In occasione della Giornata internazionale della donna sono state premiate le studentesse STEM per l’agricoltura del futuro
Consegnati i primi due premi destinati alle studentesse STEM dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Università di Udine, vincitrici dei bandi finanziati da Confagricoltura Donna.
Agricoltura e STEM
L’iniziativa rientra nel progetto “Agricoltura e STEM: la sfida di Confagricoltura Donna”, avviato nel 2025 con diversi Atenei italiani per rafforzare la presenza femminile nei processi di innovazione applicati al settore agricolo e per creare un collegamento stabile tra mondo produttivo, università e ricerca. In questa prospettiva, Confagricoltura Donna ha attivato collaborazioni con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università di Udine, l’Università della Tuscia, l’Università di Padova, l’Università di Perugia e l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari.
Nuovi talenti per l’agricoltura del futuro
Intento dell’organizzazione è promuovere nuovi talenti e proporre un modello replicabile di interazione tra sistema universitario e rappresentanza agricola, orientato alla costruzione di una visione contemporanea dell’agricoltura. Il progetto si inserisce in un contesto professionale particolarmente dinamico: oggi quasi il 32% delle aziende agricole italiane è guidato da donne, protagoniste sempre più attive nei percorsi di innovazione e sostenibilità.
I premi per le studentesse STEM
Per sostenere e valorizzare questa evoluzione, Confagricoltura Donna ha istituito un premio in denaro di 1.000 euro – destinato a una laurea magistrale in Innovazione e Sostenibilità in Agricoltura – assegnato attraverso un bando che in poco tempo ha prodotto buoni risultati: in questa prima manche si sono già candidate 30 tesi, di cui 26 provenienti dall’Università di Udine e 4 dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Gli Atenei si sono avvalsi di una commissione valutatrice con al suo interno una rappresentante di Confagricoltura Donna.
I lavori presentati
Le studentesse STEM (ovvero iscritte a percorsi formativi universitari in discipline matematiche e scientifiche) hanno presentato tesi caratterizzate da una forte interdisciplinarità, capaci di superare la tradizionale visione dell’agricoltura come settore isolato. Le ricerche integrano competenze che spaziano dall’informatica alla gestione dei dati, dall’ingegneria fino alle scienze biologiche, ambientali e biomediche. Una dimostrazione di come innovare in agricoltura significhi oggi incrociare saperi diversi e fare del settore agricolo un laboratorio privilegiato per l’applicazione di tecnologie avanzate che contribuiscono alla food security.

Un 8 marzo diverso
“Mentre molti si limitano a ricordare l’8 marzo con slogan e dichiarazioni di circostanza, noi scegliamo una strada diversa: lavoriamo tutto l’anno con impegno concreto, con progetti mirati, con iniziative che aprono spazi reali alle donne nel mondo del lavoro e nella società civile” ha dichiarato la presidente di Confagricoltura Donna, Alessandra Oddi Baglioni. “Questo progetto è un esempio di ciò in cui crediamo: valorizzare il talento femminile nei settori della ricerca, dell’innovazione e del progresso del Paese. Continuiamo a costruire opportunità, a sostenere percorsi, a valorizzare le donne che possono cambiare il futuro”.
Il 2026 Anno internazionale delle agricoltrici
La presidente Oddi Baglioni ha ricordato come il 2026 sia stato dichiarato dall’ONU Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici: “un riconoscimento che sottolinea il ruolo centrale nei sistemi agroalimentari globali. È un segnale forte: le donne non sono una presenza accessoria, ma una componente strutturale della produzione agricola, della sostenibilità e della sicurezza alimentare mondiale”.
L’evento di premiazione
Durante l’evento di premiazione, il 4 marzo 2026, al quale hanno partecipato anche l’on. Valentina Grippo, vicepresidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e la presidente del corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Laura De Gara, il direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi ha sottolineato come Confagricoltura creda da sempre alla scienza applicata al settore e al valore del contributo delle donne, sia in ambito scientifico, sia in ambito agricolo e che anche “la sinergia con le Università è fondamentale per il futuro del sistema agricolo”.
Le studentesse STEM premiate
Ad essere premiate sono state Elisabetta Vivino dell’Università Campus Bio-medico di Roma con una tesi dal titolo Emerging contaminants in agriculture: impacts of polystyrene nanoplastics on durum wheat e Alessia De Giorgi dell’Università degli studi di Udine con una tesi dal titolo Potenzialità d’impiego della camola della farina per la detossificazione e bioconversione di substrati contaminati da AFB1.
Le due tesi
La tesi di Vivino esplora un problema emergente importante per il suo possibile impatto sulla sicurezza alimentare: uno studio sugli effetti della contaminazione di nanoplastiche sulla salute delle piante e la loro possibile presenza nelle cariossidi di grano duro destinate al consumo umano. La tesi di De Giorgi valuta l’uso della camola della farina (Tenebrio molitor) per ridurre l’aflatossina B1 (AFB1) in materie prime agricole contaminate, un problema crescente anche a causa del cambiamento climatico. Le larve allevate su crusca con diversi livelli di tossina hanno degradato circa l’82% dell’AFB1, accumulando quantità inferiori ai limiti di legge. Lo studio conferma il potenziale di T. molitor nell’economia circolare.
Nell’immagine di copertina, da sin.: Caponi, Vivino, Grippo, Oddi Baglioni.