Quando la tecnologia previene e contrasta la violenza di genere. Punti Viola e altre iniziative di DonneXStrada con la Presidente Ilaria Saliva.
Fondatrice dell’Associaizone DonneXStrada, Ilaria Saliva ha trasformato le sue competenze in ambito psicologico e forense in impatto sociale concreto.
Una donna che crede nel potere della tecnologia, delle comunità e delle alleanze trasversali per costruire una cultura più consapevole, inclusiva e rispettosa. Chi è Ilaria Saliva? Conosciamola meglio in queta intervista senza filtri.
Ilaria Saliva, alle persone che ancora non la conoscono, come si descriverebbe?
Mi descrivo come una professionista che ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio di un cambiamento culturale urgente e necessario. Sono dottoressa in psicologia giuridico-forense, con abilitazione alla pratica clinica e un master in psicodiagnostica clinica e forense. La mia esperienza nel campo della violenza di genere è iniziata con l’associazione Donna e Politiche Familiari, dove ho potuto constatare direttamente quanto questo fenomeno sia complesso e articolato. Successivamente, fondare DonneXStrada mi ha dato la possibilità di trasformare le mie competenze in impatto sociale, insieme a quelle delle mie colleghe e compagne dell’associazione. Sono anche co-fondatrice della startup VIOLA, perché credo fermamente che la tecnologia possa essere un’alleata potente nella prevenzione e nel contrasto alla violenza. Credo nel potere della comunità, nella forza delle alleanze trasversali e nella necessità di costruire spazi di dialogo in cui anche gli uomini possano ripensare i propri ruoli e contribuire attivamente al cambiamento.
Ilaria Saliva, come nasce l’associazione DonneXStrada?
Marzo 2021, Sarah Everard. Una donna che stava facendo tutto “giusto”: era al telefono con il fidanzato, camminava su una strada illuminata. E non è bastato. Quella storia ha rotto qualcosa. Sui social è esplosa una rabbia collettiva: migliaia di donne hanno iniziato a raccontare la stessa paura quotidiana, il rientro a casa. Esperienze universalmente condivise da donne di ogni età, estrazione sociale e provenienza geografica. È stato lì che abbiamo capito che non stavamo parlando di casi isolati, ma di un problema sistemico.
Ilaria Saliva, cosa l’ha spinta a impegnarsi proprio per la sicurezza in strada?
La spinta decisiva è arrivata dalla consapevolezza che il diritto fondamentale e inalienabile di tornare a casa in sicurezza era, di fatto, negato a metà della popolazione. Mentre gli uomini possono attraversare le città a qualsiasi ora senza particolari preoccupazioni, le donne pianificano i propri spostamenti in base all’illuminazione delle strade, agli orari dei mezzi pubblici, alla presenza o meno di altre persone. Questa limitazione della libertà di movimento è una forma subdola di discriminazione che condiziona profondamente la vita delle donne: le loro scelte professionali, l’autonomia, persino le relazioni sociali.
E contro la violenza di genere?
La violenza di genere non si manifesta solo tra le mura domestiche o nelle relazioni intime. La strada è teatro quotidiano di molestie, catcalling, inseguimenti, aggressioni. Secondo i dati ISTAT, solo nel nostro Paese almeno il 44% delle donne ha subito molestie sessuali nel corso della vita, percentuale che aumenta tra le giovani. Questi numeri rappresentano milioni di donne che modificano i propri comportamenti, rinunciano a opportunità, vivono in uno stato costante di allerta. DonneXStrada nasce proprio dall’urgenza di trasformare questa realtà inaccettabile e di restituire alle donne lo spazio pubblico, che dovrebbe appartenere a tutte e tutti allo stesso modo. Personalmente, la mia esperienza professionale mi ha messa di fronte alle conseguenze della violenza di genere: disturbi post-traumatici, depressione, ansia cronica, perdita di autostima. Ma ho visto anche la straordinaria resilienza di chi, se sostenuta adeguatamente, riesce a ricostruire la propria vita. Io e le mie colleghe siamo spinte dalla stessa energia: lavorare sulla prevenzione, sulla cultura, sulla costruzione di una rete di protezione collettiva.
Ilaria Saliva, qual è la missione principale dell’associazione?
La nostra missione è migliorare concretamente la sicurezza delle donne e delle vittime di violenza di genere, lavorando su due fronti paralleli e complementari: la prevenzione, attraverso la rieducazione, e la creazione di reti di sostegno territoriali capillari. Non ci limitiamo all’emergenza, ma lavoriamo per prevenire il disagio psichico e aumentare il benessere e la qualità della vita dell’intera comunità. Perché una società più sicura per le donne è una società migliore per tutti. La nostra visione è contribuire alla costruzione di una società senza discriminazioni di genere e senza forme di violenza fisica e psicologica.
Ilaria Saliva e il progetto Punti Viola
Vogliamo creare un sistema di maggiore sicurezza attivando una rete di cittadini e soggetti sul territorio capaci di intervenire in difesa delle donne a rischio di violenza in strada. Questo si traduce concretamente nei Punti Viola, il progetto che più ci sta a cuore e che sta già producendo risultati tangibili. Oggi contiamo oltre ottocento esercizi commerciali formati – bar, ristoranti, farmacie, centri estetici, supermercati – che diventano luoghi sicuri dove chiedere aiuto.
Ilaria Saliva, quali sono i principali obiettivi di questo progetto?
Vogliamo portare l’educazione affettiva nelle scuole. Con il DXS LAB parliamo di consenso, confini e rispetto, utilizzando un linguaggio che i ragazzi riconoscono davvero, che passa anche dai social e dalla tecnologia. Serve concretezza. Un altro obiettivo centrale è educare e sensibilizzare la società, i professionisti e i cittadini affinché assumano un ruolo attivo nella difesa delle donne. Non possiamo delegare la sicurezza solo alle forze dell’ordine. Servono persone consapevoli, formate, capaci di riconoscere le situazioni di pericolo e di intervenire correttamente. La formazione dei Punti Viola copre aspetti legali, psicologici e pratici: come intervenire, quali procedure seguire per la denuncia, cosa fare se la vittima è minorenne o presenta lesioni. Affrontiamo anche forme di violenza meno visibili, come quella economica, che intrappola molte donne in relazioni abusive attraverso la dipendenza finanziaria. Promuoviamo inoltre politiche e programmi pubblici che garantiscano maggiore sicurezza, dialogando costantemente con le istituzioni. Attraverso la nostra rete di psicologi e avvocati offriamo assistenza qualificata alle vittime, affiancata da supporto nutrizionale, ginecologico e orientamento al lavoro, perché l’uscita dalla violenza richiede un accompagnamento a 360 gradi. Oggi ci stanno particolarmente a cuore l’espansione nazionale dei Punti Viola e il rafforzamento delle alleanze con gli uomini. La violenza di genere non è un “problema delle donne”: è un problema dell’intera società.
Ilaria Saliva, l’impegno dell’Associazione per coinvolgere gli uomini
Vogliamo promuovere politiche e programmi pubblici che garantiscano maggiore sicurezza per le donne, lavorando a stretto contatto con istituzioni locali e nazionali. Ascoltiamo chi ha subito violenza e discriminazione, offrendo supporto psicologico, legale e multidisciplinare: nutrizionale, ginecologico e orientamento al lavoro, perché uscire dalla violenza richiede un accompagnamento a 360 gradi. Particolarmente importanti per noi sono l’espansione dei Punti Viola e il coinvolgimento attivo degli uomini. La violenza di genere non è “un problema delle donne”: è un problema di tutta la società, e gli uomini devono essere parte della soluzione, partecipando alla ridefinizione dei ruoli di genere, all’educazione alla parità e alla prevenzione.
Ilaria Saliva e le sfide quotidiane delle donne
Le donne adattano i propri comportamenti in base alla percezione del rischio: scelgono percorsi più lunghi, evitano i mezzi pubblici in certi orari, rinunciano a eventi serali o usano strategie improvvisate per sentirsi sicure. La violenza economica è un altro ostacolo: molte restano intrappolate in relazioni abusive per mancanza di autonomia finanziaria. Altri problemi includono la normalizzazione della violenza e il victim blaming, l’assenza di educazione affettiva e relazionale e la difficoltà di dialogo con gli uomini. Troppe volte la violenza viene percepita come “un problema delle donne”, impedendo agli uomini di riconoscere il proprio ruolo nella soluzione.
Come coinvolgere la comunità e le istituzioni
Costruiamo reti locali e digitali per sensibilizzare, informare e creare consapevolezza. I Punti Viola e le collaborazioni con le aziende diffondono cultura e sicurezza sul territorio. Lavoriamo con le scuole con programmi strutturati di educazione affettiva e formiamo insegnanti, studenti e famiglie, superando resistenze culturali ancora presenti. Collaboriamo inoltre con reti femministe e centri antiviolenza per creare azioni coordinate e condividere buone pratiche.
Ilaria Saliva, quali misure concrete?
La misura più potente per un cambiamento generazionale è l’educazione affettiva: insegnare il consenso, il rispetto dei confini, la comunicazione non violenta e il riconoscimento delle relazioni sane. Parallelamente, è necessario potenziare i servizi di supporto alle vittime, rendere le città più sicure con illuminazione, trasporti e spazi pubblici vivibili e condurre campagne di sensibilizzazione rivolte agli uomini, promuovendo una mascolinità positiva.
Cosa c’è dietro l’angolo per Ilaria Saliva?
Dietro l’angolo c’è tanto lavoro, tanta determinazione e una visione chiara del futuro che voglio contribuire a costruire. Il mio impegno come Presidente di DonneXStrada è tutt’altro che concluso: anzi, sento che siamo solo all’inizio di un percorso che può davvero cambiare le cose.