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Origine del pesce servito nei ristoranti

Il fenomeno scorretto del mislabeling nel dibattito sull’origine del pesce servito nei ristoranti. Se ne è parlato ad Aquafarm

L’origine del pesce servito nei ristoranti e il fenomeno del mislabeling nel canale Ho.Re.Ca. sono stati al centro di un confronto bilaterale tra Italia e Spagna ospitato ad Aquafarm, a Pordenone, l’unica manifestazione nazionale interamente dedicata all’acquacoltura e alla filiera ittica, luogo di confronto e posizionamento internazionale per il futuro del comparto a livello europeo.

Acquacoltura: Italia e Spagna a confronto ad Aquafarm
Due grandi Paesi mediterranei – leader europei per consumo di prodotti ittici, con oltre 30 kg. pro capite annui – hanno affrontato una questione strategica per il futuro del settore, anche alla luce delle evidenze emerse dal recente report FAO sul fenomeno del mislabeling nei prodotti ittici. Si tratta dell’errata o incompleta indicazione di specie, provenienza o metodo di produzione dei prodotti ittici serviti fuori casa. Una problematica tutt’altro che marginale: oltre il 50% del consumo di pesce in Italia avviene infatti nel canale della ristorazione.

Il confronto
Durante l’incontro hanno parlato di questo dannoso fenomeno: Matteo Leonardi, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), José Manuel Fernández Polanco, professore di Economia applicata all’Universidad de Cantabria, e María Luisa Álvarez Blanco, direttrice generale di Federpesca. A moderare la sessione è stato Alejandro Guelfo (misPeces). “Nonostante una forte cultura alimentare e una consolidata identità mediterranea” ha messo in evidenza Leonardi “sia l’Italia che la Spagna dipendono in larga misura dalle importazioni: oltre il 75% del pesce consumato in Italia, e percentuali analoghe in Spagna, proviene dall’estero. La produzione nazionale, pur qualificata e in crescita, non riesce ancora a soddisfare una domanda strutturalmente elevata”.

Un problema di sicurezza, per la salute umana
“La qualità, la tracciabilità e la sicurezza del prodotto dell’acquacoltura italiana rappresentano un patrimonio che deve essere riconosciuto e valorizzato” ha aggiunto il presidente dell’API. “Una maggiore consapevolezza sull’origine del pesce servito nei ristoranti significa tutelare il consumatore e creare le condizioni per uno sviluppo più forte e competitivo della produzione nazionale”.

Coordinarsi per affrontare il fenomeno
Dal confronto è emersa una visione condivisa: Italia e Spagna, due pilastri della dieta mediterranea e tra i principali mercati europei per consumo di prodotti ittici, devono rafforzare il coordinamento sul tema dell’origine e dell’etichettatura nel canale della ristorazione come elemento di politica economica, oltre che di tutela del consumatore. Garantire trasparenza sull’ultimo anello della filiera significa intervenire su un nodo strategico del mercato: rendere pienamente consapevole la domanda consente di orientare le scelte di acquisto e di valorizzare in modo corretto la produzione nazionale.

Parola chiave: trasparenza
“Rendere visibile il valore del prodotto” conclude Leonardi “può contribuire a stimolare investimenti, crescita produttiva e sviluppo dell’acquacoltura italiana. Maggiore chiarezza sull’origine rappresenta anche uno strumento concreto di rafforzamento della sovranità alimentare”.

 

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