Le imprese romane tra PNRR e costi affrontano il 2026 con prudente ottimismo e nuove incertezze ma si mostrano più solide
Il 2025 è stato un anno di consolidamento per le imprese romane tra PNRR e costi. Complessivamente il 67 per cento ha registrato un fatturato stabile o in crescita. Le imprese mostrano una tenuta migliore rispetto al 2024. Inoltre il dato sale al 71 per cento nelle previsioni per il 2026. Tuttavia il contesto resta incerto.
Costi e domanda sotto pressione
L’aumento dei costi rappresenta la principale preoccupazione per il 69 per cento delle imprese. Parallelamente l’insufficienza della domanda è indicata dal 40 per cento del campione. Le imprese romane tra PNRR e costi devono quindi affrontare pressioni crescenti. Conseguentemente il rischio di rallentamento economico rimane elevato. Inoltre pesa la fine degli investimenti legati al PNRR.

Occupazione e investimenti
Nel 2025 l’occupazione è rimasta stabile nel 75 per cento delle imprese. Solo una quota minoritaria ha ridotto il numero dei dipendenti. Così le imprese guardano al 2026 con cautela anche sugli investimenti. Infatti il 49 per cento prevede investimenti in innovazione. Al contrario il 51 per cento non li programmerà.
Geopolitica e sostenibilità
L’88 per cento degli imprenditori è preoccupato dall’instabilità geopolitica internazionale. Contestualmente solo il 29 per cento investe in sostenibilità ambientale. Il contesto imprenditoriale romano mostra quindi una polarizzazione strategica, nella quale prevale un approccio prudenziale orientato alla gestione dell’emergenza piuttosto che alla pianificazione di lungo periodo. Molte imprese, infatti, rinviano gli investimenti strutturali per tutelare la liquidità e contenere i rischi. Questa dinamica incide anche sulla competitività territoriale e sull’attrattività del sistema economico locale. In conclusione il 2026 sarà un anno decisivo per verificare la capacità di crescita senza interventi straordinari, valutando la tenuta delle imprese e la loro propensione all’innovazione in un quadro macroeconomico ancora incerto e fortemente condizionato da fattori esterni.