Il sistema di protezione cresce negli ultimi anni e i dati italiani evidenziano l’importanza dei centri antiviolenza per sostenere le vittime
I dati italiani mostrano che la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne rappresentano una priorità per le istituzioni europee e nazionali. In particolare la Convenzione di Istanbul del 2011 ha stabilito l’obbligo per gli Stati aderenti di garantire servizi di assistenza specializzati alle vittime.
Successivamente l’Italia ha rafforzato il proprio sistema di protezione attraverso i Piani nazionali contro la violenza di genere. Inoltre l’Istat ha avviato dal 2017 un programma strutturato di rilevazione statistica sul funzionamento dei Centri antiviolenza.
Queste analisi consentono oggi di disporre di un quadro informativo aggiornato sui dati italiani per i centri antiviolenza, utile per comprendere l’evoluzione del fenomeno.

L’evoluzione del sistema di protezione
Nel 2024 i Centri antiviolenza attivi sul territorio nazionale sono 409. Tuttavia l’aumento rispetto al 2017 è significativo, con una crescita del 45,6%.
Inoltre più della metà delle strutture opera anche attraverso sportelli territoriali distribuiti nelle diverse aree del Paese. Complessivamente sono stati censiti 702 sportelli, con una media di quattro punti di accesso per ciascun centro.
Parallelamente il sistema si regge su un ampio numero di operatrici impegnate nell’assistenza alle vittime. Infatti sono quasi 7.000 le lavoratrici coinvolte nelle attività dei centri.
Le donne che chiedono aiuto
Nel corso del 2024 si sono rivolte ai Centri antiviolenza oltre 61.000 donne. Tuttavia non tutte hanno intrapreso un percorso strutturato di uscita dalla violenza.
Sono infatti circa 36.400 le donne che hanno avviato concretamente un percorso di supporto. Inoltre la violenza economica emerge come uno degli aspetti più diffusi del fenomeno.
Quasi il 40% delle vittime ha dichiarato di aver subito forme di controllo o limitazione nell’uso del denaro familiare. Di conseguenza l’autonomia economica rappresenta uno dei fattori chiave per l’uscita dalla violenza.
Figli, disabilità e violenza
I dati italiani sui centri antiviolenza evidenziano anche l’impatto della violenza sui figli delle vittime. In particolare quasi l’80% dei figli assiste agli episodi di violenza contro la madre.
Inoltre nel 24,7% dei casi i figli subiscono direttamente comportamenti violenti da parte dell’aggressore. Parallelamente cresce il numero di donne con disabilità che si rivolgono ai centri.
Nel 2024 sono oltre 2.800 le donne con disabilità assistite dalle strutture. Tuttavia queste vittime risultano più esposte a violenze perpetrate da familiari o persone vicine.

Il sistema informativo nazionale
Per migliorare la conoscenza del fenomeno l’Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità hanno realizzato un sistema informativo dedicato. Inoltre la piattaforma integra dati provenienti da istituzioni, regioni, centri antiviolenza e servizi di supporto.
Il sistema è consultabile all’indirizzo https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne. In questo modo ricercatori, istituzioni e cittadini possono accedere a informazioni aggiornate sui dati e sulle politiche di contrasto alla violenza di genere.