Buone idee e tanta determinazione grazie alla consigliera per la parità di genere in Basilicata, il programma 2026 con il coinvolgimento delle imprese
Passi avanti nel campo della parità di genere in Basilicata, con un nutrito programma per il 2026 presentato dall’avvocata Ivana Enrica Pipponzi, Consigliera regionale per la parità effettiva nominata con Decreto ministeriale il 29 marzo 2022 (insieme alla supplente Rossana Mignoli) per combattere le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro nel territorio lucano.
Il convegno di Matera
Titolare di uno studio legale, con esperienza pluriennale in materia giuridica e di pari opportunità, Pipponzi è sempre stata molto attiva, organizzando diverse iniziative istituzionali e formative sulla parità di genere. L’ultima in ordine di tempo il convegno “L’Italia in chiave di genere” tenutosi il 5 dicembre 2025 a Matera nella sede della Camera di Commercio. Organizzato in collaborazione tra la Consigliera nazionale di parità Filomena D’Antini, nell’incontro è stato presentare il primo Rapporto biennale sulla parità di genere nel mercato del lavoro, con analisi di dati nazionali e regionali, trend occupazionali e criticità persistenti. Oltre alle autorità istituzionali, hanno partecipato rappresentanti di imprese locali e di ordini professionali (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro).
Italia in chiave di genere
Nel corso del convegno sono stati discussi i principali punti chiave relativi alla parità di genere in Basilicata e nel Mezzogiorno, come: l’aumento del tasso di occupazione femminile, con persistenti gap territoriali tra Nord e Mezzogiorno; le mozioni contro molestie, discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro; la certificazione della parità di genere per le aziende, con presentazione delle buone prassi di imprese lucane già certificate; l’importanza del recepimento, entro il 2026, di direttive europee sulla trasparenza retributiva e sul rafforzamento degli organismi di parità. In tale occasione Pipponzi ha sottolineato come le discriminazioni di genere limitino il pieno esercizio del potenziale femminile e rappresentino un ostacolo alla crescita economica e sociale.
La certificazione di genere in Basilicata
In Basilicata risultano certificate per la parità di genere circa 198 aziende, di diversa dimensione e settore. La diffusione di questa certificazione – che garantisce anche la possibilità di partecipazione a particolari bandi relativi a fondi, contributi e finanziamenti pubblici – in Basilicata resta ancora inferiore alla media nazionale e ad altre regioni più sviluppate, ma le iniziative istituzionali e i bandi regionali di incentivazione mirano proprio ad aumentare il numero di imprese coinvolte. A livello nazionale sono oltre 5.000 le aziende certificate, numero in continuo aggiornamento controllabile sul sito web nazionale dedicato realizzato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, dove si trovano anche tutte le informazioni per le aziende che vogliono ottenere la certificazione di genere:: https://certificazione.pariopportunita.gov.it/public/home.
Parità di genere in Basilicata. Il programma per il 2026
Nel programma di lavoro presentato da Ivana Pipponzi si trova una serie di azioni per promuovere la parità di genere che la consigliera per la parità di genere in Basilicata ha intenzione di attuare. Si parte dalle attività formative dedicate a dipendenti pubblici e privati per prevenire le discriminazioni di genere e le molestie per arrivare al supporto alle imprese lucane per l’ottenimento della certificazione della parità di genere e per la valorizzazione dei modelli organizzativi di inclusione.
Promozione delle best practices aziendali
Promuovere le buone pratiche aziendali in tema di parità di genere è essenziale per attuare il programma e per questo l’ufficio della Consigliera collaborerà con enti quali Camera di Commercio e Ordini professionali per estendere l’impatto delle politiche di parità di genere in Basilicata coordinandosi con istituzioni e reti territoriali. Non solo: si attueranno anche interventi diretti in caso di discriminazione di genere, effettuando controllo e vigilanza e costituendosi parte civile in alcuni procedimenti per violenza e maltrattamenti. Verranno anche diffuse e attuate le direttive europee in tema di trasparenza retributiva e parità nei processi di decisione aziendale dando assistenza per l’adeguamento alle scadenze normative.
Il coinvolgimento delle imprese
Ivana Pipponzi intende portare avanti il suo programma come Consigliera regionale di parità di genere in Basilicata attraverso un approccio molto operativo e territoriale, che combina strumenti giuridici, azioni di rete e iniziative di prevenzione. In quest’ottica di supporto e promozione delle buone pratiche aziendali da un lato e di punizione per le cattive dall’altro, la Consigliera intende costruire una rete stabile che renda strutturali le politiche di parità di genere in Basilicata, integrandole nelle strategie regionali su lavoro, sviluppo economico e welfare. Tutto ciò partendo dall’asse centrale del programma: la formazione e la sensibilizzazione continua, per prevenire discriminazioni, molestie e disparità retributive prima che diventino contenzioso e dando un supporto concreto alle imprese.
Il supporto alle imprese e la vigilanza
La Consigliera intende accompagnare le aziende lucane nel percorso verso la certificazione della parità di genere, favorendo l’adozione di buone pratiche organizzative, come la trasparenza salariale, la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, l’accesso paritario alle carriere. Le modalità saranno quelle dell’informazione tecnica, del confronto con i casi virtuosi e della collaborazione con le associazioni datoriali. Al contempo, la Consigliera userà le proprie prerogative legali, intervenendo direttamente nei casi di discriminazione di genere sul lavoro, dando supporto alle vittime e, quando necessario, procedendo con un’azione giudiziaria o costituendosi parte civile. Perché la parità di genere in Basilicata non è solo un principio, ma un diritto esigibile.