Rivalutazione Firr imprese artigiane siglata a Roma tra sindacati e associazioni datoriali. Un primo passo verso il rinnovo complessivo AEC
È stata siglata a Roma l’intesa che introduce la Rivalutazione Firr imprese artigiane, nell’ambito delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Economico Collettivo del comparto. Inoltre l’accordo rappresenta un risultato atteso da anni dagli agenti e rappresentanti di commercio. Tuttavia il negoziato prosegue con l’obiettivo di rinnovare integralmente l’AEC scaduto nel 2017. Pertanto le parti sociali parlano di un primo segnale concreto di responsabilità condivisa. Di conseguenza la modifica interviene sull’articolo 10, Capo I, dell’intesa sottoscritta il 10 dicembre 2014.
L’accordo è stato firmato da Fisascat Cisl e Usarci insieme alle altre sigle sindacali di categoria. Contestualmente hanno sottoscritto l’intesa anche Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI. Successivamente le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026.

Nuove percentuali di calcolo
Il cuore della Rivalutazione Firr imprese artigiane riguarda l’aggiornamento delle percentuali per il calcolo dell’Indennità di risoluzione del rapporto. Infatti il Firr non veniva rivalutato da oltre trent’anni. Dunque l’intervento mira ad adeguare l’accantonamento al mutato contesto economico. Parallelamente si punta a garantire maggiore coerenza con l’andamento del costo della vita.
Per gli agenti monomandatari il Firr sarà calcolato con il 4% sulle provvigioni fino a 24.000 euro annui. Inoltre il 2% sarà applicato sulla quota compresa tra 24.000,01 e 36.000 euro. Infine l’1% riguarderà la parte eccedente i 36.000 euro. Per i plurimandatari invece il 4% sarà riconosciuto fino a 12.000 euro annui. Successivamente il 2% interesserà la fascia tra 12.000,01 e 18.000 euro. Analogamente l’1% sarà applicato oltre i 18.000 euro.

Un settore strategico
Il Firr, fondo storico istituito nel 1938 e gestito da Enasarco, rappresenta una tutela economica centrale alla cessazione del mandato. Oggi gli agenti e rappresentanti di commercio attivi in Italia sono oltre 200mila. Inoltre una quota significativa opera con le imprese artigiane, pilastro del tessuto produttivo nazionale. Negli ultimi anni il settore ha attraversato profonde trasformazioni. In particolare la digitalizzazione dei processi di vendita ha inciso sulle modalità operative. Allo stesso tempo il crescente ricorso all’e-commerce ha modificato gli equilibri commerciali.
Secondo Fisascat Cisl e Usarci l’intesa costituisce un primo risultato concreto del negoziato. Ora però le parti chiedono di proseguire con determinazione nel rinnovo complessivo dell’AEC. Così si potranno garantire regole certe, maggiore equilibrio contrattuale e tutele adeguate per un comparto strategico dell’economia artigiana italiana.