ISAC contro il lavoro sommerso introduce nuovi strumenti di compliance contributiva e punta a prevenire irregolarità nei rapporti di lavoro
il sistema ISAC contro il lavoro sommerso rappresenta una delle novità introdotte dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell’Economia nel quadro delle riforme previste dal PNRR. Infatti il decreto interministeriale firmato il 6 marzo 2026 introduce gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva.
Inoltre questi strumenti non nascono con finalità sanzionatorie ma come meccanismo di compliance volto a favorire comportamenti corretti da parte delle imprese. Pertanto la misura si inserisce nel Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso previsto dalla Missione 5 del PNRR.
Successivamente la strategia mira a sviluppare un rapporto più collaborativo tra istituzioni e sistema produttivo. Di conseguenza l’obiettivo principale è prevenire le irregolarità contributive prima che si trasformino in violazioni formali.

I settori coinvolti nella sperimentazione
La prima fase del progetto ISAC contro il lavoro sommerso partirà nel corso del 2026 con un periodo di sperimentazione. In particolare l’applicazione iniziale riguarderà il commercio all’ingrosso alimentare e i servizi alberghieri ed extra-alberghieri.
Successivamente il sistema sarà esteso progressivamente ad altri comparti economici entro il 31 agosto 2026. Inoltre il piano prevede il coinvolgimento complessivo di almeno otto settori produttivi.
Tuttavia la scelta dei comparti non implica alcuna valutazione sul loro livello di irregolarità o di rischio contributivo. Piuttosto l’obiettivo è avviare una sperimentazione graduale che consenta di verificare l’efficacia degli strumenti introdotti.
Nel frattempo il governo intende utilizzare i risultati della fase pilota per migliorare il modello di prevenzione delle irregolarità nel mercato del lavoro.

Come funzionano gli indici
Il sistema ISAC contro lavoro sommerso si basa sull’integrazione delle banche dati di INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato Nazionale del Lavoro. Infatti l’obiettivo è costruire un’infrastruttura informativa condivisa capace di individuare eventuali anomalie nei versamenti contributivi.
Inoltre gli indici consentiranno di confrontare i dati delle imprese con parametri di affidabilità elaborati dalle amministrazioni pubbliche. Pertanto in caso di scostamenti significativi i datori di lavoro riceveranno comunicazioni di compliance che permetteranno di regolarizzare spontaneamente la propria posizione.
Successivamente le aziende considerate pienamente affidabili potranno beneficiare di un sistema di premialità. Ad esempio tra i vantaggi previsti rientra anche una riduzione dei controlli ordinari da parte degli enti ispettivi.
Infine il sistema ISAC contro lavoro sommerso non sostituirà gli strumenti di vigilanza già previsti dalla normativa vigente. Tuttavia il nuovo modello punta a integrare prevenzione e controllo promuovendo trasparenza, collaborazione e concorrenza leale nel mercato del lavoro.