatti generali sul settore agricolo
Gli impatti positivi potenziali dell’accordo UE Mercosur sono evidenti: maggiore accesso ai grandi mercati emergenti dei Paesi Sudamericani per i prodotti europei di alta qualità nonché la prevista protezione geografica rafforzata per oltre 350 indicazioni geografiche UE (prosciutti, vini, formaggi, ecc.). Ciononostante ci sono dei rischi percepiti dagli agricoltori: aumento di importazioni a basso costo che possono comprimere i prezzi interni e pressioni su standard ambientali e di produzione per rimanere competitivi.

Le preoccupazioni degli agricoltori italiani
Molti agricoltori italiani sono contrari (o molto critici) all’accordo UE Mercosur innanzitutto perché hanno timore di concorrenza sleale, ovvero temono che le importazioni dal Sudamerica di prodotti a basso costo che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e di benessere animale imposti agli agricoltori europei possano portare i consumatori a prediligere questi ultimi. Ricordiamo infatti che in Sudamerica l’uso di alcuni pesticidi o pratiche produttive vietati in UE è più diffuso, creando una competizione percepita come ingiusta.

Rischio di impatto sui prezzi e redditi
Per quanto riguarda in particolare i prodotti sensibili, l’accesso di carne bovina, pollame, riso, zucchero e altri prodotti (anche se in quote tariffarie definite) può far calare i prezzi sul mercato interno, mettendo sotto pressione i piccoli e medi produttori italiani. In poche parole importazioni più economiche possono ridurre i margini degli agricoltori europei.

Mancanza di piena reciprocità negli standard di sicurezza
Coldiretti, Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani, le principali organizzazioni di agricoltori, chiedono che le regole su sicurezza alimentare, diritti dei lavoratori, ambiente e uso di sostanze chimiche siano applicate in modo identico anche ai prodotti Mercosur poiché senza questa piena reciprocità l’accordo sarebbe sbilanciato. Gli agricoltori sono preoccupati anche della sicurezza alimentare perché attualmente i controlli vengono effettuati solo su una piccola parte di alcuni prodotti importati e chiedono pertanto controlli più rigorosi e sistematici.

Tagli alla Politica Agricola Comune (PAC)
Molti agricoltori, già preoccupati per le riduzioni delle risorse della PAC, temono che l’accordo UE Mercosur possa scaricare su di loro i costi di una competizione più intensa, proprio mentre il sostegno pubblico tende a diminuire. Sia in Italia sia in altri Paesi UE, come ad esempio la Francia, sono scattate proteste con trattori e proteste di piazza per esprimere contrarietà all’apertura del mercato senza le garanzie richieste dal settore agricolo.

L’imprenditoria femminile italiana nel settore agricolo
In Italia circa il 32% delle imprese agricole è condotto da donne, una percentuale superiore rispetto alla media UE. Queste imprenditrici si distinguono per un forte impegno verso pratiche sostenibili, biodiversità e qualità dei prodotti, caratteristiche le rendono una componente importante dell’agricoltura rurale italiana e della transizione agro-ecologica. Molte imprenditrici sono dunque collegate a modelli di agricoltura ad alto valore aggiunto e sostenibile, non semplicemente alla produzione intensiva a basso costo.

Impatto delle negoziazioni commerciali sulle imprenditrici agricole
Poiché le imprenditrici agricole italiane spesso basano il valore delle loro produzioni su standard qualitativi, biologici, filiere corte e reputazione territoriale, un accordo che apre importazioni a prodotti a basso costo potrebbe creare pressione sui mercati, anche per prodotti agricoli di qualità. Le imprenditrici inoltre sono spesso protagoniste di innovazione, agricoltura sostenibile e servizi legati alla qualità alimentare o al turismo rurale: sotto questa prospettiva, politiche di libero scambio devono essere accompagnate da misure che sostengano questi modelli di impresa e non penalizzino la loro competitività.

Politiche sensibili alla parità di genere
Diverse analisi internazionali sul commercio sottolineano l’importanza di inserire una prospettiva di genere nei negoziati commerciali, per garantire che le donne imprenditrici beneficino di accordi e non ne siano svantaggiate. Ciò include monitoraggio degli effetti distributivi, norme sul lavoro e accesso a risorse, non presenti finora nei dibattiti pubblici sull’accordo UE Mercosur perché la questione è percepita più come tema generale di competitività agricola e di sostenibilità del settore piuttosto che una criticità espressa da gruppi di genere.

Donne Imprenditrici: “La sfida sono regole uguali per tutti e reciprocità”
La presidente di Aidda (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda), Antonella Giachetti e la coordinatrice del tavolo Agricoltura Patrizia Lusi dichiarano che non è una questione di essere pro o contro l’accordo UE Mercosura: “il punto centrale è difendere il principio della reciprocità, perché chi esporta in Europa deve rispettare le stesse regole che valgono per le nostre imprese. La reciprocità non è solo una modalità tecnica, ma un valore: significa valorizzare nel mondo il modello europeo di qualità, tutela della salute, rispetto dell’ambiente e delle persone”.

AIDDA sull’accordo UE Mercosur
“Aidda riunisce imprenditrici e manager che operano in molti settori, dall’industria ai servizi, dall’agroalimentare alla manifattura” spiega Giachetti “e proprio per questo guardiamo agli accordi commerciali con uno sguardo di sistema. L’apertura dei mercati è una leva strategica per la crescita e per l’export, ma non può trasformarsi in concorrenza sleale a danno di chi rispetta regole stringenti che rispecchiano valori fondamentali per l’Europa e investe ogni giorno in qualità, sicurezza e sostenibilità”.

Un rischio socio-culturale
Dal confronto interno all’associazione emerge con forza come la reciprocità sia anche una missione europea di esportazione dei valori. “Per le nostre imprese” sottolinea Giachetti “la qualità della produzione, la salute dei consumatori, la tutela dell’ambiente e i diritti di chi lavora non sono optional, ma condizioni strutturali. Se questi principi non valgono per tutti, il rischio non è solo economico, ma culturale e sociale”.

I modelli di consumo
Un tema che riguarda anche i modelli di consumo. “Produrre a costi stracciati, senza rispettare persone e ambiente, alimenta un consumo eccessivo e distorto” aggiungono Giachetti e Lusi “mentre il modello europeo si fonda su un altro principio: consumare il giusto, pagare il giusto, riconoscendo il valore reale di ciò che mangiamo e di come viene prodotto”. Per questo Aidda chiede garanzie assolute sui controlli.

Le richieste dell’Associazione
“La reciprocità deve tradursi in controlli seri ed efficaci alle dogane, in verifiche puntuali sugli standard sanitari, ambientali e sociali” dice Lusi “perché senza controlli reali il rischio è duplice: da un lato il danno alla qualità e alla salute, dall’altro un danno economico per le imprese europee, costrette a competere con prodotti che non rispettano le stesse regole ma vengono venduti agli stessi prezzi”. “Non chiediamo protezionismo” conclude Giachetti “ma regole chiare, uguali per tutti e applicate davvero. L’Europa può essere una grande potenza commerciale e contribuire a portare nel mondo i propri valori solo se resta coerente con ciò che la rende unica: un’economia che fonda il suo sviluppo sui valori della salute delle persone, dei diritti del lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e della qualità dei territori”.

Il testo integrale dell’Accordo UE Mercosur
Il testo ufficiale dell’accordo è pubblicato in diverse lingue sul sito istituzionale della Commissione europea – DG TRADE. Ecco il link diretto alla pagina con i testi ufficiali disponibili: https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur/eu-mercosur-agreement/text-agreement_en?utm_source=chatgpt.com.

 

L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA

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