La Fondazione Marisa Bellisario celebra la Giornata Mondiale Donne della Scienza con rafforzando il ruolo femminile nell’innovazione
In occasione della Giornata Mondiale Donne Scienza, l’organizzazione rinnova il proprio sostegno alla presenza femminile nella ricerca, nella tecnologia e nella medicina.
Inoltre dal 1989 premia le migliori studentesse e neolaureate STEM per incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere scientifiche.
Tuttavia i dati più recenti di ISTAT mostrano che solo il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea in discipline STEM, contro il 37% degli uomini.
Pertanto il divario di genere continua a limitare l’accesso femminile alle professioni più richieste e meglio retribuite.
Inoltre chi consegue una laurea STEM raggiunge un tasso di occupazione vicino al 90%, confermando l’alto valore strategico di questi percorsi.
Di conseguenza la transizione ecologica e digitale rischia di ampliare ulteriormente la distanza se non si interviene con politiche mirate.

Stereotipi e modelli positivi
Secondo la presidente Lella Golfo, persistono barriere culturali che scoraggiano molte giovani.
Infatti una ricerca commissionata ad Alessandra Ghisleri rivela che il 56% degli italiani non conosce il significato di STEM.
Inoltre quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente meno portate per le discipline scientifiche.
Per questo motivo la Fondazione valorizza esempi di eccellenza come Fabiola Gianotti, Margherita Hack, Samantha Cristoforetti, Marika Branchesi e Ilaria Capua.
Quindi offrire modelli positivi contribuisce a contrastare pregiudizi radicati e a stimolare nuove vocazioni.
Allo stesso tempo il messaggio è chiaro: talento e competenze femminili sono leve decisive per lo sviluppo del Paese.

Imprese femminili e innovazione
Parallelamente la Fondazione sostiene startup e PMI guidate da donne nei settori ad alta innovazione.
In particolare i premi Women Value Company e B-Factor, realizzati con Intesa Sanpaolo, promuovono realtà imprenditoriali ad alto impatto tecnologico.
Ad esempio molte imprese premiate operano nella medicina rigenerativa, nell’intelligenza artificiale applicata alla diagnostica e nell’energia sostenibile.
Inoltre emergono progetti legati alla sicurezza quantistica e alla digitalizzazione industriale.
Infine la presidente sottolinea che la scienza rappresenta una forma di potere ancora prevalentemente maschile, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale.
Dunque rompere questo squilibrio significa garantire un futuro più equo, innovativo e competitivo per l’intero sistema Paese.