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Intervista esclusiva a Alessandra Rinaldi

Tra volontariato, sfide e responsabilità: la storia di Alessandra Rinaldi, Presidente della Commissione Donne CooperAzione di Confcooperative.

Vent’anni di impegno per l’impresa femminile nel mondo della cooperazione: Alessandra Rinaldi, Presidente della Commissione Donne CooperAzione di Confcooperative, racconta il percorso della Commissione, i risultati raggiunti e le sfide future. Una riflessione sulla parità di genere, sulla sostenibilità delle cooperative e sul valore trasformativo della collaborazione tra donne e uomini. Ma anche l’importanza di superare l’immobilismo e di impegnarsi per diventare parte attiva nella società, verso il futuro che si vuole vedere.
L’occasione è l’anniversario della commissione con l’evento “L’impresa delle Donne”. Mercoledì 28 gennaio, presso la Sala Consiglio di Palazzo della Cooperazione a Roma e in streaming, a partire dalle ore10.

Presidente Rinaldi, come sono andati questi primi 20 anni di impegno a supporto dell’impresa femminile nella cooperazione?
La Commissione Donne e Cooperazione nasce appunto 20 anni fa con un mandato preciso: rendere strutturale l’impegno delle cooperative per la parità di genere, non solo nel mondo cooperativo, ma anche nel sistema economico italiano. Questo va sottolineato. In questi 20 anni abbiamo operato seguendo tre direttrici fondamentali: la promozione dell’imprenditorialità femminile, il sostegno alla presenza delle donne negli organi di governance e nel mondo della rappresentanza, e l’elaborazione di politiche di welfare e conciliazione che rispondessero ai bisogni concreti delle nostre cooperative e imprenditrici. È stato un percorso in salita, ma importante. Abbiamo lavorato in modo strutturale su confronto, informazione, sensibilizzazione e formazione, non solo delle donne della Commissione, ma dell’intero sistema cooperativo. Allo stesso tempo, abbiamo portato la nostra visione anche all’esterno, cercando spazi dove la rappresentanza non ci fosse permessa e sostenendo la partecipazione delle donne.

Alessandra Rinaldi, 20 anni di impegno per colmare il divario di genere nel lavoro italiano
In Italia, infatti, il tasso di occupazione femminile è poco sopra il 50%, mentre la media europea supera il 65%. Il divario retributivo resta alto: gli uomini percepiscono in media 8.000 euro in più all’anno rispetto alle donne. Il Global Gender Gap Index del World Economic Forum ci colloca all’85° posto, perdendo sei posizioni negli ultimi due anni. Questi numeri mostrano quanto ancora ci sia da fare. Aggiungiamoci il dato della denatalità, che compromette la sostenibilità del Paese, e il fatto che una donna su quattro lascia il lavoro per maternità o per essere caregiver. I carichi di cura restano distribuiti in modo asimmetrico, e due milioni e mezzo di donne non cercano nemmeno un’occupazione.

Alessandra Rinaldi e il ruolo della cooperazione
In questo contesto, la cooperazione diventa un esempio positivo e un vero ascensore sociale. Su circa 550.000 persone occupate, il 61% è donna; il 40% dei soci sono donne. Per quanto riguarda la governance, la percentuale femminile è quasi del 27%, contro una media del 16% negli altri modelli d’impresa, e cresce nelle cooperative under 35 fino al 34%. I dati ci raccontano anche che le cooperative femminili sono più sostenibili: hanno performance economiche migliori e durano più a lungo. Non si tratta di stabilire chi sia “meglio”, uomini o donne, ma di riconoscere che le differenze, se integrate, producono risultati più grandi e inclusivi.

Presidente Rinaldi, nel festeggiare i primi 20 anni della Commissione, a quale risultato si sente di dare maggior valore?
Abbiamo scelto di non rendere quest’anniversario un evento autocelebrativo. Non volevamo limitare la giornata a una semplice carrellata di progetti e azioni svolte. Abbiamo invece voluto un evento trasversale, che raccontasse lo sguardo femminile dentro e fuori la cooperazione, e come questo sia un fattore decisivo di innovazione economica, sociale e democratica. Il valore più grande di questi 20 anni, secondo me, è la cooperazione stessa e il cambiamento trasformativo che si genera quando le persone lavorano insieme, in questo caso le donne.

Alessandra Rinaldi presidente, un ruolo che vive più come responsabilità o come opportunità?
La cooperazione l’ho scelta da giovanissima, a 20 anni. Avevo iniziato a 13 anni con il volontariato in una casa-famiglia e mi sono innamorata del valore di un servizio che cambia concretamente la vita delle persone. Quando ho capito che non volevo restare spettatrice, ho deciso di diventare agente di cambiamento, costituendo insieme ad altri una cooperativa sociale. Da lì sono nate nuove progettualità, risultati, sfide e ruoli. Oggi, il mio ruolo nella Commissione è una grande responsabilità: ogni persona che ricopre un incarico ha un dovere verso chi rappresenta e verso le finalità del ruolo. Ma è anche un’opportunità: nel mio piccolo, cerco di portare qualcosa a disposizione delle altre persone attraverso questo incarico.

Alessandra Rinaldi, a chi ancora non la conosce, come si descriverebbe?
Curiosa, determinata e appassionata.

Cosa c’è dietro l’angolo per Alessandra Rinaldi?
Ci sono tante sfide e progettualità in corso. Proseguirà il progetto Pari ma non uguali, dedicato alla medicina di genere, avviato un anno e mezzo fa e in fase di implementazione. Stiamo anche lavorando a un nuovo bando del nostro fondo mutualistico per sostenere le cooperative nella lotta alla violenza di genere. Partecipiamo a tavoli istituzionali importanti, come il Comitato Impresa Donna del Mimit, e siamo state invitate dalla Ministra Roccella a entrare nell’Osservatorio sulla violenza. Seguiamo il piano nazionale dell’economia sociale e le normative più rilevanti. Siamo coinvolte in gruppi di lavoro, come quello del Goal 5 dell’Asvis. L’obiettivo è costruire insieme il futuro che vogliamo vedere.

 

 

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