Da avvocata a Master of Wine: la storia di Cristina Mercuri, prima donna italiana a conquistare il titolo.
Determinata, indipendente e profondamente “fiera”: Cristina Mercuri ripercorre con autenticità le tappe di un percorso fondato sulla disciplina, sullo studio e costruito con la tenacia ereditata dalle sue radici. Da avvocata a protagonista del mondo del vino, fino al prestigioso titolo di Institute of Masters of Wine, Cristina Mercuri ci racconta la scintilla che l’ha avvicinata a questo universo, le sfide affrontate lungo un cammino complesso e altamente selettivo e il significato profondo di essere la prima donna italiana a raggiungere questo traguardo. La nostra intervista intreccia ambizione, consapevolezza e impegno concreto, tutti ingredienti necessari per aprire nuove strade alle donne e ai giovani nel settore.
Cristina Mercuri, a chi ancora non ti conosce, come ti descriveresti?
Se dovessi racchiudermi in un solo aggettivo direi “fiera”, perché è una caratteristica che ho ereditato da mia nonna, siciliana: tenace, determinata, sempre a testa alta. Ha lottato in anni in cui era ancora più complicato di oggi e quella forza, quella tenacia, quel non abbattersi mai li ho presi da lei. Quindi sì, la fierezza è sicuramente la parola giusta. In generale è difficile descriversi senza sembrare autocelebrativi, però mi reputo una persona molto indipendente e, in qualche modo, risolta. So quello che voglio, so cosa mi piace, so dire di no — e non è così usuale. Mi piace divertirmi, andare a ballare, cantare, amo la compagnia di poche persone ben selezionate. Sono follemente innamorata della mia gatta Ludovica, che per me è un balsamo nei momenti difficili, una grande compagnia. Sono una donna tenace, disciplinata e ambiziosa. Ho imparato a togliere il velo di quella timidezza che spesso la società ci insegna. Non è così automatico parlare di sé — infatti mi imbarazza un po’ — però ci provo.
Si raggiungono traguardi professionali anche in base al percorso che si è fatto. Come si diventa Cristina Mercuri? Cosa ti ha portato a essere la donna che sei oggi?
Credo sia un mix di doti caratteriali — quindi la mia tenacia e la voglia di non mollare mai — unite alla disciplina accademica. Fino al 2015 ero avvocata e ho una forma mentis molto strutturata: studiare, approfondire, avere una mente ordinata. Questo mi ha aiutata quando ho deciso di cambiare vita: ho studiato con dedizione, entusiasmo e voglia di approfondire. Anche la base giuridica mi è stata utile per capire come muovermi, come siglare accordi e far valere i miei diritti nella nuova carriera. Come si costruisce Cristina Mercuri? Con tanta dedizione — direi assoluta — allo studio, all’impegno e al lavoro, che per me è anche una missione. Ho sempre voluto lasciare un’impronta, lavorare ad alti livelli per cambiare le cose, soprattutto per le donne nel settore e per i giovani.
Cristina Mercuri, quando scatta la scintilla con il mondo del vino?
È scattata più o meno all’università, in modo un po’ curioso. Vedevo in televisione una rubrica con un sommelier che parlava di vino con termini molto aulici e mi innervosiva. Così mi sono detta: “Adesso lo studio io, il vino”. È partita quasi come una ripicca — e poi mi ha conquistata completamente. Anche quando facevo l’avvocata ero già un’appassionata: mi piaceva degustare, scoprire anche la chimica dietro al vino. Quindi sì, è nato tutto da una piccola sfida personale.
Cristina Mercuri, Master of Wine: di cosa parliamo esattamente?
Il Master of Wine è considerato un po’ un “super consulente”. Non è una professione specifica: ognuno lo declina secondo la propria specializzazione. Io sono consulente e wine educator — insegno e faccio consulenza su comunicazione di prodotto e strategia commerciale — ma ci sono Master of Wine enologi, giornalisti, educator. Quando diventi Master of Wine acquisisci una profondità e ampiezza di conoscenze su viticoltura, enologia, marketing, vini del mondo e dinamiche del settore che ti rendono un vero esperto, capace di offrire consulenza ad altissimo livello nel tuo ambito.
Qual è stata la sfida più grande nel percorso per ottenere il titolo?
È un percorso estremamente rigido e complesso, articolato in tre stage. Il primo è totalmente individuale: non ci sono lezioni né libri ufficiali. Devi dimostrare la tua conoscenza dei vini del mondo e del business del vino, e gestire anche la solitudine emotiva. Il secondo stage è considerato il più duro, con esami intensissimi e una percentuale di successo intorno al 10%. Per prepararmi ho vissuto quasi un anno in modalità “olimpica”: simulazioni d’esame, mental coach, allenamento fisico, meditazione, dieta. Per me però la parte più difficile è stata lo stage 3: la ricerca. Ho scritto una tesi su un’analisi semiotica delle immagini delle donne nel vino durante il periodo fascista. È stato affascinante ma anche molto impegnativo perché richiede sensibilità, spirito critico e capacità di analisi profonda. È un lavoro molto solitario.
Cristina Mercuri, prima donna italiana Master of Wine: cosa ha significato per te?
Ha significato tantissimo. Da un lato gioia, soddisfazione e sollievo per aver concluso un percorso così difficile. Dall’altro sento l’affetto di molte donne che vivono questo traguardo un po’ come loro. Mi piace averlo raggiunto da donna perché mi permette di avere una voce più forte e visibile. Con la mia academy portiamo avanti anche iniziative di sostegno alle donne vittime di violenza, offrendo corsi gratuiti per dare competenze che possano aiutare a raggiungere un’indipendenza economica. Per me era importante essere la prima anche per questo.
Cristina Mercuri, il settore del vino è ancora maschile o qualcosa sta cambiando?
Sta cambiando lentamente. Ai livelli manageriali c’è ancora un forte squilibrio: molte donne lavorano nel settore ma spesso in ruoli non apicali, nonostante ci siano professioniste straordinarie — enologhe, agronome, tecniche — perfettamente capaci di ricoprire posizioni di grande responsabilità. Esiste ancora una mentalità diffusa, soprattutto in alcune generazioni, che rende il cambiamento più lento. Serve educazione alla diversity e rispetto professionale.
Cosa c’è dietro l’angolo per Cristina Mercuri?
Tanta festa, innanzitutto! Festeggerò con amici, parenti e affetti. Poi continuerò a fare quello che ho sempre fatto — spero con ancora più aziende e persone che stimo — intensificando le collaborazioni. La rotta era già tracciata prima del titolo e prosegue con ancora più energia.