Le sofferenze bancarie scendono sotto i 50 miliardi per la prima volta. Inoltre il sistema del credito mostra una solidità strutturale
Le sofferenze bancarie in Italia si sono ridotte drasticamente nel corso dell’ultimo decennio, segnando quindi una svolta storica per il settore. Dal picco del 2015, quando i crediti deteriorati superavano i 337 miliardi di euro, lo stock complessivo è infatti sceso a 48,6 miliardi nel 2025, con una contrazione dell’85,6%. Questo risultato emerge inoltre da un report del Centro studi di Unimpresa, basato su statistiche della Banca d’Italia, che certifica un profondo processo di risanamento dei bilanci bancari.
Il crollo delle sofferenze più rischiose
Nel dettaglio, le sofferenze in senso stretto registrano quindi il calo più marcato dell’intero periodo analizzato. Dal 2015 al 2025, queste esposizioni sono passate da 198,8 miliardi a 16,9 miliardi di euro, con una riduzione del 91,5%. Anche le inadempienze probabili risultano inoltre in forte diminuzione, scendendo da 124,5 miliardi a 25,9 miliardi, pari a un calo del 79,2%. Tale dinamica indica quindi una riduzione significativa delle posizioni a più alto rischio di insolvenza.

Il confronto con la pandemia
Il confronto con il 2020, anno della crisi pandemica, conferma inoltre la solidità del sistema. In quell’anno, infatti, il totale delle sofferenze bancarie ammontava a 97 miliardi di euro, mentre nel 2025 risulta dimezzato a 48,6 miliardi. Questo andamento dimostra quindi che l’emergenza sanitaria non ha innescato una nuova crisi del credito, anche grazie alle misure straordinarie di sostegno all’economia. Le sofferenze pure calano inoltre del 63,7% nello stesso periodo, mentre le inadempienze probabili si riducono del 45,4%.
L’andamento tra 2024 e 2025
Nel confronto più recente, il processo di riduzione prosegue inoltre con continuità. Tra il 2024 e il 2025, infatti, il totale dei crediti deteriorati scende di 3,8 miliardi di euro, pari a –7,3%. Le sofferenze diminuiscono quindi di 2,2 miliardi, mentre le inadempienze probabili calano di 2 miliardi. L’unica eccezione riguarda inoltre i finanziamenti scaduti o sconfinanti deteriorati, in lieve aumento ma su livelli assoluti contenuti.

Le valutazioni di Unimpresa
Secondo Unimpresa, il drastico calo delle sofferenze bancarie rappresenta uno dei principali indicatori dello stato di salute del sistema creditizio italiano. Il vicepresidente Giuseppe Spadafora sottolinea quindi che questo patrimonio di solidità non deve essere disperso, ma trasformato in maggiore capacità di supporto a famiglie e imprese. In questo contesto, la richiesta di un contributo straordinario da 4,5 miliardi di euro al settore bancario appare inoltre giustificata, come riconoscimento di una stabilità oggi nettamente superiore rispetto al passato.