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Intervista esclusiva a Francesca Valla

Educare è prima di tutto ascoltare. Conosciamo meglio Francesca Valla, la tata del web che insegna ai genitori a fidarsi di sé.


C’è chi costruisce un brand partendo da un prodotto e chi da una vocazione. Francesca Valla appartiene alla seconda categoria: insegnante da oltre trent’anni, ha trasformato l’esperienza in classe in un progetto capace di parlare a milioni di famiglie italiane. La Tata Francesca più seguita del web ha intercettato in anticipo la crescita della genitorialità consapevole, costruendo su Instagram una community solida e autentica, all’insegna dell’scolto, della concretezza e dell’autenticità.

A chi ancora non ti conosce, come si descriverebbe Francesca Valla?
Sono appassionata di ciò che faccio e di ciò che vivo, perché innanzitutto nella mia vita personale e familiare ho accanto le persone che amo — e questo, per me, è già una grande forza. E poi ho il lavoro che ho sempre sognato fin da bambina: fare la maestra, insegnare. Non c’è giorno in cui entro in classe senza sentirmi profondamente grata per questa opportunità, per la possibilità di stare a contatto con bambine e bambini, con i giovani, con i ragazzi. Sono più di trent’anni che mi occupo di educazione. La cosa che mi continua ad appassionare è che non smetto mai di imparare. Mi formo costantemente e imparo tantissimo dai bambini stessi: più che insegnare, apprendo. Ogni giorno esco dalla mia classe pensando: Anche oggi ho imparato qualcosa.”

Francesca Valla, come descriveresti il tuo approccio educativo?
Nel tempo non è cambiato nella sostanza, ma si è ampliato. Ho sempre avuto il focus su chi ho di fronte: il rispetto per l’individuo in formazione, per il bambino, per il ragazzo. Ho sempre preso le distanze dal giudizio, dall’etichettare. Metto sempre in campo l’ascolto attivo, l’accettazione di chi ho di fronte e l’autenticità. Sono, in un certo senso, il mio mantra nell’educare.

Francesca Valla, come sei arrivata a usare i social per supportare le famiglie?
L’essere presente sui social mi permette di raggiungere tantissime famiglie e, allo stesso tempo, di ascoltare tantissime storie. È come avere una cartina tornasole costante sulle fragilità contemporanee. Ho cominciato a sentire questo bisogno già da prima, ma è stato durante il Covid che ho iniziato a usare i miei canali per stare vicino alle persone, farle sentire un po’ meno sole. Quello che percepisco più spesso dai genitori che mi scrivono è che non si sentono adeguati: si sentono incapaci, si sentono genitori falliti. Il mio approccio è invece quello di dire, innanzitutto, che non esiste un’unica genitorialità: ce ne sono tante, e ognuno deve trovare la propria. Il mio ruolo sui social è aiutare i genitori a tirare fuori il meglio che hanno dentro di loro, perché ogni genitore ha le sue risorse. È stato un percorso graduale: man mano crescevano le persone che mi seguivano, arrivavano sempre più richieste, e ho capito che quello poteva davvero diventare uno spazio di divulgazione autentica. Cerco di condividere momenti concreti, do stimoli pratici. E il riconoscimento più bello che ricevo è quando i genitori mi dicono che si sentono meglio, meno giudicati.

Qual è la sfida educativa più urgente oggi, secondo Francesca Valla?
Sicuramente educare al digitale. Spesso ci nascondiamo dietro l’idea che “tanto i bambini e i ragazzi sono nativi digitali”, e così ci dimentichiamo che forse dobbiamo prima educarci noi adulti. Perché siamo un esempio fondamentale. I ragazzi ci osservano molto di più di quanto ci ascoltino: il nostro esempio è potentissimo, più di tante argomentazioni e di tante parole.

Senti una grande responsabilità?
Grandissima, sì. Ma mi piace lavorare in squadra, vivere progetti e iniziative, condividere con altre realtà del territorio e con altri professionisti le sfide educative. Mi piace guardare le cose con sguardi diversi, perché è solo così che c’è una crescita per tutti. Sono una persona in continua formazione, e questo per me è prezioso. I social possono essere d’aiuto — un contenuto, un reel, può diventare uno stimolo di riflessione, un’opportunità per portare nella vita con i propri figli qualcosa di nuovo. Però è chiaro: nei momenti di vera fragilità bisogna alzare la mano e chiedere aiuto, farsi seguire da professionisti, perché lì c’è bisogno di un lavoro diverso.

Francesca Valla, riesci a conciliare tutto questo con la tua vita privata?
Sì, riesco — ma perché ho imparato, nel tempo, a fermarmi. Quella fermata che a volte ci spaventa e in cui invece percepisco che lo stare fermi diventa un’occasione per rigenerarmi. L’educare impone queste pause, a volte anche difficili, perché sono l’unica occasione in cui puoi davvero riflettere su ciò che hai vissuto. Altrimenti si vive di un eterno presente.

Francesca Valla, qual è stata la tua sfida più grande?
Sicuramente il mio ultimo libro, in cui parlo del valore dell’unicità. Ogni progetto editoriale richiede impegno, riflessione e uno sguardo verso il futuro. È un impegno professionale, ma anche profondamente personale: metti in gioco tutta te stessa. E poi ci sono tematiche che sento fondamentali e urgenti da divulgare: dal riconoscimento dell’unicità alla valorizzazione del “no”, fino alla sfida del digitale — che è, prima di tutto, una sfida educativa.

Se potessi cambiare una cosa nel sistema educativo, quale sarebbe?
Metterei l’educazione emotiva al centro, tra le priorità assolute. Aiutare i bambini a conoscersi, a riconoscere le proprie emozioni, a dargli un nome e a saperle regolare, è fondamentale: per stare bene con sé stessi e per stare bene con gli altri. È uno degli insegnamenti più importanti che noi genitori — e noi insegnanti — dobbiamo mettere in campo. E poi c’è una tematica che spesso viene sottovalutata, quasi considerata una competenza di nicchia: educare alla gentilezza. Sentiamo spesso parlare di prepotenze, ma credo che la gentilezza sia invece una forza rivoluzionaria. Una vera rivoluzione che si fa nelle famiglie e nelle scuole. Te lo dico anche da insegnante: portare avanti iniziative legate al coltiviamo la gentilezza” con bambine e bambini ha una potenza incredibile.

Cosa c’è dietro l’angolo per Francesca Valla?
In questo momento ho nuove presentazioni del libro in programma, che pubblicherò sui miei profili social. E sto lavorando a nuovi progetti, che racconterò non appena saremo in dirittura d’arrivo. Parto sempre dai bisogni reali: dalle mie famiglie, dai miei genitori, dalla mia community. Intercetto ciò che serve, poi costruisco insieme alle realtà che mi circondano dei progetti ad hoc, che possano davvero essere uno stimolo e un aiuto concreto. È questa, in fondo, la mia missione.

 

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