Il DL Bollette per non azzerare il contributo delle rinnovabili alla sicurezza energetica, torna al centro del confronto
L’Italia non può permettersi di ridurre il contributo di una produzione elettrica rinnovabile interamente nazionale. Tuttavia il quadro geopolitico internazionale espone il Paese al rischio di nuovi aumenti del prezzo del gas. Inoltre la dipendenza dall’estero potrebbe limitare gli effetti positivi delle misure di riduzione delle bollette. Confagricoltura lo ha ribadito in audizione alla X Commissione Attività produttive della Camera sul decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21. Dunque il tema del DL Bollette per le rinnovabili assume un valore che va oltre la contingenza normativa.
Biogas e biomasse garantiscono circa l’11% della produzione elettrica rinnovabile italiana. Pertanto il loro contributo incide sia sulla decarbonizzazione sia sulla sostenibilità economica delle aree interne. Inoltre le agroenergie rappresentano una leva di integrazione del reddito agricolo. Conseguentemente la loro riduzione rischierebbe di colpire filiere già strategiche per i territori.

Le criticità dell’articolo 5
L’articolo 5 del decreto introduce la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti per biogas, biomasse e bioliquidi. In particolare il meccanismo prevede un décalage dal 2026 fino all’azzeramento dal 1° gennaio 2031. Di conseguenza, secondo Confagricoltura, verrebbe cancellato un percorso costruito anche con il contributo delle amministrazioni pubbliche.
Le filiere agroenergetiche hanno assunto un ruolo centrale nella gestione sostenibile dei residui agricoli e forestali. Inoltre contribuiscono al rispetto delle normative ambientali su acqua, suolo e aria. Perciò la revisione dei PMG rischia di indebolire un sistema che sostiene occupazione e presidio del territorio.

Le proposte di modifica
Confagricoltura propone correttivi mirati all’articolo 5. In primo luogo chiede una riflessione profonda sugli effetti economici e ambientali della norma. Successivamente non esclude un posticipo dell’entrata in vigore delle disposizioni più penalizzanti. Infine sottolinea che l’obiettivo deve essere il sostegno, e non il contrasto, alla filiera delle agroenergie.
In questo scenario il DL Bollette diventa un banco di prova per la coerenza delle politiche energetiche nazionali. Complessivamente la partita si gioca tra contenimento dei costi e tutela della produzione rinnovabile interna.