Arbitri donne professioni legali rappresenta oggi un tema centrale nel dibattito sull’equilibrio di genere
Nel panorama delle professioni legali italiane il tema del gender gap continua a emergere con forza. Tuttavia i dati più recenti mostrano segnali incoraggianti nella designazione di arbitri donne.
In particolare, nel 2025 un terzo delle nomine arbitrali effettuate nei procedimenti amministrati dalla Camera Arbitrale di Milano ha riguardato professioniste. Inoltre questo dato conferma una presenza femminile crescente nei ruoli decisionali della giustizia alternativa.
Nel complesso su 316 nominati arbitri tra uomini e donne, nei procedimenti depositati nel 2025, solo 84 incarichi appartengono a professioniste, pari al 27% del totale.
Di conseguenza emerge che quasi un arbitro su tre è donna nel sistema arbitrale milanese. Nel frattempo l’impegno della Camera Arbitrale di Milano punta a rafforzare la presenza femminile nelle nomine.
La designazione di arbitri donne nelle professioni legali resta quindi una questione centrale per la parità di accesso alle posizioni di responsabilità.

Il ruolo della Camera Arbitrale
La Camera Arbitrale di Milano svolge un ruolo decisivo nel riequilibrio di genere. Infatti l’istituzione è tra i firmatari dell’Equal Representation in Arbitration Pledge, iniziativa internazionale che promuove pari opportunità nelle nomine arbitrali.
In particolare, quando la scelta dell’arbitro spetta direttamente alla Camera Arbitrale, la percentuale di donne cresce significativamente. Inoltre su 84 nomine femminili totali, ben 67 provengono direttamente dalla Camera.
Pertanto quasi l’80% delle nomine di arbitri donne dipende da questa istituzione. Diversamente le nomine effettuate dalle parti o da co-arbitri mostrano percentuali molto più basse.
Successivamente i dati evidenziano quanto le politiche istituzionali possano incidere sulla riduzione del divario di genere.

Mediazione e gestione crisi
Anche nella mediazione civile la presenza femminile appare significativa. Nel 2025 il Servizio di mediazione della Camera Arbitrale ha gestito 905 procedimenti.
In particolare il 61% dei casi è stato affidato a mediatrici, mentre il restante 39% ha visto protagonisti mediatori uomini. Inoltre sono state nominate 35 mediatrici per 617 procedimenti e 19 mediatori per 288 casi.
Nel frattempo le professioniste coinvolte provengono da diversi ambiti. Infatti circa il 60% sono avvocate, mentre l’8,5% sono commercialiste. Inoltre il restante 28,5% include figure professionali come psicologhe, dirigenti scolastiche e impiegate.
Anche nella composizione negoziata della crisi emergono dati interessanti. Tuttavia le donne rappresentano ancora una minoranza negli elenchi ufficiali.
A livello nazionale sono infatti 1.066 su 4.677 esperti complessivi. In Lombardia invece sono 218 su 878 professionisti.